Separazione delle carriere
CARLO NORDIO, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, FRANCESCO PETRELLI, PRESIDENTE UNIONE CAMERE PENALI
«Sono arcisicuro che vinceremo il referendum» sulla separazione delle carriere: così ieri il Ministro Carlo Nordio durante il forum organizzato dall’Ansa. Ma lo farà anche grazie alle Camere Penali? La domanda sorge spontanea dopo che abbiamo appreso dalle pagine del Fatto Quotidiano che l’Ucpi è stata esclusa dalle tribune elettorali iniziate proprio ieri sulla Rai.
«Ci stiamo lavorando»: così un laconico Francesco Petrelli, presidente dell’Unione, ha risposto alla nostra domanda circa la possibilità di essere riammessi al dibattito. Alla nostra richiesta rispetto al perché dell’esclusione nessuna risposta. Probabilmente, come rivelato sempre dal Fatto Quotidiano sabato scorso, la domanda sarebbe stata presentata in ritardo. Però mentre il Comitato Sì riforma, presieduto da Nicolò Zanon, è stato ripescato (forse grazie allo zampino del sottosegretario Alfredo Mantovano), e ammesso, pur avendo anch’esso presentato tardi la domanda, la stessa sorte per il momento non è toccata all’associazione dei penalisti italiani. In molti si augurano che il problema si risolva in quanto gli avvocati guidati da Petrelli sarebbero tra i pochissimi a portare avanti una campagna senza l’uso e l’abuso della propaganda ma puntando solo sulle ragioni tecniche della riforma.
Sempre in tema di comunicazione, Pd, M5s e Avs hanno presentato un esposto all’Agcom sulla presenza eccessiva del Governo in tv. «I dati dell'Osservatorio di Pavia certificano nella settimana di indizione dei comizi elettorali un tempo complessivo della presenza del governo nell'informazione Rai che va dal 35 al 50%. Un dato abnorme e inaccettabile. A ciò si aggiunge una programmazione, in tutti i tipi di trasmissione, che, tra processi ai processi, valutazioni generalizzate di sentenze, analisi superficiali di fatti di cronaca, anche risalenti, contribuisce a creare quella narrazione contro la magistratura, capitanata dalla Presidente del Consiglio, che appare sempre più funzionale a sostituire i deboli argomenti dei sostenitori del Si» hanno specificato in una nota, i parlamentari dei citati partiti in commissione di Vigilanza Rai. E hanno aggiunto: «Tutta questa sovraesposizione del governo sul Referendum è apertamente contraria alla disciplina della par condicio, sia per la Rai che nelle emittenti private». «Abbiamo quindi presentato un esposto ad Agcom e in Commissione di vigilanza Rai affinché: si richiamino tutte le emittenti radiotelevisive, a partire dalla Rai, al rispetto di tali disposizioni; si computi il tempo di notizia e quello di parola che governo e maggioranza dedicano al tema giustizia nel computo dello spazio riservato al SI e si faccia rispettare nelle trasmissioni diverse da quelle dedicate alla comunicazione politica, il divieto di trattare temi che riguardino vicende o fatti legati alle tematiche del Referendum e, dunque, dell'amministrazione della giustizia e della valutazione di sentenze e della magistratura».
Ma a tenere banco è anche la posizione contraria alla riforma espressa dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo dal sito GiustiziaInsieme. Nel metodo «un’iniziativa governativa chiusa a ogni confronto parlamentare» e nel merito, «soluzioni, largamente inadeguate» e «soluzioni forzate che prefigurano contraddizioni e criticità assai gravi».
Enrico Costa, deputato di Forza Italia, ha così commentato: «Gli ultimi tre capi della Procura Antimafia si sono candidati alle elezioni, due con il Pd uno con i 5Stelle. Pertanto non stupisce che l'attuale Procuratore spari a zero sulla riforma, arrivando a paventare 'pressioni politico mediatiche sistematicamente esercitate per condizionare le indagini più difficili e delicate' proprio dall'ufficio che si è distinto come colabrodo per l'estrazione abusiva di documenti riservati a beneficio di giornalisti per costruire articoli contro esponenti del Governo. Inventare di sana pianta che la riforma condizionerà le indagini è uno sfregio al Parlamento e misura il rispetto che certa magistratura manifesta».
È andato invece in soccorso del PNA, Walter Verini, senatore dem: «Il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Melillo ha espresso le sue forti preoccupazioni sulla riforma Nordio. Che rischia di indebolire ruolo della magistratura, pesando negativamente anche sul lavoro di indagine e contrasto alla criminalità. Lo ha fatto con un ragionamento serio e articolato, rinnovando preoccupazioni che aveva peraltro espresso anche nelle audizioni e che avrebbero dovuto essere ascoltate. Così non è stato e consiglierei a Enrico Costa di riflettere sulle cose dette da Melillo, prima di parlare di scenari inesistenti».