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Urne aperte oggi 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15 per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. Alla consultazione potranno partecipare 51.424.729 elettori, di cui 5.477.619 residenti all’estero, chiamati a esprimersi su una delle principali revisioni dell’ordinamento giudiziario degli ultimi anni.
Alle ore 12 l'affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 14, 83 per cento. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Esaminate 56.840 sezioni su 61.533
(in aggiornamento)
Si tratta di un referendum confermativo: gli elettori sono chiamati a esprimersi su un unico quesito, scegliendo tra "Sì" e "No". Non è previsto quorum, quindi il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza e sarà determinato dalla maggioranza dei voti validamente espressi. Con il quorum non richiesto per la validità, l’elemento chiave della consultazione resta l’affluenza alle urne, variabile imprevedibile che alcuni analisti considerano persino più decisiva del giudizio sul merito della riforma stessa.
Il voto si svolge nei seggi elettorali del proprio comune di residenza. Per votare è necessario presentarsi con un documento d’identità valido e la tessera elettorale. Gli italiani residenti all’estero votano per corrispondenza. Per alcune categorie di elettori impossibilitati a recarsi al seggio sono previste modalità alternative, come il voto domiciliare secondo la normativa vigente. Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi nella giornata di lunedì. Trattandosi di referendum costituzionale, l’esito è immediatamente vincolante.
La scheda elettorale contiene un unico quesito: confermare o respingere la legge costituzionale sulla riforma della magistratura approvata dal Parlamento. Ecco il testo completo: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104,105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Nel dettaglio, la riforma interviene su diversi aspetti dell’organizzazione della giustizia, in particolare: introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri); prevede la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura (Csm), uno per ciascuna funzione; istituisce una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati; modifica i meccanismi di autogoverno della magistratura, anche attraverso nuovi criteri di selezione.
La riforma incide sull'assetto costituzionale della magistratura, senza intervenire direttamente sull'organizzazione dei processi o sui tempi della giustizia. Votare "Sì" significa approvare definitivamente la riforma, consentendone l'entrata in vigore e la successiva attuazione attraverso leggi ordinarie. Votare "No" significa respingere la riforma e mantenere l’attuale sistema, caratterizzato da una magistratura unitaria e da un unico Consiglio superiore.