Sabato 07 Marzo 2026

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Iran sfida gli Usa: «Nessuna resa». Petroliera colpita nel Golfo, riaperto l'aeroporto di Dubai

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian respinge la richiesta di resa di Washington e rassicura i Paesi vicini. Teheran rivendica l’attacco a una petroliera nello Stretto di Hormuz. 16 persone uccise e altre 35 ferite in raid israeliani in Libano

07 Marzo 2026, 09:33

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MasoudPezeshkian

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha respinto con fermezza le richieste degli Stati Uniti di una resa incondizionata, definendole «un sogno che dovrebbero portarsi nella tomba». La dichiarazione è arrivata in un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato iraniana.

Nel suo intervento, Pezeshkian ha anche cercato di rassicurare i Paesi della regione sulle intenzioni di Teheran. «Chiedo scusa ai Paesi vicini. Non abbiamo alcuna intenzione di invadere altri Stati», ha affermato il presidente, che fa parte del Consiglio di leadership ad interim alla guida del Paese in questa fase.

Secondo quanto riferito dalla Fars News Agency, il Consiglio di leadership provvisorio avrebbe inoltre deciso di interrompere eventuali attacchi contro i Paesi confinanti. «Non ci saranno nuovi attacchi né lanci di missili verso gli Stati vicini, a meno che non siano loro ad attaccare per primi l’Iran», ha spiegato Pezeshkian.

Intanto, nel Golfo Persico, l’Iran ha dichiarato di aver colpito una petroliera nell’ottavo giorno di guerra con Israele e gli Stati Uniti. In un comunicato diffuso dall’agenzia Tasnim News Agency, i Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno affermato che «la petroliera denominata Prima è stata colpita questa mattina da un drone esplosivo dopo aver ignorato ripetuti avvertimenti riguardanti il divieto di traffico e l’insicurezza dello Stretto di Hormuz».

Nel frattempo, negli Emirati Arabi Uniti, l’Aeroporto Internazionale di Dubai è stato chiuso e poi parzialmente riaperto. Le autorità emiratine hanno annunciato la sospensione temporanea delle operazioni, mentre la compagnia Emirates ha invitato i passeggeri a non recarsi in aeroporto fino a nuovo avviso.

«Per garantire la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi, le operazioni all’Aeroporto Internazionale di Dubai sono state temporaneamente sospese», ha comunicato su X l’Ufficio Media di Dubai. Nelle prime ore della giornata, il governo locale aveva parlato di «un piccolo incidente causato dalla caduta di detriti dopo un’intercettazione», smentendo però le notizie circolate sui social riguardo a un attacco diretto allo scalo.

La tensione resta alta anche in Libano. Il ministero della Salute libanese ha riferito che raid aerei israeliani hanno ucciso almeno 16 persone e ferito altre 35 durante attacchi notturni nella città di Al Nabi Sheet. Il movimento sciita Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha dichiarato che i suoi combattenti si sono scontrati con una forza israeliana atterrata venerdì sera sulle montagne del Libano orientale. Israele, al momento, non ha commentato i combattimenti nell’area.

Sul piano diplomatico, Pezeshkian ha avuto anche un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, ringraziando Mosca per la solidarietà espressa dopo gli attacchi attribuiti a Israele e agli Stati Uniti contro l’Iran. La notizia è stata diffusa dal servizio stampa del Cremlino.

Durante la conversazione, il presidente iraniano ha espresso «gratitudine per la solidarietà della Russia con il popolo iraniano mentre difende la propria sovranità e indipendenza», fornendo anche un aggiornamento sugli sviluppi dell’ultima fase del conflitto. Le due parti hanno concordato di mantenere aperti i contatti attraverso diversi canali diplomatici.

Putin ha inoltre espresso «le più sentite condoglianze» per l’uccisione del leader supremo iraniano, il Grande Ayatollah Ali Khamenei, insieme ai suoi familiari e a membri della leadership militare e politica del Paese, oltre che per le numerose vittime civili causate — secondo Mosca — dagli attacchi armati condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Il presidente russo ha quindi ribadito la posizione di principio della Russia a favore di «una cessazione immediata delle ostilità» e del rifiuto dell’uso della forza per risolvere le questioni che riguardano l’Iran o, più in generale, il Medio Oriente. Mosca, ha sottolineato il Cremlino, sostiene un rapido ritorno alla via diplomatica e Putin resta in contatto con i leader degli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo.