Martedì 24 Marzo 2026

×

Nuovi sviluppi

Garlasco, la nuova consulenza riapre tempi e dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi

Secondo le indiscrezioni sulla relazione di Cristina Cattaneo emergerebbero segni di colluttazione, un arco temporale più ampio per la morte e nuovi interrogativi sull’alibi di Andrea Sempio

24 Marzo 2026, 09:01

«Chiara Poggi vide file porno sul pc di Stasi la sera prima del delitto»

Chiara Poggi

Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione investigativa con nuovi elementi che potrebbero rimettere in discussione alcuni passaggi chiave della ricostruzione processuale dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Secondo quanto riferito dal Tg1, nella consulenza depositata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo emergerebbero segni di colluttazione, una finestra temporale più ampia per la morte della ventiseienne e nuovi dettagli sulla dinamica dell’aggressione.

Si tratta di indiscrezioni che, se confermate, potrebbero incidere su tre punti centrali dell’inchiesta riaperta dalla procura di Pavia: l’orario del delitto, la dinamica dell’omicidio e il significato delle tracce di dna trovate sotto le unghie della vittima.

Chiara Poggi avrebbe tentato di difendersi

Secondo il quadro che emergerebbe dalla consulenza medico-legale, Chiara Poggi non sarebbe stata travolta da un’aggressione fulminea e priva di reazione. Al contrario, sul corpo della giovane ci sarebbero ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe, elementi che farebbero pensare a una violenta e prolungata colluttazione con il suo aggressore.

L’ipotesi è che la ventiseienne abbia tentato di proteggersi e di difendersi, ingaggiando una lotta mentre veniva colpita, forse con un martello, arma che non è mai stata ritrovata. La dinamica dell’omicidio, secondo queste indiscrezioni, si sarebbe sviluppata in più fasi, tra il piano terra e le scale della villetta.

L’aggressione tra piano terra e scala interna

Il racconto che trapela dalla nuova ricostruzione è molto diverso rispetto a quello di un’azione rapidissima consumata in pochi minuti. L’assassino, secondo quanto riferito, avrebbe colpito Chiara in diversi momenti e si sarebbe anche fermato a osservare il corpo della vittima sull’ultimo scalino.

Se questa ricostruzione dovesse trovare conferma, cambierebbe in modo rilevante la lettura dell’omicidio: non più soltanto un attacco improvviso e concentrato in un breve arco di tempo, ma una sequenza più lunga, fisicamente violenta e compatibile con una reazione della vittima.

L’orario della morte potrebbe slittare in avanti

Uno dei passaggi più delicati della consulenza attribuita a Cristina Cattaneo riguarda il tempo della morte. Secondo quanto riferito, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione.

È un dato che, se confermato, potrebbe spostare in avanti l’ora del delitto e mettere in discussione il ristretto arco temporale entro cui la sentenza di condanna di Alberto Stasi ha collocato l’omicidio.

Un elemento che incide anche sugli alibi

In passato si è parlato di un’aggressione estremamente rapida, durata pochi minuti. Una finestra temporale più ampia, invece, potrebbe avere riflessi importanti anche sul piano degli alibi e delle compatibilità temporali dei soggetti che tornano oggi nell’inchiesta.

Il servizio del Tg1 sottolinea infatti che questi nuovi elementi medico-legali potrebbero pesare non soltanto sulla dinamica del delitto, ma anche sulle verifiche investigative ancora in corso.

Le tracce di dna sotto le unghie acquistano un peso diverso

Un altro punto centrale riguarda le tracce di dna trovate sotto le unghie di Chiara Poggi. Se davvero la giovane ha lottato a lungo contro il suo assassino, quelle tracce potrebbero assumere un significato probatorio più preciso.

Nella nuova inchiesta della procura di Pavia, quelle tracce vengono ritenute riconducibili ad Andrea Sempio, oggi indagato per concorso in omicidio. Proprio la presenza di segni di difesa sul corpo della vittima renderebbe più rilevante l’eventuale contatto fisico avvenuto durante l’aggressione.

Lo scontrino del parcheggio e i dubbi sull’alibi di Sempio

Parallelamente alla consulenza anatomopatologica, i pm stanno continuando a lavorare sull’alibi di Andrea Sempio, da anni legato allo scontrino del parcheggio di Vigevano. Secondo quanto riferito dal Tg1, l’analisi del traffico telefonico avrebbe fatto emergere, la sera precedente e la mattina del delitto, uno scambio di messaggi tra la madre di Sempio e Antonio, vigile del fuoco a Vigevano, che potrebbe preludere a un successivo incontro.

Se anche questo elemento dovesse essere confermato, potrebbe aprire nuovi interrogativi sulla solidità dell’alibi del giovane, già finito al centro delle verifiche della procura.

Una nuova fase dell’inchiesta

Nel quadro investigativo entrano dunque insieme la consulenza Cattaneo, la relazione dei Ris e gli approfondimenti sul traffico telefonico. Tutti tasselli che, secondo le indiscrezioni, starebbero contribuendo a riscrivere fasi e orario del delitto.

Il Tg1 aggiunge inoltre che, prima della chiusura delle indagini, potrebbero essere sentite anche Stefania e Paola Cappa.

L’odio social contro la famiglia Poggi

Accanto al lavoro della procura di Pavia, si muove anche la procura di Milano, dove sono stati depositati almeno una ventina di esposti per diffamazione e stalking presentati dalla difesa della famiglia Poggi. Si tratta di querele corredate da screenshot e link video, con cui viene documentato l’odio social che i genitori e il fratello di Chiara starebbero subendo da mesi, da quando l’inchiesta è stata riaperta.

A occuparsi di questi esposti è il pubblico ministero Antonio Pansa, lo stesso magistrato che segue anche le denunce presentate dalla famiglia Cappa contro hater e youtuber. L’obiettivo degli inquirenti è verificare se esista un filo conduttore dietro una serie di frasi che, secondo una fonte inquirente, in alcuni casi sarebbero palesemente diffamatorie.