Carcere
All’istituto penale minorile di Casal del Marmo dieci agenti sono indagati, a vario titolo, in un’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza i reati di tortura, lesioni e falso ideologico in atto pubblico. I fatti contestati si collocano tra febbraio e novembre 2025 e, secondo quanto emerge, coinvolgerebbero almeno tredici detenuti stranieri di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
L’indagine, riportata da La Repubblica, delinea un quadro molto grave. Due agenti risultano indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico in atto pubblico. Per cinque di loro è stata anche chiesta la sospensione dal servizio.
Secondo la ricostruzione investigativa, le violenze si sarebbero consumate in particolare nelle zone dell’istituto non coperte dalle telecamere. È in questi spazi che, stando alle indagini, gli agenti avrebbero agito contro i giovani detenuti.
Le accuse parlano di aggressioni compiute con pugni, schiaffi, bastoni, sedie e perfino estintori. Un quadro accusatorio pesante, che riguarda una struttura destinata ai minori e che, proprio per questo, rende ancora più delicata la portata dell’inchiesta.
Nel fascicolo rientrerebbero almeno tredici detenuti stranieri, tutti molto giovani, tra i 15 e i 19 anni. È questo il gruppo di persone offese che emergerebbe dalle prime risultanze investigative.
La contestazione più grave, quella di tortura, riguarda due agenti. Altri cinque rispondono invece di lesioni, mentre per tre viene ipotizzato il falso ideologico in atto pubblico, segno che una parte dell’inchiesta tocca anche il modo in cui i fatti sarebbero stati successivamente rappresentati o verbalizzati.
Accanto agli sviluppi penali, c’è anche il fronte delle misure interdittive. Per cinque agenti la Procura avrebbe chiesto la sospensione dal servizio, misura che punta a incidere immediatamente sul rapporto con l’amministrazione penitenziaria in attesa dell’evoluzione dell’inchiesta.