Mercoledì 11 Marzo 2026

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Trump ha aperto il vaso di Pandora ma non sa più come richiuderlo

10 Marzo 2026, 19:10

Trump ha aperto il vaso di Pandora ma non sa più come richiuderlo

Il problema di Trump è quello di Pandora: ha aperto il vaso e non sa come richiuderlo. È molto probabile che immaginasse una replica di ciò che avvenne a giugno: pochi giorni di bombardamenti mirati, su obiettivi selezionati, la distruzione o, quantomeno, il grave danneggiamento di essi, e la proclamazione di vittoria. In questo secondo round del conflitto, probabilmente, l'obiettivo era l'uccisione di Khamenei padre, nella convinzione, come in Venezuela, che mozzata la testa del serpente, tutto il corpo perdesse vita. Un'azione rapida e letale, che mettesse il mondo di fronte al fatto compiuto per cui non ci fosse altro da fare, per gli iraniani, che accettare la realtà e scendere a più miti consigli.

E che fosse questo il calcolo iniziale di Trump trova conferma pensando alle quotazioni del petrolio e al prezzo della benzina. Il Presidente USA ha avuto, come principale freccia al suo arco, durante la campagna presidenziale contro Kamala Harris, l'aumento dei prezzi verificatosi nell'epoca Biden. Poco importava che questo aumento fosse relativo agli anni Covid e che, nelle settimane delle elezioni, l'inflazione fosse già diminuita. Trump si presentava alle telecamere con un banchetto ricolmo di normali prodotti da supermercato, ne prendeva uno e aveva buon gioco a dire che, nel giorno in cui aveva lasciato la presidenza, quattro anni prima, quel detersivo costava tot mentre ora, dopo quattro anni di Biden, costava molto di più. Il messaggio era semplice e diretto, ancorché assai lacunoso, perché si ometteva di ricordare come quegli aumenti fossero principalmente dovuti alla strategia di contrasto al crollo dell'economia durante la pandemia.

I prezzi sono sempre stati al centro della sua propaganda e, anche nei primi mesi di questo mandato, Trump ha inondato la rete di messaggi che annunciavano trionfanti come il prezzo della benzina stesse diminuendo, scendendo sotto i 3 dollari per gallone quando, nel giugno 2022, ai tempi di Biden, e al culmine del processo inflattivo, aveva superato i 5 dollari. Ma, in seguito all'azione in Iran, al 10 marzo, la benzina è arrivata oltre i tre dollari e mezzo, con un’impennata di oltre mezzo dollaro in un mese. Per Trump sono notizie pessime, soprattutto in vista del midterm.

Si presenta quindi per lui, come si presentava per Pandora, il problema di chiudere un vaso aperto con leggerezza e senza calcolare i possibili rischi. Primo fra tutti l’allargamento del conflitto, che i pasdaran hanno ricercato dal primo momento, colpendo i paesi arabi sunniti rivali dell’Iran sciita. A differenza di quanto accadde a giugno, infatti, la risposta non si è limitata all’invio di razzi contro Israele, ma ha subito coinvolto altri paesi e le loro strutture petrolifere. Il motivo è fin troppo evidente: creare una crisi energetica con prezzi alle stelle; come esplicitamente confermato da Kamal Kharazi, consigliere della guida spirituale ed ex ministro degli Esteri, alla CNN, l’obiettivo iraniano è una guerra di lunga durata che sarà vinta per le sofferenze economiche che l’Iran infliggerà agli alleati i quali, quindi, imploreranno Washington e Tel Aviv di fermarsi.

Che è, in larga misura, proprio ciò che sta avvenendo, e che costringe Trump a dichiarare come la guerra stia oramai per finire, ovvero che sia tempo di richiudere il vaso. Ma come far rientrare gli spiriti che ne sono usciti? O, più precisamente, come far terminare la guerra convincendo l’elettorato americano, e il mondo, che sia stata vinta dagli USA e non dai pasdaran che, grazie alla strategia di allargamento del conflitto e di caos nel mercato energetico, hanno imposto il ritiro agli Stati Uniti? Basterà presentare il conto dei danni inflitti all’Iran e la constatazione che al comando ora c’è Mojtaba e non Ali, per quanto entrambi Khamenei? Come chiudere il vaso proclamando vittoria, e far ritornare il prezzo della benzina sotto i 3 dollari?