Martedì 07 Aprile 2026

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Trump: "Stanotte un'intera civiltà potrebbe scomparire"

Dopo la conferenza stampa di ieri, il presidente americano usa ancora i social per rilanciare il suo ultimatum all'Iran: l'America scatenerà l'inferno se non accadrà qualcosa di "rivoluzionario" e "meraviglioso"

07 Aprile 2026, 14:44

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Trump: "Stanotte un'intera civiltà scomparirà"

Se non accadrà qualcosa di "rivoluzionario" e "meraviglioso" entro le 20 ora di Washington, questa notte "un'intera civiltà scomparirà, per non rinascere mai più". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un messaggio sul suo social Truth in cui rilancia l'ultimatum già concesso a Teheran e definisce la scadenza di stasera, prevista per le 20 ora locale, "uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo".

La scadenza imposta da Trump, già posticipata più volte nelle scorse settimane, riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran: in caso contrario, il presidente ha minacciato di ordinare attacchi massicci contro centrali elettriche e ponti iraniani. Nella conferenza stampa tenuta ieri alla Casa Bianca, Trump aveva dichiarato che "ogni ponte in Iran sarà raso al suolo e ogni centrale elettrica sarà messa fuori uso, in fiamme, sarà fatta esplodere e resa inutilizzabile per sempre", aggiungendo che l'operazione potrebbe essere condotta nel giro di quattro ore. Trump ha affermato che l'Iran sta negoziando "in buona fede" e che qualsiasi accordo dovrà garantire il "libero traffico del petrolio". 

"Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell'Iran", recita il messaggio di Trump. Mentre il vicepresidente JD Vance, in visita in Ungheria, fa sapere che ci saranno "un bel po' di negoziati" prima della scadenza dell'ultimatum imposto dalla Casa Bianca.