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Capitol Hill

Un punto per Steve Bannon: la Corte Suprema riapre il caso

La decisione dei giudici potrebbe portare alla cancellazione della condanna, per la quale l'ex stratega di Trump ha già scontato 4 mesi

06 Aprile 2026, 17:25

Un punto per Steve Bannon: la Corte Suprema riapre il caso

La Corte Suprema degli Stati Uniti segna un punto a favore di Steve Bannon, che ora potrebbe ottenere l'annullamento della sua condanna in relazione ai fatti di Capitol Hill. Sotto accusa per essersi rifiutato di testimoniare al Congresso sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, l'ex stratega di Donald Trump aveva già scontato quattro mesi di carcere dopo la condanna per oltraggio nel 2022. La cancellazione della condanna, dunque, avrebbe un significato più simbolico che pratico.

La decisione della Corte

Su sollecitazione dell’amministrazione Trump, i giudici hanno annullato una precedente decisione di una corte d’appello che aveva confermato la condanna di Bannon. Questa decisione consente ora a un giudice di primo grado di esaminare la richiesta pendente dell’amministrazione repubblicana di archiviare la condanna e l’incriminazione “nell’interesse della giustizia”.

Il caso era stato avviato dal Dipartimento di Giustizia durante la presidenza di Joe Biden, ma il quadro è cambiato dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. Inizialmente, Bannon aveva sostenuto che la sua testimonianza fosse protetta dal cosiddetto "privilegio esecutivo" invocato da Trump (il principio costituzionale che tutela le comunicazioni interne dei principali collaboratori del presidente). Tuttavia, la commissione della Camera e il Dipartimento di Giustizia avevano contestato questa tesi, sottolineando che Bannon non ricopriva più un incarico ufficiale alla Casa Bianca (era stato allontanato nel 2017) e quindi era un cittadino comune al momento dei fatti.

L'iniziativa per cancellare le condanne di Bannon si inserisce nel quadro più ampio delle decisioni prese da Trump dopo il ritorno alla Casa bianca. Il presidente ha infatti concesso la grazia a oltre 1.500 imputati coinvolti negli eventi del 6 gennaio 2021, quando una folla di suoi sostenitori interruppe la procedura di certificazione della vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020. Trump ha inoltre disposto un allontanamento di procuratori e investigatori federali che avevano lavorato su quei casi. In un'altra inversione di rotta su un alleato di Trump, il dipartimento di Giustizia ha recentemente accettato di versare un risarcimento all'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn per chiudere il contenzioso in cui sosteneva di essere stato perseguito ingiustamente nell'ambito dell'indagine dell'Fbi sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016.