Lunedì 23 Febbraio 2026

×

Famiglia nel bosco

Palmoli, la garante De Febis: «Valutazioni sui minori solo con professionisti imparziali»

Nel caso dell’allontanamento dei bambini, la Garante segnala il possibile coinvolgimento di una professionista che avrebbe già denigrato la famiglia sui social: «Se confermato è gravissimo»

23 Febbraio 2026, 09:20

Casa nel bosco stop all’esposto contro l’assistente sociale

La "Famiglia nel bosco"

Quando in gioco c’è la vita di un bambino, anche il sospetto di parzialità diventa un problema enorme. È la linea scelta da Alessandra De Febis, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, che interviene sul procedimento di allontanamento dei minori dal nucleo familiare e sulle successive attività di accertamento, relative al caso della famiglia nel bosco.

«Se confermato, fatto di estrema gravità»

In una nota, De Febis riferisce che, da quanto emerso, nel procedimento «risulterebbe il coinvolgimento di una professionista» che in precedenza avrebbe già espresso pubblicamente sui social «giudizi e posizioni fortemente denigratorie» nei confronti della famiglia. Se questa circostanza fosse confermata, avverte la garante, ci si troverebbe davanti a «un fatto di estrema gravità», perché verrebbe meno «in radice» il requisito fondamentale dell’imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato.

La garante spiega anche la ragione del suo intervento: richiamare «con fermezza» la centralità del superiore interesse dei minori, che deve essere «il riferimento esclusivo di ogni decisione e di ogni valutazione».

«Non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità»

De Febis ribadisce un concetto-chiave: «Un professionista che abbia già manifestato un orientamento pregiudiziale non può garantire quella necessaria serenità di giudizio» indispensabile per valutare in modo obiettivo la condizione psicologica e fisica dei minori e del loro nucleo familiare. E aggiunge: «In procedimenti che incidono in maniera così profonda sulla vita dei bambini non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche».

Approfondimenti e strumenti: «Far luce senza alimentare contrapposizioni»

La garante avverte che il rischio concreto è perdere di vista l’obiettivo principale: «la tutela effettiva dei diritti dei bambini». Per questo, alla luce degli elementi che stanno emergendo, afferma di sentire «ancora più forte la responsabilità» di adoperarsi affinché vengano compiuti tutti gli approfondimenti necessari per chiarire i fatti e verificare che ogni passaggio sia stato improntato a imparzialità, correttezza e trasparenza.

De Febis assicura che si attiverà usando «tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento» per comprendere pienamente quanto accaduto e contribuire a fare luce su una situazione che definisce di «particolare gravità». E precisa anche l’obiettivo del suo intervento: non alimentare contrapposizioni, ma riportare l’attenzione sui diritti dei bambini, sulla credibilità dei percorsi valutativi e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La nota si chiude con un punto fermo: «Su un principio non può esserci alcuna deroga: ogni decisione che riguarda un minore deve fondarsi su valutazioni realmente imparziali, competenti e libere da qualsiasi pregiudizio».