Martedì 20 Gennaio 2026

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Dibattito acceso

«Siamo magistrati, non agit prop». Anm ancora divisa

Nervi tesi all'ultimo parlamentino delle toghe: Gerardo Giuliano (MI) contro volantinaggi e altre iniziative vistose: Area e Md reclamano mani libere

20 Gennaio 2026, 08:42

«Siamo magistrati, non agit prop». Anm ancora divisa

GERARDO GIULIANO ANM

«Non trasformiamo la magistratura, tramite il Comitato “Giusto dire No”, in un soggetto politico. Sarebbe la nostra sconfitta». Sono parole di Gerardo Giuliano, componente del “Cdc” dell’Anm in rappresentanza di Magistratura indipendente, e vicepresidente di quel comitato.Sabato, ultimo piano della Corte di Cassazione, è in corso la riunione del “parlamentino”. Terminata la discussione dei cinque punti all’ordine del giorno, si chiudono le porte ai giornalisti, e si spengono i microfoni di Radio Radicale, per discutere dell’ulteriore finanziamento da investire nella campagna referendaria. Peccato che la finestra della saletta dov’erano riuniti i magistrati sia rimasta aperta e abbiamo potuto ascoltare il confronto.

Come anticipato già la settimana scorsa dal Dubbio, la somma da aggiungere al mezzo milione stanziato a settembre sarà di 300mila euro. Ma il nodo è: come spendere tutti quei soldi? Ed è allora che arriva l’appello di Giuliano, che ringraziamo per aver usato un tono alto così da farci sentire meglio: «La cifra va utilizzata in conformità agli scopi sociali dell’Anm» da cui il Comitato “Giusto dire No” dipende, quindi in base all’articolo 2 dello Statuto (“l’associazione non ha carattere politico”, ndr). «Non dobbiamo sottovalutare la critica, seppur infondata, di chi ci accusa di essere un soggetto politico». Per questo, minacciando «un passo indietro» dalla carica di vicepresidente del Comitato referendario, Giuliano ha chiesto di evitare di spendere i soldi per «gazebo, infopoint, banchetti, volantinaggi, marce».

Il riferimento di Giuliano, come spiegato fuori dalla sala a Emilia Conforti, è in particolare a quello che è avvenuto qualche settimana fa a Bari, quando a volantinare c’era il procuratore della Repubblica, Roberto Rossi. E si è chiesto ancora Giuliano al microfono: «Come potremmo fare a impedire che si uniscano ai cortei altri soggetti non controllabili con bandiere di partito?». D’accordo con lui la vicepresidente vicaria del Comitato “Giusto dire No”, Marinella Graziano (Unicost): «Un volantinaggio compiuto mentre le persone passeggiano o per i negozi è un gesto invadente, di intrusione. Il rischio ipotizzato da Gerardo esiste».

La stessa preoccupazione di Giuliano era stata condivisa pure dal presidente Cesare Parodi : «Non dobbiamo dare assolutamente l’impressione di essere politicizzati. Non assumiamo atteggiamenti che possono prestarsi a strumentalizzazioni pericolosissime. La volontà di tutti i gruppi è la stessa, la differenza sta solo nella postura». Immediatamente è scattata la reazione di Area. Ha preso la parola Chiara Valori : «Non ho timori di possibili infiltrazioni, che sapremmo gestire. Non vedo perché mettere vincoli, anzi cavalchiamo l’onda». Sulla stessa scia Ida Teresi , sempre di Area: «A me non dà fastidio se qualcuno per strada si avvicina per informarmi sulla Costituzione, non credo sia opportuno assumere adesso un atteggiamento difensivo». Idem Stefano Celli (vicesegretario dell’Anm, in rappresentanza di Magistratura Democratica): «Non andiamo alla ricerca dei partiti, agiamo con prudenza: ma organizzare punti informativi o fare volantinaggio ritengo sia positivo per avere un contatto diretto con le persone».

Alla fine tutto rientrato: Giuliano resta al proprio posto, e si vedrà man mano come spendere i soldi. Resta comunque la fotografia di un diverso atteggiamento su come condurre la battaglia tra l’ala più interventista dell’Anm – Area e Md in primis, con l’appoggio di Unicost, fatta eccezione per la Graziano – e quella più moderata di Mi. La stessa differenza che si è notata nel punto stampa quando, a nostra domanda sulla possibilità per l’Anm di contribuire alla scrittura dei decreti attuativi, che sono già in fase di elaborazione a via Arenula, Parodi e il segretario Rocco Maruotti hanno dato risposte diverse. Il primo ha detto: «Perché no? Siamo sempre stati per il dialogo», mentre per il secondo «non servirà, perché intanto vincerà il No e non ci sarà bisogno dei decreti attuativi». C’è però anche da registrare una disomogeneità all’interno di Mi: non riescono a essere compatti neanche nel voto sulle porte aperte o chiuse. Un magistrato ci dice off the record: «O Claudio Galoppi ha perso il controllo dei suoi o, ipotesi più plausibile, vuole fare un favore al governo, mettendo i bastoni tra le ruote al Comitato referendario».

Durante il “parlamentino” dell’Anm non sono mancate poi critiche alla denuncia presentata da Giorgio Spangher , presidente del Comitato “Pannella-Sciascia-Tortora per il Sì alla separazione” del Partito radicale, contro il Comitato “ Giusto dire No” per i manifesti diffusi innanzitutto nelle grandi stazioni. Parodi: «Ho rispetto di tutti i cittadini che fanno una denuncia, ovviamente non ne condivido i contenuti, ma credo che l’unica cosa che si possa dire sinceramente è lasciare lavorare i magistrati e basta, perché sono stato spesso dall’altra parte e avrei gradito questo atteggiamento». È proprio quello che si aspetta Spangher: vedere se i magistrati prenderanno qualche iniziativa contro i loro stessi colleghi. A proposito di iniziative delle toghe, il “Cdc”dell’Anm ha deliberato che per l’inaugurazione dell’anno giudiziario non ci saranno né coccarde sul petto né Costituzioni sventolate. I leader del sindacato interverranno invece per richiamare l’attenzione sulle gravi problematiche del sistema giustizia, come già ci aveva anticipato Giovanni Zaccaro.