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I prezzi dei carburanti continuano a salire anche dopo le vacanze di Pasqua e il diesel si avvicina a nuovi massimi, mentre Eni sembra avviare il rientro dalla fase degli “scontoni” che nelle ultime settimane aveva tenuto il Cane a sei zampe su livelli molto più bassi rispetto ai concorrenti. Il rialzo arriva in un contesto paradossale: da una parte le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati mostrano un calo, dall’altra alla pompa i listini restano in tensione e segnano nuovi aumenti.
È proprio questa forbice tra mercati e distributori a fotografare il momento. Se infatti nelle ultime ore il Brent è tornato sotto i 93 dollari dopo aver chiuso il giorno prima a 109, con un ribasso vicino al 15%, e se anche la quotazione del gasolio sui mercati viene indicata in forte calo, l’effetto sul consumatore non si vede ancora. Anzi, il diesel alla pompa segna un nuovo record sotto quota 2,18 euro al litro, mentre la benzina si mantiene vicina a 1,79 euro.
Il segnale più evidente di questa fase arriva proprio dai listini consigliati di Eni. Fino a ieri il gruppo si collocava su livelli molto più bassi rispetto ai diretti concorrenti, con circa venti centesimi di differenza sul gasolio rispetto a IP, Q8 e Tamoil e circa tre centesimi sulla benzina.
Ora però questa forbice inizia a restringersi. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di tre centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di otto centesimi quelli del gasolio. Un movimento che viene letto come l’avvio della manovra di rientro dagli sconti straordinari praticati nelle settimane precedenti.
I dati medi nazionali alla pompa confermano il quadro. Nella mattinata dell’8 aprile, i prezzi risultano ancora in crescita rispetto al giorno precedente. La benzina self service sulla rete stradale si attesta a 1,789 euro al litro, con un aumento di 7 millesimi rispetto a venerdì scorso. Il gasolio self service arriva invece a 2,178 euro al litro, con un rialzo di 35 millesimi.
Anche gli altri carburanti si mantengono su livelli elevati. Il Gpl è indicato a 0,784 euro al litro, mentre il metano si colloca a 1,606 euro al chilo. In autostrada, i prezzi restano ancora più alti: la benzina self raggiunge 1,825 euro, il diesel 2,191 euro, il Gpl 0,889 euro e il metano 1,580 euro.
Il punto più delicato resta proprio questo: il calo delle quotazioni internazionali non si sta ancora trasferendo sui listini praticati al consumo. Il ribasso del petrolio viene legato all’annuncio di uno stop agli attacchi di Usa e Israele sull’Iran e alla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, fattori che nelle ultime ore hanno alleggerito la tensione sui mercati.
Ma il riflesso sulla rete distributiva non si è ancora visto. Anzi, il diesel continua a correre, arrivando a sfiorare 2,18 euro al litro, livello che, senza il meccanismo dell’accisa ridotta, sarebbe già proiettato oltre 2,4 euro. Anche la benzina, pur meno sotto pressione, viaggia a ridosso di 1,79 euro, che diventerebbero 2,03 euro con l’accisa piena.
La sensazione che emerge è quella di un mercato interno ancora in ritardo rispetto ai movimenti delle materie prime. Se il calo del Brent e del gasolio raffinato dovesse consolidarsi nei prossimi giorni, ci si aspetterebbe un progressivo alleggerimento dei prezzi al dettaglio. Ma per ora la dinamica resta opposta e i rincari continuano a pesare sui consumatori.
Nel dettaglio elaborato da Staffetta Quotidiana sui circa 20mila impianti che comunicano i prezzi all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy, la benzina self service si attestava a 1,783 euro al litro, con le compagnie a 1,785 e le pompe bianche a 1,777. Il diesel self service era a 2,144 euro, con compagnie e pompe bianche quasi allineate.
Sul servito, la forbice si allarga. La benzina servita arriva a 1,916 euro al litro, mentre il diesel servito tocca 2,267 euro. Anche qui le compagnie si mantengono sopra le pompe bianche, a conferma di una differenza strutturale nei prezzi praticati.
Guardando ai singoli marchi, sulla benzina self service Eni si colloca a 1,764 euro al litro, con il servito a 1,968. IP è a 1,792 self e 1,958 servito, Q8 a 1,800 self e 1,954 servito, Tamoil a 1,791 self e 1,867 servito.
Sul gasolio self service, il dato Eni è ancora molto più basso dei concorrenti, a 2,012 euro al litro, con il servito a 2,224. IP è a 2,206 self e 2,362 servito; Q8 a 2,181 self e 2,329 servito; Tamoil a 2,241 self e 2,299 servito. Numeri che mostrano come, nonostante il rialzo, Eni continui a mantenere un differenziale sensibile almeno sul diesel.