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A scrutinio ancora in corso la vittoria del No al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è ormai certa. "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia", il commento della premier Giorgia Meloni sui social. Applausi, abbracci e anche qualche momento di commozione, invece, in Tribunale a Milano, dove decine di magistrati si sono riuniti per attendere il risulto definitivo del voto nella sala della sezione milanese dell'Anm.
Secondo i dati del Viminale, con il 90% delle sezioni italiane scrutinate, il No è in testa con il 53,89%. Quando sono state scrutinate 30.967 su 61.533 sezioni, il 50 per cento del totale, al Referendum confermativo sulla riforma della giustizia, il No ha ottenuto il 54,59 per cento dei voti, mentre il Sì il 45,41 per cento.
Per la seconda proiezione realizzata da Opinio per Rai, al Referendum confermativo sulla riforma della giustizia, il No si assesterebbe al 53,9 per cento e il Sì al 46,1 per cento. A quasi un terzo delle sezioni scrutinate il no è al 54,42% e il sì è al 45,58%. Sono i primi risultati parziali del Referendum disponibili su Eligendo con i dati in continuo aggiornamento.
Secondo la prima proiezione Opinio Rai, il No è al 53,1% e il Sì 46,9%. Copertura del campione del 12%. Con il 12,79% delle sezioni italiane scrutinate il No è in testa con il 54,19%. La prima proiezione di Tecnè per Rete4 attribuisce un vantaggio netto al No. Con una copertura del campione del 29 per cento e un margine di errore del 2,9 per cento, il No è stimato al 53,2 per cento, il Sì al 46,8. Il campione non contiene il voto degli italiani all'estero.
Secondo instant poll di Swg, con una copertura dell'87%, annunciato a La7: il No tra il 50% e il 54%, il Sì tra il 46% e il 50%. L’instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del No al Referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%.
Il No in una forchetta tra il 49 e il 53%, il Sì tra il 47 e il 51%: questo il primo exit poll del consorzio Opinio Rai, con copertura dell'83% del campione. In base ai primi dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate 15.941 sezioni su 61.533, l'affluenza al voto costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,51%.
(in aggiornamento)
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale". Così il Ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del Referendum sulla riforma costituzionale. "Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”, aggiunge Nordio.
"Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", commenta il leader M5S Giuseppe Conte sui social. "Non c'è dubbio che dobbiamo battere il centrodestra nelle urne. Meloni può dire quello che vuole, ma non può trascurare il sonoro avviso di sfratto dalla popolazione rispetto all'unica riforma vera che portano. Il governo ha poco da far finta di nulla per non assumersi la responsabilità politica di questo passaggio", ha aggiunto Conte. "Alcuni hanno votato Sì per fini nobili, convinti dell'obiettivo di migliorare la Giustizia. A costoro - ha detto ancora - mi rivolgo. Nel fronte progressista mi farò carico di scrivere pagine importanti per la riforma della Giustizia ma che sia a misura dei cittadini".
''Il risultato è chiarissimo, c'è stata una grande partecipazione: ed è un risultato che ci deve rendere tutti orgogliosi. Siamo convinti di aver combattuto una battaglia di civiltà per tutti e per la magistratura italiana. Non siamo riusciti a contrastare un messaggio di timore, di paura che è stato abilmente diffuso dai nostri avversari del No, che paventavano il dominio della politica sulla magistratura. Cosa che, probabilmente ha spaventato tante persone. Che hanno finito per non ragionare sul merito vero della riforma, ma per credere a questo tipo di impostazione che spaventava''. Lo dice all'Adnkronos il presidente di ''Si Riforma'' Nicolò Zanon nella sede del comitato al Nh Giustiniano nel quartiere Prati di Roma. ''Nelle ultime settimane - prosegue Zanon - la polarizzazione evidentemente ha coperto il merito di questa legge di revisione costituzionale. E tutto si è svolto con logiche più direttamente politiche che hanno avuto un contesto intorno che non ha aiutato ad avere fiducia nella proposta del governo''.