Mercoledì 18 Marzo 2026

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Emergenza carceri

Nordio: «Suicidi e sovraffollamento sono una sconfitta per lo Stato»

Il ministro della Giustizia rilancia un piano su personale, strutture e supporto psicologico. No ad amnistie e indulti, sì a misure alternative e processi più rapidi

18 Marzo 2026, 11:26

«Nordio spia le toghe, si dimetta». E lui: «Spazzatura, non finisce qui»

Carlo Nordio, ministro della Giustizia

Il sovraffollamento carceri e il dramma dei suicidi restano, nelle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, due delle ferite più profonde del sistema penitenziario italiano. In un’intervista concessa a Il Mattino nel giorno del 209esimo anniversario della fondazione del Corpo della Polizia penitenziaria, in programma oggi a Napoli, il Guardasigilli ha riconosciuto la gravità della situazione, definendo ogni morte dietro le sbarre una sconfitta per lo Stato.

«Il sovraffollamento e il dramma dei suicidi rappresentano ferite aperte del sistema. Ogni vita spezzata in carcere è, come ha ricordato il Presidente della Repubblica, una sconfitta per lo Stato», afferma Nordio. Una formula che lega il piano politico del ministero a una constatazione ormai sempre più ricorrente nel dibattito pubblico: il carcere italiano continua a essere un punto critico sul fronte della dignità della persona, delle condizioni di detenzione e della tenuta complessiva del sistema. Ieri intanto a Torino si è tolto la vita un altro detenuto.

Il piano del ministero: personale, strutture e supporto psicologico

Nordio sostiene che il governo stia intervenendo «su più livelli». Il primo riguarda il personale. Il secondo le condizioni materiali degli istituti. Il terzo il rafforzamento dell’assistenza psicologica, non soltanto per le persone detenute ma anche per chi lavora all’interno delle strutture.

«Per questo stiamo lavorando su più livelli: rafforzamento del personale, miglioramento delle condizioni detentive e potenziamento del supporto psicologico, sia per i detenuti sia per gli agenti», spiega il ministro.

L’idea è quella di un piano articolato che non si limiti all’emergenza del momento. «Esiste un piano articolato», aggiunge Nordio, chiarendo che gli interventi si muovono sia sul piano strutturale, anche attraverso il Commissario straordinario, sia su quello normativo.

Più spazi e riqualificazione degli istituti

Tra i punti indicati dal Guardasigilli c’è l’intervento fisico sugli istituti penitenziari. L’obiettivo dichiarato è ampliare e riqualificare le strutture, per ridurre la pressione interna e migliorare le condizioni materiali di vita e di lavoro.

«Stiamo intervenendo sia sul piano strutturale anche per il tramite del Commissario straordinario, con l’ampliamento e la riqualificazione degli istituti penitenziari, sia sul piano normativo», afferma.

Il riferimento alla dimensione strutturale conferma che il ministero considera il sovraffollamento non come un fatto episodico ma come un nodo che richiede risposte organizzative e infrastrutturali.

Nordio chiude a indulti e amnistie

Nell’intervista, il ministro esclude però con nettezza la strada delle misure straordinarie come amnistia e indulto. Per Nordio, il tema del sovraffollamento non può essere affrontato con «soluzioni tampone» o con provvedimenti emergenziali.

«Il tema del sovraffollamento non può essere affrontato con soluzioni tampone o con provvedimenti emergenziali come indulti o amnistie. Il problema va risolto a monte», dice. È una posizione che ribadisce la linea già espressa in altre occasioni: niente scorciatoie generalizzate, ma interventi mirati sull’intero sistema penale.

Meno carcere per i reati minori

La risposta proposta da Nordio passa per una revisione del modo in cui il sistema penale utilizza il carcere. Il ministro sostiene che vada evitato l’ingresso in istituto per i reati minori, puntando invece su sanzioni alternative considerate più efficaci e più razionali.

«Questo significa intervenire sul sistema penale nel suo complesso, evitando l’ingresso in carcere per reati minori e puntando su sanzioni alternative più efficaci e razionali», spiega.

Il carcere, nella sua visione, dovrebbe tornare a essere «l’estrema ratio», riservata ai reati più gravi e ai soggetti socialmente pericolosi. È un passaggio politico importante, perché colloca il tema del sovraffollamento dentro una riflessione più ampia sulla funzione stessa della pena e sull’uso dello strumento detentivo.

Il peso della custodia cautelare

Nordio richiama anche un altro fattore che, a suo giudizio, incide in modo significativo sulla pressione carceraria: il ricorso alla custodia cautelare. Parallelamente alla revisione delle sanzioni, il ministero dice di lavorare per accelerare i processi e contenere l’uso di questo strumento.

«Parallelamente, stiamo lavorando per velocizzare i processi e contenere il ricorso alla custodia cautelare, che incide in modo significativo sul sovraffollamento», osserva.

L’obiettivo dichiarato è tenere insieme tre esigenze: sicurezza, certezza della pena e rispetto della dignità della persona. «È un approccio strutturale, non ideologico, che mira a coniugare sicurezza, certezza della pena e rispetto della dignità della persona», conclude il ministro.