Lunedì 23 Marzo 2026

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Futuro roseo?

Ex Ilva, Jindal presenta l’offerta vincolante e riapre la corsa per Taranto

Il gruppo indiano torna in partita per l’intero complesso siderurgico dopo la manifestazione di interesse dei giorni scorsi. Resta in campo anche Flacks, mentre i commissari valutano solidità finanziaria e piano industriale

23 Marzo 2026, 07:56

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Ex Ilva Taranto

Si riapre in modo concreto la partita per il futuro dell’ex Ilva. Il gruppo indiano Jindal ha presentato una proposta vincolante per rilevare l’intero asset dell’ex Ilva, rilanciando il confronto sulla vendita del più grande polo siderurgico europeo. La notizia, anticipata da fonti vicine al dossier, è stata confermata da ANSA, che parla di un’offerta arrivata sul tavolo dei commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia e giudicata paragonabile, per peso complessivo, a quella del fondo americano Flacks.

La mossa arriva a pochi giorni dalla manifestazione di interesse presentata dagli indiani e annunciata pubblicamente dal ministro delle Imprese Adolfo Urso il 12 marzo in Senato. In quell’occasione, Urso aveva spiegato che Jindal tornava sul dossier con «un piano industriale ambizioso» e con l’obiettivo dichiarato della piena decarbonizzazione del sito.

Il ritorno di Jindal dopo il passo indietro dei mesi scorsi

Il ritorno in campo di Jindal segna un cambio di rotta rispetto a circa sei mesi fa, quando il gruppo aveva sostanzialmente abbandonato la gara, orientando le proprie attenzioni sulla possibile acquisizione della divisione acciaio di Thyssenkrupp in Germania. Dopo le difficoltà emerse nel confronto con Berlino, la società indiana ha riaperto il dossier italiano e ora prova a reinserirsi da protagonista nella corsa per Taranto. Questo quadro è coerente con la sequenza ricostruita nelle ultime settimane da ANSA e dagli aggiornamenti economici sul dossier.

Flacks resta in campo, ma i commissari chiedono chiarimenti

La proposta di Jindal si confronta con quella del fondo statunitense Flacks, che non è uscita dalla partita. ANSA riferisce che ai commissari sono state richieste integrazioni sostanziali proprio alla proposta Flacks, con particolare attenzione a due aspetti: il piano industriale e la solidità finanziaria, soprattutto alla luce degli investimenti necessari per forni elettrici e bonifiche. Flacks, in una nota diffusa oggi, ha confermato il proprio impegno sul dossier e ha chiesto un confronto diretto con i commissari, sottolineando che la qualità complessiva e la tenuta finanziaria delle offerte restano decisive nella valutazione finale.

Il nodo del piano industriale e della transizione

Uno dei punti più delicati resta ora il contenuto effettivo del piano Jindal. Nelle indicazioni strategiche emerse nei giorni scorsi, il gruppo aveva prospettato una riconversione radicale del sito di Taranto entro il 2030, con una produzione di acciaio green a regime pari a 6 milioni di tonnellate. Il ministro Urso, inoltre, ha smentito che il progetto preveda la chiusura dell’area a caldo, spiegando invece che l’ipotesi in campo sarebbe quella di una soluzione-ponte per mantenere gli altiforni fino al completamento del processo di decarbonizzazione.

Resta invece da chiarire se sia ancora sul tavolo l’ipotesi di un socio pubblico di minoranza, opzione da tempo sostenuta anche dai sindacati come garanzia ulteriore per il processo di rilancio industriale. Su questo punto, nelle fonti finora disponibili, non emerge ancora una definizione ufficiale.