Mercoledì 11 Marzo 2026

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Scontro sul referendum

Camere Penali per il Sì: «Solidarietà al Foglio dopo le parole di Gratteri»

Il Comitato denuncia come intimidatorie le frasi attribuite al procuratore di Napoli nell’intervista al quotidiano e richiama la tutela della libertà di stampa

11 Marzo 2026, 11:06

I magistrati che votano "Sì" contro Gratteri. «Ora ci indaghi tutti»

Gratteri

Il referendum sulla giustizia si carica di un nuovo fronte polemico dopo la presa di posizione del Comitato Camere Penali per il Sì, che esprime solidarietà al quotidiano Il Foglio e ai suoi giornalisti per le parole attribuite al procuratore di Napoli Nicola Gratteri nell’intervista pubblicata dal giornale.

In una nota, il Comitato definisce molto grave il passaggio in cui il magistrato, indicato come «onnipresente frontman del “No”», avrebbe affermato che «dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti» e che «tireremo una rete». Secondo il Comitato, non si tratterebbe di una semplice battuta infelice, ma di parole che «suonano come una vera e propria intimidazione nei confronti di un organo di stampa».

La nota del Comitato Camere Penali per il Sì

La presa di posizione affonda sul significato attribuito a quell’espressione. Per i penalisti favorevoli al Sì, l’immagine della «rete» richiama scenari inquietanti e non può essere derubricata a formula casuale o colorita.

Secondo il Comitato, questa immagine evocherebbe «in modo sinistro e inquietante quelle note operazioni di pesca a strascico» che, si legge nella nota, avrebbero negli anni segnato l’azione di Gratteri e che «sistematicamente si sono concluse con le vite distrutte di centinaia di persone innocenti, ingiustamente private della libertà personale».

L’accusa: parole che suonano come intimidazione

Il cuore della contestazione è tutto nel rapporto tra il ruolo istituzionale del magistrato e il tenore delle frasi attribuitegli. Il Comitato sostiene che sia «inaccettabile» che chi esercita una funzione così delicata utilizzi toni e immagini che sembrano evocare ritorsioni verso dei giornalisti.

Nella ricostruzione contenuta nella nota, i cronisti del Foglio sarebbero colpevoli soltanto di avere svolto il proprio lavoro, e proprio per questo ogni formula che possa essere letta come minacciosa viene giudicata incompatibile con il ruolo ricoperto da un capo di Procura.

Il richiamo alla libertà di stampa

La parte finale del comunicato sposta il piano dello scontro su un terreno più generale, quello delle garanzie democratiche. Il Comitato Camere Penali per il Sì richiama infatti il principio della libertà di stampa come presidio essenziale di una democrazia liberale.

«In una democrazia liberale la libertà di stampa non può essere oggetto di minacce, tanto meno da parte di chi rappresenta lo Stato e dovrebbe per primo garantire equilibrio, misura e rispetto delle istituzioni», si legge nella nota.