IL LIBRO
“Caccia agli uomini”, l’ultimo libro dell’avvocato vicentino Giuseppe Marra, nasce dalla percezione, maturata dall’autore negli ultimi anni e rafforzata dopo il caso di Giulia Cecchetin che nel dibattito pubblico e giudiziario sulla violenza di genere si sia creato un forte squilibrio a favore della tutela delle donne. Secondo Marra, oggi molti uomini sarebbero vittime di pregiudizi e di una condanna sociale preventiva, alimentata da una parte del femminismo, della politica e dei media, che li rappresenterebbe come potenziali colpevoli a prescindere.
L’autore sostiene che esista una “violenza dimenticata”: quella subita dagli uomini per mano delle donne. Riporta dati di un’indagine svolta nel 2025, secondo cui una percentuale significativa di uomini avrebbe dichiarato di aver subito violenze fisiche, psicologiche, sessuali, stalking e revenge porn. Marra evidenzia come queste esperienze restino spesso sommerse, sia per l’assenza di strutture di accoglienza dedicate agli uomini, sia per il timore di non essere creduti o di essere ridicolizzati.
L’autore si chiede se sia legittimo garantire diritti e tutele in una sola direzione e se principi costituzionali pensati per tutelare la persona in quanto tale possano essere interpretati in chiave esclusivamente femminile. In questo contesto viene contestata l’introduzione del reato di femminicidio, considerato un ulteriore elemento di disparità.
Marra attribuisce tale squilibrio a quello che definisce polemicamente “integralfemminismo”, imponendo una visione unilaterale del fenomeno della violenza di genere. A suo avviso, questa impostazione avrebbe prodotto divisioni sociali e non avrebbe risolto il problema della violenza contro le donne, che continua a manifestarsi. La società, secondo l’autore, rischierebbe così una frammentazione sempre più marcata, con la trasformazione dei diritti in rivendicazioni di categoria.
L’obiettivo del libro è riequilibrare il dibattito, dando voce agli uomini che dichiarano di aver subito violenze e chiedendo pari dignità e pari tutela. Tra le proposte concrete vi sono la creazione di centri antiviolenza per uomini, fondi dedicati al loro recupero e reinserimento, campagne educative che affermino che la violenza non ha genere e che chiunque può esserne vittima o autore.
L’autore auspica un cambiamento culturale fondato sul principio che la colpevolezza debba essere accertata oltre ogni ragionevole dubbio, senza presunzioni legate al genere. Invita a superare l’idea che l’uomo sia sempre potenziale carnefice e la donna sempre vittima, proponendo un confronto aperto. Qualora tale dialogo non fosse possibile, suggerisce provocatoriamente o l’abolizione del reato di femminicidio o l’introduzione di un corrispettivo “reato di maschicidio”, come forma di parità formale.
In sintesi,"Caccia agli Uomini" si presenta come un testo polemico e controcorrente che intende denunciare quello che l’autore considera un clima culturale e giuridico ostile agli uomini, proponendo un riequilibrio delle tutele e un approccio alla violenza di genere centrato sulla persona, indipendentemente dal sesso.