Lavoro 30 Sep 2022 18:25 CEST

Si chiude Port&ShippingTech, Italia può diventare Hub Energetico Europa

Napoli, 30 set. (Adnkronos/Labitalia) – Risorse del mare, integrazione tra porti, logistica e industria e decarbonizzazione sono stati i tre temi portanti della giornata conclusiva di Port&ShippingTech, la conferenza principale della Naples Shipping Week, che si avvia all’approdo, previsto […]

Napoli, 30 set. (Adnkronos/Labitalia) – Risorse del mare, integrazione tra porti, logistica e industria e decarbonizzazione sono stati i tre temi portanti della giornata conclusiva di Port&ShippingTech, la conferenza principale della Naples Shipping Week, che si avvia all’approdo, previsto domani a mezzogiorno.
“Al mare come risorsa e alla sua valorizzazione è stato dedicato il panel ‘Over & Under the Sea Forum’, condotto dalla giornalista Lucia Nappi. Dopo l’apertura del contrammiraglio Massimiliano Lauretti, Fabio Caffio ha illustrato le basi giuridiche della progressiva trasformazione del mare in territorio legato alle sovranità dei Paesi rivieraschi, ossia le Zone Economiche Esclusive. L’Italia è in ritardo: solo dall’anno scorso esiste una legge che regola l’istituzione di una Zee italiana, ma non sono stati ancora stipulati tutti gli accordi bilaterali tra gli Stati confinanti nel ‘Mare Nostrum”, si legge in una nota.
In Italia manca quasi completamente anche una filiera dell’energia eolica offshore, lamenta Luigi Severini, ingegnere dello studio iLStudio Engineering & Consulting: “Il sistema burocratico e quello industriale oggi -spiega- non sono assolutamente pronti. Ci sono resistenze, ma soprattutto vuoti culturali e di conoscenza, serve uno sforzo importante per non ritrovarsi a essere solamente clienti in questo campo”, spiega Severini, sottolineando come gli impianti progettati in Italia, siano stati realizzati interamente con componenti provenienti da Spagna, Cina e Nord Europa.
“In Italia mancano sia le navi, sia le banchine e le strutture portuali adatte per realizzare questi impianti e raggiungere l’obiettivo di 30 GW entro il 2030 -puntualizza Severini – tanto per capirci, l’agenzia USA dedicata al settore prevede la necessità di 80 navi di vario tipo, 2100 turbine e 12mila km di cavi, con una stima occupazionale da 12mila a 50mila posti di lavoro”.
A proposito di risorse non sfruttate, il professore dell’Università di Pavia Ferdinando Cazzini dipinge uno scenario di sostanziale abbandono dell’estrazione di gas in Italia. “Con i nostri tre gasdotti principali, potremmo diventare il prossimo hub principale d’Europa, ma dagli anni Ottanta in avanti a oggi, abbiamo sostanzialmente rinunciato al gas – spiega Cazzini – e ora, molto ipocritamente, si parla di aumentare la produzione interna, quando abbiamo per anni bloccato la ricerca di nuovi pozzi. Adesso la ripartenza è molto difficile, anche se il potenziale resta alto”. In chiusura di sessione Tommaso Melodia, ceo di HydroNet, ha illustrato il nuovo sistema sottomarino di comunicazione dati dell’azienda, ampiamente scalabile e in grado di garantire prestazioni molto superiori alla comunicazione per via ottica, acustica e magnetica.
Ricca di spunti la sessione ‘Green ports and shipping’. A che punto siamo con le tecnologie per navigare verso gli obiettivi del 2030 e 2050? Attilio Montalto, segretario generale dell’Adsp di Sicilia Orientale ha presentato il progetto di costruire banchine per il cold ironing nei porti di Catania (crociere e roro), con un investimento di 56 mln di euro, e Augusta (roro e rinfuse). Nella stessa direzione si muove il Porto di Napoli, per andare incontro alle nuove esigenze ambientali, tra cui l’utilizzo del cold ironing. È in corso la progettazione esecutiva di un impianto fotovoltaico di 18 mila mq con potenza 1,2 MW, mentre è in sperimentazione un sistema di alimentazione turbine ad aria che usano energia delle onde che dovrebbe produrre 5000 MWh all’anno. Inoltre, è sul tavolo anche il prototipo di una turbina eolica galleggiante.
Gli armatori si sono mossi autonomamente, come Grimaldi Group. Cosimo Cervicato, Senior Executive Engineer, Energy Saving & Innovation Department, ha spiegato che su una flotta di oltre 130 navi, ben 13 sono dotate di pacchi batterie 5,5 MWh. Otto le navi consegnate dal 2020 al 2022. Come però arrivare a un trasporto cargo carbon neutral? Justine Krueger, di Jucari Global, ha presentato Cadi, il primo sistema di gestione delle transazioni di carbonio che prevede le emissioni prima che la spedizione parta per la sua destinazione. Una volta completato il viaggio il calcolo viene aggiornato a seconda delle ulteriori informazioni acquisite durante la navigazione induce a ottimizzare nel frattempo le risorse attuali.
Numerosi gli interventi di aziende, di società di consulenza e associazioni sulle tecnologie e le soluzioni per la decarbonizzazione. Guido Chiappa, Executive Vice President del Rina, ha commentato: “Le tecnologie esistono, ma devono essere integrate sulle navi attraverso processi ad altissima temperatura che comportano attività complesse che ci vedranno coinvolti in un prossimo futuro”.
Nel pomeriggio, un focus particolare è stato dedicato al gas naturale liquefatto, sia come vettore per il trasporto di metano che come combustibile diretto per la propulsione. Assogasliquidi-Federchimica: ritiene che Gnl, e quindi il bioGNL, sono le uniche soluzioni già pronte e disponibili per abbattere drasticamente le emissioni e accelerare il processo di decarbonizzazione nel settore marittimo e nel trasporto pesante in generale. Secondo Assogasliquidi-Federchimica per promuovere l’utilizzo di questi prodotti energetici è necessario rivedere alcune misure all’interno del pacchetto Fit-for 55. In particolare, occorre confermare l’esenzione dal regime di accisa per i quantitativi di GNL impiegati nel trasporto marittimo. Inoltre, nelle norme comunitarie di superamento della direttiva Dafi, va ribadito invece il ruolo del GNL quale carburante alternativo.
Stasera si terrà al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa la Cena sul Golfo lungo i binari del futuro evento conclusivo della Naples Shipping Week, in cui BIC- Bureau International des Containers, insieme a C.I.S.Co. consegnerà il proprio premio annuale a Simon Grainge, direttore generale di Iswan, associazione impegnata nel coordinare gli interventi di soccorso in favore dei marittimi. L’appuntamento con il cluster marittimo italiano sarà a ottobre 2023 con la sesta edizione della Genoa Shipping Week.

Lavoro 30 Sep 2022 17:48 CEST

Fisco: dai giovani commercialisti tre proposte al prossimo governo

De Lise: modifiche al calendario fiscale e al DLgs. 139/2005 e detassazione dei redditi under 30, è ora di passare di fatti

Roma, 30 set. (Labitalia) – Tre proposte al governo che verrà: una razionalizzazione del calendario fiscale, la detassazione dei redditi degli under 30 e la revisione del DLgs. 139/2005. Le ha lanciate il presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, Matteo De Lise, nel corso del convegno nazionale 2022 di categoria, che si è tenuto a Roma e ha riunito mille professionisti. “Dopo mesi di confronti e proposte, siamo pronti a passare ai fatti”, ha spiegato De Lise. “E lo faremo coinvolgendo migliaia di professionisti, imprenditori e cittadini con iniziative popolari su proposte che riteniamo prioritarie per il rilancio dell’Italia”, ha continuato il numero uno dell’Ungdcec.
Si parte dal calendario fiscale: “Quello odierno -ha spiegato De Lise- è insostenibile, andrebbe razionalizzato per renderlo più efficace. Pensiamo che oggi si possano togliere tre adempimenti per aggiungerne soltanto uno, snellendo così il meccanismo”, ha rimarcato. Sulla detassazione degli under 30: “La chiediamo a gran voce perché andrebbe a favorire le aggregazioni: attraverso una maxi-detrazione che copra tutto il carico fiscale fino a 28 mila euro per i redditi prodotti da chi ha meno di trent’anni, infatti, potrebbero emergere i redditi di giovani professionisti che in questo momento ‘subiscono’ il carico fiscale”, ha continuato.
Infine, “il DLgs. 139/2005: Al Consiglio nazionale e al ministero della Giustizia chiediamo l’istituzione di un tavolo permanente per una revisione complessiva che contempli la ridefinizione delle competenze, arrivando a un nuovo regolamento interno”, conclude De Lise.

Ambiente 30 Sep 2022 17:41 CEST

Nuova Dehli, così affronteremo l’inverno

(Adnkronos) – La capitale indiana di Nuova Delhi applicherà un piano d’azione in 15 fasi per ridurre l’inquinamento in vista dell’arrivo dell’inverno, quando una nebbia di smog tossico è solita avvolgere la città più inquinata del mondo. Tra le principali fonti di gas nocivi, la combustione degli […]

(Adnkronos) – La capitale indiana di Nuova Delhi applicherà un piano d’azione in 15 fasi per ridurre l’inquinamento in vista dell’arrivo dell’inverno, quando una nebbia di smog tossico è solita avvolgere la città più inquinata del mondo. Tra le principali fonti di gas nocivi, la combustione degli scarti delle colture, praticata in vista di una nuova stagione di semina, i cui effetti sono amplificati dalle temperature più basse, che intrappolano gli inquinanti nell’aria più a lungo. Le misure per contribuire a limitare la polvere nell’aria includeranno l’installazione di pistole anti-smog e di spruzzatori d’acqua.

Ambiente 30 Sep 2022 17:32 CEST

Emissioni di metano, non c’è solo il Mar Baltico

(Adnkronos) – Per quanto grave possa essere la fuoriuscita di metano dalla rottura delle condutture sul fondo del Mar Baltico, in tutto il mondo si verificano spesso episodi allarmanti di emissioni massicce di metano. Gli scienziati del clima hanno scoperto che le emissioni di gas dell’industria dei […]

(Adnkronos) – Per quanto grave possa essere la fuoriuscita di metano dalla rottura delle condutture sul fondo del Mar Baltico, in tutto il mondo si verificano spesso episodi allarmanti di emissioni massicce di metano. Gli scienziati del clima hanno scoperto che le emissioni di gas dell’industria dei combustibili sono di gran lunga peggiori di quanto dichiarato dalle aziende, almeno il doppio. Un dato importante, perché il gas naturale è composto da metano, tra i maggiori colpevoli del surriscaldamento globale.

Ambiente 30 Sep 2022 17:29 CEST

Il Kenya settentrionale affronta la carestia causata dalla siccità

(Adnkronos) – In Kenya, i pastori scavano fosse sempre più profonde alla disperata ricerca di acqua, mentre la regione soffre la peggiore siccità degli ultimi 40 anni, che ha spazzato via bestiame e raccolti, aggravando la crisi alimentare già in corso. Negli ultimi quattro anni le piogge annuali […]

(Adnkronos) – In Kenya, i pastori scavano fosse sempre più profonde alla disperata ricerca di acqua, mentre la regione soffre la peggiore siccità degli ultimi 40 anni, che ha spazzato via bestiame e raccolti, aggravando la crisi alimentare già in corso. Negli ultimi quattro anni le piogge annuali sono mancate in Kenya, Etiopia e Somalia, costringendo 1,5 milioni di persone a fuggire dalle loro case. Gli scienziati della NASA affermano che la siccità è stata causata dai cambiamenti climatici e che l’area rischia di diventare desertica.

Ambiente 30 Sep 2022 17:12 CEST

Webuild, in consorzio maxi contratto da 1,5 mld per nuova strada A303 vicino Stonehenge

Roma, 30 set. (Adnkronos) – Webuild torna nel Regno Unito dopo oltre 10 anni, con un contratto da 1,25 miliardi di sterline (1,5 miliardi di euro) di valore complessivo, da eseguire in consorzio, per la realizzazione del tunnel e dei lavori principali di costruzione della Strada A303, per la tratta compresa […]

Roma, 30 set. (Adnkronos) – Webuild torna nel Regno Unito dopo oltre 10 anni, con un contratto da 1,25 miliardi di sterline (1,5 miliardi di euro) di valore complessivo, da eseguire in consorzio, per la realizzazione del tunnel e dei lavori principali di costruzione della Strada A303, per la tratta compresa tra Amesbury e Berwick Down, vicino Stonehenge. L’aggiudicazione definitiva e la firma del contratto, si legge in una nota, seguono la nomina a preferred bidder dello scorso maggio. Il contratto prevede la realizzazione di circa 13 chilometri di strada a scorrimento veloce a doppia carreggiata, incluso un tunnel di 3,3 chilometri, che andrà a sostituire la tratta che oggi taglia in due il sito Patrimonio dell’Umanità. Obiettivo del progetto è salvaguardare il sito dall’impatto del traffico e restituirlo alla comunità.
Per la sua realizzazione, saranno impiegate più di 1.000 persone. Commissionati da National Highways, i lavori saranno eseguiti dal consorzio More, partecipato da Webuild (in quota al 42,5%), insieme con Fcc Construcción (42,5%) e BeMo Tunnelling Uk (15%). Il nuovo contratto – identificato come “A303 Stonehenge – Main Works Contract” – prevede la realizzazione delle opere civili, strutturali, meccaniche, elettriche e tecnologiche del tunnel, con attività realizzate con Tbm, oltre alle opere ambientali e alle strutture stradali di accesso alla tratta. La costruzione ha una durata prevista di cinque anni. Al servizio di questo progetto complesso, Webuild mette un track record che include lo scavo di circa 2.400 chilometri di gallerie e la realizzazione di circa 80.300 chilometri di strade e autostrade nel mondo, ma anche competenze innovative nella salvaguardia del patrimonio storico-monumentale dei territori in cui opera.

Un esempio significativo è la Linea C della Metro di Roma, realizzata in consorzio, per cui sono stati effettuati specifici studi preliminari sulle possibili interazioni tra la costruzione della linea e i monumenti presenti nell’area attraversata dal tracciato e sono state identificate soluzioni innovative per la salvaguardia e la valorizzazione di quanto rinvenuto nel corso negli scavi. Nel Regno Unito, Webuild ha già realizzato l’Oxford Cancer and Haematology Centre del Churchill Hospital di Oxford. In Nord Europa, il Gruppo è presente anche nell’area scandinava, in Norvegia e Svezia, con progetti di rilievo come il sistema viario e di ponti Sotra Connection PPP Project e il collegamento ferroviario Norway Railway Nykirke-Barkaker a sud di Oslo, in Norvegia.

Lavoro 30 Sep 2022 16:31 CEST

Rustignoli (Fiba): “Riforma concessioni balneari non va, servirà confronto con nuovo governo”

Roma, 30 set. (Labitalia) – “Noi ci aspettiamo dal prossimo governo, e lo chiediamo, che si possa aprire, appena l’esecutivo sarà operativo, un tavolo di confronto sulla legge scritta per il nostro settore, che riteniamo sia stata messa a punto in modo frettoloso, senza aver consultato minimamente le […]

Roma, 30 set. (Labitalia) – “Noi ci aspettiamo dal prossimo governo, e lo chiediamo, che si possa aprire, appena l’esecutivo sarà operativo, un tavolo di confronto sulla legge scritta per il nostro settore, che riteniamo sia stata messa a punto in modo frettoloso, senza aver consultato minimamente le rappresentanze della categoria. Ma, cosa ancora più grave, senza aver consultato Regioni e Comuni”. E’ la richiesta, sulla riforma delle concessioni balneari inserita nel ddl concorrenza, che arriva da Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, intervistato da Adnkronos/LAbitalia.
Secondo Rustignoli “quella varata dal governo Draghi è una legge che aveva solo un obiettivo, quello di portare le concessioni all’evidenza pubblica. Ma che non contiene nulla per il percorso che serve per arrivare all’evidenza pubblica. Noi siamo in una fase di transizione. Come Fiba Confesercenti continuiamo a dire che non vogliamo eludere i principi europei. Ma questa fase di transizione per forza necessita di un percorso riformatore per giungere all’eventuale evidenza pubblica”, rimarca Rustignoli.
“Questa legge non da nessun riferimento, è incompleta perchè manca dei decreti attuativi che dovrebbero appunto riconoscere il valore delle imprese e soprattutto ancora di più andare a sancire quello che è il ruolo delle Regioni, dei Comuni e dello Stato in quanto titolare del bene”, aggiunge.
“Ribadisco che servirà e chiederemo un tavolo -continua ancora Rustignoli- appena il governo sarà operativo, visti anche gli impegni presi in campagna elettorale da tutto il centro destra ma in particolare modo da Fratelli d’Italia. L’onorevole Meloni comunque ha sempre avuto una posizione chiara nel dire: dobbiamo capire quali sono le strade da seguire e sicuramente non possiamo disperdere questo patrimonio d’imprese che comunque sono un valore per il nostro Paese. Quindi aprire un tavolo di confronto in cui nessuno chiede i miracoli e l’impossibile ma dobbiamo comunque riequilibrare questa situazione che con i mesi di governo Draghi, a nostro avviso, è stata affrontata in modo frettoloso, incompleto e a volte anche con modi non comprensibili”, rimarca.
“Siamo pronti come sempre a rivendicare quelli che sono i nostri giusti diritti ma ancora di più poi pronti a scrivere quello che serve ovviamente per dare equilibrio. Siamo pronti al confronto e ci auguriamo ovviamente in una logica di priorità governative che ci sia la possibilità con i ministri di competenza per il nostro settore di confrontarci per trovare una soluzione di equilibrio ovviamente che debba tenere conto sia dei principi europei ma anche dei diritti degli imprenditori e delle famiglie che operano sul demanio”, conclude fermo Rustignoli.

Lavoro 30 Sep 2022 16:22 CEST

Caiumi (Confindustria Emilia Centro),’pre-payment gas decuplicati per distributori’

“Imprese che acquistano e distribuiscono energia cominciano ad avere problemi di cassa”

Bologna, 30 set. (Labitalia) – “A parte per le imprese che avevano acquistato energia a prezzo bloccato, i costi dell’energia per le aziende del territorio sono altissimi. Ma la cosa ancora più impressionante sono i pre-payments in capo alle aziende che acquistano e distribuiscono energia. Se fossero cifre normali, passa. Ma qui parliamo di pre-pagamenti in termini di garanzia e di pagamenti in tempi molto accorciati, che, con l’aumento dei costi dell’energia di 6-7 volte, raggiungono cifre impressionati e ci sono imprese che adesso sono in seria difficoltà di cassa”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia Area Centro, l’associazione di imprese di Bologna, Ferrara e Modena.
Caiumi parla per testimonianza diretta: “All’interno della nostra associazione -ricorda Caiumi- ci sono anche aziende che acquistano e distribuiscono energia, anche grandi operatori, e vediamo che in certi casi gli hanno accorciato di parecchio i tempi di pagamento e che le garanzie richieste sono quasi decuplicate: se prima si parlava di 100 milioni ora si parla di quasi 1 miliardo”
Il problema della corsa al rialzo dei prezzi energetici, osserva Caiumi “è una catena ed è una catena che si scarica chiaramente sull’utente finale, quindi imprese e cittadini”. “Una situazione difficile e ancora più difficile dopo la scelta della Germania: se la Germania effettivamente va per conto suo, metterà a disposizione dei soldi per difendere la sua economia e i suoi cittadini, ma scaricherà un problema addosso ad altri e noi siamo tra quelli”, conclude Caiumi.
Al nuovo governo gli industriali oggi chiedono “certamente una manovra che cerchi comunque di calmierare il prezzo dell’energia e di tenere conto anche degli aspetti di cassa delle imprese che acquistano e distribuiscono energia” dice Valter Caiumi. In particolare aggiunge Caiumi, “bisogna che il nuovo governo trovi un modo per togliere ai gestori il pre-payment dell’energia, allentando la pressione sulla parte finanziaria”. “Anche la filiera della distribuzione ha problemi -aggiunge Caiumi- durante la prenotazione e l’acquisizione del gas. Lo Stato può trovare il modo di operare nel front line dei gestori o in un’altra parte del segmento della filiera come i fruitori, per fornire una qualche forme di garanzia”.
Tra le imprese del settore ceramica, settore altamente energivoro “c’è già stato qualcuno che ha mitigato il problema dei costi, efficientando i processi produttivi, magari interrompendo la produzione in certi momenti per il magazzino e cercando di essere più snelli: certamente c’è molta preoccupazione, soprattutto per le imprese che hanno acquistato energia a prezzo bloccato che terminerà tra pochi mesi e quindi avranno un impatto enorme. Il sistema per ora regge perché c’è stato business” spiega il presidente di Confindustria Emilia Area Centro, l’associazione di imprese di Bologna, Ferrara e Modena.
“E’ una situazione un po’ ‘mista’ -racconta Caiumi-. Il mercato di per sè è andato bene in termini di domanda e questo è l’aspetto positivo, sia nel 20-21 che nel 20-22 , ma si attende – e questo è comune denominatore di tutta Italia e di tutta Europa- una curva che inizia a scendere. Il business ha finora compensato la riduzione del markup delle imprese, ma alla prima flessione non ci riusciranno più”, conclude. (di Mariangela Pani)

Lavoro 30 Sep 2022 15:51 CEST

TeleConsul presenta il nuovo software paghe eLaborHub

Roma, 30 set. (Labitalia) – Il Gruppo TeleConsul, realtà operante nel mercato dell’editoria professionale, lancia sul mercato eLaborHub, un software integrato dedicato ai professionisti del mondo del Lavoro che consente la gestione semplice e sicura di tutti gli adempimenti relativi al personale. “Il […]

Roma, 30 set. (Labitalia) – Il Gruppo TeleConsul, realtà operante nel mercato dell’editoria professionale, lancia sul mercato eLaborHub, un software integrato dedicato ai professionisti del mondo del Lavoro che consente la gestione semplice e sicura di tutti gli adempimenti relativi al personale.
“Il nostro obiettivo -dichiara Giovanni Cerrone, amministratore delegato e presidente- è quello di essere al fianco dei professionisti in tutta la catena del valore, attraverso un’ampia offerta di servizi, software e percorsi di aggiornamento professionale in un contesto sempre più competitivo e complesso. In questo scenario si inserisce eLaboHub, uno degli investimenti più importanti fatti dal Gruppo TeleConsul, un prodotto completo, di facile utilizzo, costantemente aggiornato e modellato sulle esigenze dei professionisti del lavoro.”
eLaborHub è uno strumento facile ed intuitivo per la gestione di buste paga, adempimenti fiscali mensili ed annuali, presenze e giustificativi, trasferte e rimborsi spese. La piattaforma consente di gestire l’intera vita aziendale del dipendente, dal momento della sua assunzione fino alla cessazione del rapporto di lavoro. In pochi semplici passi è possibile inserire un nuovo dipendente, elaborare un cedolino di prova e creare tutta la documentazione di assunzione.
E’ possibile creare e gestire il Fascicolo del dipendente in cui archiviare tutta la documentazione relativa al singolo soggetto. Il professionista può assegnare a ciascun collaboratore le aziende su cui operare e le singole attività, personalizzando in modo dettagliato il lavoro di studio, con l’Agenda, inoltre, è possibile pianificare, condividere e controllare le scadenze.
Tramite il portale del dipendente, accessibile sia da web che da app, il professionista può fornire alle aziende clienti uno strumento di comunicazione verso con i propri dipendenti, non solo per la condivisione di documentazione, ma anche per la registrazione e gestione di presenze e giustificativi. Grazie all’integrazione con la banca dati TC Lavoro, che include 210 guide normative e 1.100 settori contrattuali, uno storico ventennale e circa 14.000 contratti integrativi collegati alla normativa nazionale, eLaborHub è costantemente aggiornato ed affidabile. Essendo basata su Data Base Oracle e Cloud Oracle, la piattaforma garantisce sia il rispetto delle normative vigenti sia l’automatica conservazione dei dati in totale sicurezza.
Da oggi disponibile sul mercato, eLaborHub è semplice, personalizzabile e flessibile. Flessibile anche nel prezzo, in quanto grazie ad una formula di pay per use il professionista paga solo i cedolini effettivamente elaborati.

Ambiente 30 Sep 2022 15:14 CEST

Crisi energetica, L’Avvocato dell’atomo: “Troppa burocrazia, così scordiamoci anche le rinnovabili”

(Adnkronos) – In Italia avremo mai il nucleare? Forse no ma, per come vanno avanti le cose, probabilmente è meglio mettersi il cuore in pace anche per rigassificatori, rinnovabili e grandi opere. Tutta colpa della burocrazia che fa giri immensi rallentando di anni la messa in cantiere di un’opera […]

(Adnkronos) – In Italia avremo mai il nucleare? Forse no ma, per come vanno avanti le cose, probabilmente è meglio mettersi il cuore in pace anche per rigassificatori, rinnovabili e grandi opere. Tutta colpa della burocrazia che fa giri immensi rallentando di anni la messa in cantiere di un’opera in barba a qualsiasi a qualsiasi tipo di emergenza. Insomma, un’Italia dei no quella descritta da Luca Romano, laureato in fisica teorica, più conosciuto sui social come ‘L’Avvocato dell’atomo’ dove la sua pagina Facebook è seguita da oltre 75mila persona.
In Italia, spiega Romano, “per avviare un’opera occorre nominare un commissario straordinario, convocare la conferenza dei servizi e tutta una serie di passaggi burocratici, ognuno dei quali richiede mesi. Questo fa sì che un ‘opera di estrema urgenza come il rigassificatore di Piombino non possa essere avviata prima di un anno dall’acquisto della nave da parte di Snam”.
Ma questo vale anche per le rinnovabili. “A Taranto ci hanno messo un anno mezzo per costruire le pale eolico del parco offshore ma ci hanno messo 13 anni per avere le autorizzazioni. Ed è così per tutto. Se continuiamo così non avremo il nucleare sicuramente ma non avremo neanche le rinnovabili e nient’altro”. Secondo Romano dunque, “bisogna modificare radicalmente l’assetto burocratico del paese togliendo potere ad una serie di enti locali, come sovrintendenze, comitati che oggi hanno il potenziale di rallentare la messa in cantiere di un’opera anche di anni”.
E neanche l’urgenza della crisi energetica, secondo Romano, “frena queste persone che si mettono a disquisire sul colore della nave rigassificatrice o del comune di Piombino che dice che farà una valutazione degli impatti sugli attraversamenti stradali di una nave e che farà ricorso al tar. Nessuno capisce la portata dell’emergenza”. “Oggi è stato annunciato un aumento del 59% dell’elettricità in bolletta per gli italiani e nessuno capisce che il rigassificatore serve ad evitare che questo aumento diventi ancora peggiore a febbraio, marzo, aprile dell’anno prossimo”.
Per questo inverno, continua l’esperto, “forse riusciamo a cavarcela. Abbiamo gli stoccaggi pieni al 90% ma li abbiamo riempiti con gas russo che l’anno prossimo non avremo più. L’Italia dipende ancora dalla Russia per il 20% delle sue forniture di gas. Se entro l’anno prossimo non riusciamo a sostituire questo 20% con qualcos’altro – e i rigassificatori di Piombino e Ravenna ne farebbero la metà di questo 20% – per l’inverno 2023 e 2024 saremo costretti a razionare i riscaldamenti o addirittura a imporre lo stop alle imprese energivore. Un vero disastro”.
Il nuovo governo avrà la forza di invertire la rotta? “Il programma energetico di Fratelli d’Italia ha un pregio che è quello di essere molto pragmatico sul gas a breve termine ma ha anche il grande difetto di ignorare la questione climatica – ambientale. Detto ciò non so cosa il nuovo governo possa fare per mantenere le promesse evitando questa burocrazia infinita. Sicuramente una cosa che andrebbe fatta è quella che ha provato a fare Renzi, ovvero la riforma del titolo V della costituzione che accentra un po’ più di potere a Roma togliendolo agli enti locali”.
(di Loredana Errico)

Ambiente 30 Sep 2022 14:14 CEST

Museo Explora e Ismea insieme per sana alimentazione e lotta agli sprechi

Nuovo allestimento al museo dei bambini di Roma

Roma, 30 set. (Adnkronos) – Al Museo dei Bambini di Roma, Explora, è stato inaugurato il nuovo allestimento permanente dedicato alla scoperta della filiera agroalimentare, “Mercato” per trasmettere a bambine e bambini, attraverso l’esperienza giocata, il valore di una sana alimentazione, comprendere il significato di sicurezza alimentare, riflettere sul tema dello Sviluppo Sostenibile e della lotta agli sprechi alimentari, sperimentando buone prassi nei consumi e negli acquisti.
Il nuovo allestimento nasce dall’incontro tra Explora e Ismea Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, entrambi con il forte desiderio di voler sostenere i bambini in questa fase di conoscenza e sensibilizzazione. Lo spazio, aperto al pubblico in tutti i turni di visita, diventa punto di riferimento per un’esperienza di divertimento e di scoperta.
Si avvicina il primo weekend di apertura al pubblico di Mercato, il nuovo spazio dedicato alla spesa del museo Explora. Un design a misura di bambini per imparare, giocando, tutti i segreti legati al cibo, in linea con i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Prodotti dell’orto, frutta, gastronomia, articoli per l’igiene personale, surgelati e freschi sono le macroaree del nuovo spazio: alimenti che arrivano nelle nostre case attraverso percorsi di cui a volte, anche i grandi, ne ignorano le tappe. Mercato è uno spazio di educazione alimentare che si presenta come un grande supermercato: oltre a fare le spesa i bambini possono capire e conoscere la filiera, approfondire la tracciabilità dei prodotti e imparare a leggerne l’etichetta, accrescendo così la consapevolezza in fase di acquisto.
All’esperienza della spesa è associato un approfondimento digitale sulla provenienza dei prodotti, la stagionalità, l’impronta idrica e i valori nutrizionali, attraverso una parete interattiva con software sviluppato ad hoc dal museo Explora.
“Mercato non è solo uno spazio per cimentarsi in un gioco di ruolo – che comunque è fondamentale per lo sviluppo dei bambini – ma rappresenta un allestimento di approfondimento, di scoperta e sensibilizzazione. Uno spazio in cui si gioca a fare la spesa e ci si avvicina, grazie all’apprendimento informale, a tematiche ormai fondamentali per lo Sviluppo Sostenibile. Per esempio la filiera agroalimentare, che dovremmo tutti conoscere per una spesa più consapevole, sana ed equilibrata, o il tema degli sprechi alimentari che ancora oggi purtroppo ci riguardano” afferma Patrizia Tomasich, presidente del museo.
“Con il ‘Mercato’, vogliamo spiegare ai più piccoli attraverso la sperimentazione ludica quali siano i processi che portano in tavola i prodotti che mangiamo, avvicinarli a tematiche come la scelta dei prodotti in base alla loro stagionalità, la promozione della varietà e del cibo a km0: aspetti questi sicuramente importanti per far si che i bambini diventino futuri consumatori responsabili, consapevoli della ricchezza del nostro patrimonio agroalimentare. – dichiara Maria Chiara Zaganelli, direttore generale di Ismea – Per questo abbiamo sostenuto questo progetto con il Museo Explora, certi che il messaggio sarà veicolato ai bambini e alle loro famiglie in un contesto informale, capace di favorire l’apprendimento attraverso l’esperienza”.

Lavoro 30 Sep 2022 13:47 CEST

Fitness: è ora dello smart workout, punta sul benessere a 360° e piace ai Vip

nuova strategia promossa dal giovane trainer delle celebrità, Ione Acosta

Roma, 30 set. (Labitalia) – Basta a lunghe ed estenuanti schede di esercizi da eseguire in palestra. Nuovi studi dimostrano che quel che era il metodo più usato ad oggi per migliorare la forza e aumentare la muscolatura e cioè l’allenamento ‘fino ad esaurimento delle forze’ non è più alle base della garanzia di successo. Meglio allenarsi meno, ma in maniera costante e mirata, assecondando le proprie caratteristiche fisiche e mentali. A sostenerlo è Ione Acosta, il trainer dei vip che ha introdotto il nuovo concetto dello smart workout.
“Studi dimostrano che l’eccessivo allenamento è causa di indolenzimenti muscolari e in generale, di affaticamento a livello muscolare e psicologico che non giova sul benessere complessivo della persona commenta Acosta – anche un allenamento ad alta intensità, per ottenere miglioramenti va eseguito senza oltrepassare limiti ma rispettando il nostro organismo”. E quindi, secondo Ione, una muscolatura scolpita e un fisico invidiabile si raggiungono con impegno e sacrificio, a patto che l’allenamento sia ‘smart’ cioè che rispetti i tempi del nostro corpo.
“Anche se sottoporre il fisico ad un livello altro di stress a volte fa scaricare le tensioni, può col passare del tempo, non solo faticare i nostri muscoli ma anche minare le forze e la concentrazione a livello mentale”, aggiunge. La strategia di Acosta è sostenuta da diversi studi scientifici. Uno studio della Federal University di São Carlos, in Brasile, pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology mostra, ad esempio, che un allenamento di resistenza ad alta intensità (HI-RT) non sarebbe necessario per aumentare al massimo la forza e l’ipertrofia. Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi e quindi, un allenamento mirato va accompagnato da una alimentazione sana e, nei momenti di bisogno, da una corretta integrazione.
Le sirtuine, ad esempio, sono una classe proteine naturalmente presenti nel nostro organismo che regolano importanti vie metaboliche e sono coinvolte, tra l’altro, nell’invecchiamento e nello stress. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences suggerisce che l’attività fisica attiva queste “proteine della longevità” con effetti benefici sul muscolo, che ne risulta praticamente “ringiovanito”.
“Nei momenti di particolare affaticamento e se si vogliono ottenere risultati migliori, consiglio l’assunzione di integratori attivatori di sirtuine, come Sirt500 Plus che, secondo la mia esperienza, è risultato essere il più efficace contro stress e fatica”, spiega il trainer.
Ione Acosta aveva già introdotto il metodo ‘30minutes’ basato sul concetto che è meglio lavorare in maniera costate e continuativa ogni giorno che sottoporre il corpo a stress intensivi due o tre ore a settimana. Dalle attrici Laia Costa e Ida Lundgren (insieme al padre Dolph Lundgren) al calciatore Modibo Diakité fino alla principessa Arabella von Liechtenstein e agli italiani Carolina Rey, Fiordaliso a imprenditori riconosciuti a livello internazionale, primo tra tutti Andrea Montanelli, fondatore di Moviechrome, aumentano i seguaci Vip di questo nuovo approccio al benessere fisico e mentale, promosso dal trainer delle celebrità Ione Acosta.

Lavoro 30 Sep 2022 13:02 CEST

Energia, Gallucci (Giovani Confindustria Fermo): “Distretti moda stanno morendo diminuire costo bollette”

Fermo, 30 set. (Labitalia) – “Continuare a fare impresa in Italia è diventato insostenibile, iniziare da zero è impossibile, non abbiamo ricambio generazionale ed i distretti stanno morendo. La politica sta a guardare le imprese che dovranno chiudere”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia […]

Fermo, 30 set. (Labitalia) – “Continuare a fare impresa in Italia è diventato insostenibile, iniziare da zero è impossibile, non abbiamo ricambio generazionale ed i distretti stanno morendo. La politica sta a guardare le imprese che dovranno chiudere”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Gianni Gallucci, il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Fermo e direttore generale di Gallucci, una delle aziende di calzature e accessori in pelle artigianali, e totalmente made in Italy preferite dalle famiglie reali e personaggi del mondo dello star system.
Gallucci, che ha lo stabilimento nelle Marche e lo showroom per i buyer internazionali a Milano in piazza San Babila, entro il 2025 punta all’apertura di un atelier a New York con un piano di sviluppo aziendale molto chiaro che tenta ” di portare avanti un distretto in crisi tra pandemie, guerre, sanzioni, aumenti in bolletta e mancanza di manodopera, ed ora anche “Il raggiro per le aziende del settore moda” l’Agenzia delle entrate, con disposizione retroattiva fino al 2015, sulla base della confusionaria normativa prodotta da Mise e Mef, esclude le aziende del settore moda dal credito di imposta per la ricerca e sviluppo, in altre parole nuove collezioni o campionari che presentano elementi di novità rispetto alle precedenti non vengono considerate come ricerca e sviluppo perché non danno luogo ad una novità assoluta poiché contemplano il principio della ripetitività del prodotto.Escluso il mondo del design e della moda dai settori meritevoli di usufruire delle agevolazioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo, “La beffa finale è che questa disposizione è retroattiva, quindi ci sono decine di aziende che dovrebbero restituire il credito d’ imposta relativo ad investimenti, che possono raggiungere milioni di euro per le stesse aziende, già effettuati anche con contributi erogati. Aspettiamo chiarimenti del nuovo Ministro dello sviluppo economico, Il settore moda è già in seria difficoltà, il caro materie prime, le bollette fuori controllo ed i mercati instabili, hanno messo le aziende del settore alla canna del gas, dov’è la politica?”.
“Il conflitto persiste e l’inverno sta arrivando, altra emergenza imprenditoriale è quella del rincaro dell’ energia, troppi punti sono ancora poco chiari Molte aziende non sapranno come fare a pagare, si troveranno con i conti sballati è inevitabile che l’ effetto combinato dei vari elementi negativi porterà alla chiusura di tantissime realtà e questo significherà perdita di posti di lavoro ed esplosione di una questione sociale che ricadrà su tutti” sottolinea il presidente dei giovani imprenditori fermani che chiede alla politica ad intervenire ed in maniera tempestiva mi ricollego alle dichiarazioni fatte dal presidente Bonomi, ‘Le aziende non sono invincibili e l’Italia è di nuovo in frenata’.
“I tempi della politica – rimarca – sono troppo lunghi, abbiamo bisogno di una rappresentanza che stia sul campo, che aiuti le aziende e le persone che le compongono garantendo uno stipendio costituzionalmente dignitoso, fondamentale è la tutela del made in Italy fino ad oggi solo penalizzato. Dal nuovo governo ci aspettiamo interventi celeri nei primi cento. giorni: in primis l’intervento sul provvedimento assurdo del credito d’imposta su ricerca e sviluppo, fondamentale poi è abbassare il costo del lavoro delle nostre aziende soprattutto per l’assunzione di giovani, ormai i nostri distretti (invidiati nel mondo) stanno soffrendo la mancanza di manodopera specializzata, i nostri giovani si sentono più tutelati ad andare a fare i camerieri all’estero piuttosto che diventare tecnici specializzati, per restare in tema altro intervento immediato deve essere fatto sul reddito di cittadinanza che ha alterato il mercato del lavoro e che ha rappresentato una forma di concorrenza sleale proprio a scapito dei giovani. Crisi energia, ci aspettiamo una diminuzione immediata del costo in bolletta e più chiarezza su i conti, necessaria è la flat tax con effetto immediato, le aziende devono ripartire altrimenti sarà troppo tardi. Sarà finita l’epoca delle false promesse della politica?! La riflessione è banale e scontata, le aziende sono il motore del paese penalizzando loro penalizziamo tutti”.

Ambiente 30 Sep 2022 13:02 CEST

Stoccafisso e baccalà, dalla Norvegia protagonisti della tavola tricolore

Roma, 30 set. (Adnkronos) – Molto apprezzati per le loro proprietà nutritive e storicamente presenti nella cucina italiana: sono lo stoccafisso e il baccalà norvegesi. Ricavati entrambi dal merluzzo, lo stoccafisso è pesce essiccato, mentre i prodotti noti in Italia con il nome di baccalà attraversano […]

Roma, 30 set. (Adnkronos) – Molto apprezzati per le loro proprietà nutritive e storicamente presenti nella cucina italiana: sono lo stoccafisso e il baccalà norvegesi. Ricavati entrambi dal merluzzo, lo stoccafisso è pesce essiccato, mentre i prodotti noti in Italia con il nome di baccalà attraversano un processo di salatura o di salatura e successiva stagionatura (baccalà salato e baccalà salato secco).
La Norvegia è l’unico Paese produttore al mondo di stoccafisso. Durante i primi mesi dell’anno le Isole Lofoten, situate all’interno del Circolo Polare Artico, sono meta della migrazione del merluzzo artico norvegese (skrei) che, abbandonate le acque fredde del mare di Barents, giunge sulle coste delle isole per depositare le proprie uova. Questa circostanza insieme al clima artico rende l’area perfetta per far essiccare il merluzzo all’aperto su apposite rastrelliere posizionate lungo la costa.
Il baccalà norvegese segue un processo produttivo naturale dall’inizio alla fine. Nel corso degli anni il metodo di lavorazione si è modernizzato, ma il prodotto finale è lo stesso che viene preparato ed esportato dalla Norvegia da più di 300 anni. Il sale estrae l’acqua e satura il contenuto liquido rimasto nel pesce, in un processo di maturazione che richiede solitamente diversi mesi. Quando il contenuto d’acqua del pesce essiccato scende al di sotto del 48%, può essere chiamato baccalà. Poiché l’acqua viene rimossa, i contenuti nutrizionali sono più concentrati di quelli del pesce fresco: è infatti ricco di proteine, vitamine A, D e del gruppo B, e di alcuni minerali come potassio, fosforo, iodio e ferro.
Questi valori sono rappresentati dal marchio ‘Seafood From Norway’, simbolo di origine di tutti i prodotti ittici norvegesi sia pescati che allevati in maniera sostenibile nelle acque della Norvegia. “Oggi i consumatori sono sempre più guidati nella scelta di acquisto di prodotti ittici dall’origine del cibo, dal modo in cui viene prodotto e dal rispetto dei criteri di sostenibilità – afferma Gunvar Lenhard Wie, direttore Italia del Norwegian Seafood Council – E proprio grazie alla nostra esperienza e alle tecnologie avanzate di cui disponiamo in Norvegia, possiamo promuovere uno sviluppo sicuro e sostenibile delle nostre attività”.
La Norvegia, secondo maggiore esportatore di pesce al mondo, è infatti da tempo impegnata in un percorso di attività sostenibili. Nel corso degli anni, l’industria norvegese si è evoluta, passando dalla pesca libera a una rigida regolamentazione: è stato il primo paese al mondo a introdurre un sistema di quote per la pesca, in particolare per quanto riguarda il merluzzo. Non solo. La Norvegia ha fatto della trasparenza un aspetto fondamentale, introducendo un sistema di tracciabilità che consente di reperire informazioni sul pesce lungo l’intera filiera alimentare: dall’area dove è stato pescato ai dettagli sulla sua salute.
L’Italia, da parte sua, si conferma tra i principali mercati per baccalà e stoccafisso. Secondo una ricerca NielsenIQ sui trend di mercato del 2022, un terzo degli italiani conosce bene le loro caratteristiche, le proprietà benefiche e le differenze dei processi di lavorazione soprattutto nelle regioni del Nord Italia, Veneto e Liguria in testa, in crescita nel target più giovane (tra i 25 e 44 anni). “Le evidenze emerse da questa analisi, sono in linea con i principali trend del mercato, il consumatore chiede: facilità nella reperibilità dello stoccafisso (prevalentemente nella Gdo), chiarezza nell’origine e facilità nella preparazione”, spiega Andrea Succi, Sales and Marketing Analytics Leader, Nielsen Italy. I dati della ricerca sono stati presentati in occasione dell’annuale seminario sullo stoccafisso e il baccalà norvegese organizzato dal Norwegian Seafood Council, tenutosi a settembre presso l’Acquario di Genova, con un saluto iniziale dell’ambasciatore della Reale Ambasciata di Norvegia, Johan Vibe, alla presenza dei rappresentanti dell’industria, del settore retail e horeca del mercato ittico.

Ambiente 30 Sep 2022 11:51 CEST

Mulino Bianco rinnova il logo e celebra la biodiversità

Roma, 30 set. – (Adnkronos) – Mulino Bianco, il marchio del gruppo Barilla, rinnova il logo e celebra la biodiversità. E così, oltre al simbolo del mulino, luogo del saper fare e della tradizione, alla valle incontaminata, alla ghirlanda ricca di fiori e di spighe di grano, al festone con la scritta […]

Roma, 30 set. – (Adnkronos) – Mulino Bianco, il marchio del gruppo Barilla, rinnova il logo e celebra la biodiversità. E così, oltre al simbolo del mulino, luogo del saper fare e della tradizione, alla valle incontaminata, alla ghirlanda ricca di fiori e di spighe di grano, al festone con la scritta ‘Mulino Bianco’ si aggiunge un’ape, simbolo dell’impegno della marca sul tema della sostenibilità. Tra le novità presentate, c’è anche l’annuncio dell’azienda agricola vincitrice del contest fotografico ‘I Fiori Del Mulino’, giunto alla seconda edizione.
È l’azienda agricola Fiandrini ad aggiudicarsi il primo premio del contest fotografico, con il quale Mulino Bianco celebra l’azienda agricola che meglio si è distinta nel coltivare il campo fiorito più bello, seguendo le indicazioni de ‘La Carta del Mulino’. Lanciato 3 anni fa in collaborazione con Wwf Italia, Università di Bologna, Università della Tuscia e OpenFields, il progetto La Carta del Mulino racchiude in un disciplinare di agricoltura sostenibile dedicato al grano tenero le 10 regole a cui gli agricoltori aderenti sono chiamati ad attenersi. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di valorizzare l’impegno descritto in una delle 10 regole della Carta del Mulino.
Tra i dieci punti, c’è infatti l’impegno a destinare ogni anno il 3% dei campi utilizzati per la coltivazione del grano tenero ai fiori da impollinazione, una superficie complessiva pari a circa 2.500 campi di calcio, proteggendo la biodiversità, anche grazie alla salvaguardia delle api e degli altri insetti impollinatori. I coltivatori, quindi, sono stati invitati a scendere in ‘campo’ per scattare una foto della propria distesa fiorita, cercando di cogliere ogni sfumatura della sua bellezza e a condividerla solo con Mulino Bianco sulla piattaforma dedicata al disciplinare.
E per finire, la marca ha voluto celebrare ‘I Fiori del Mulino’, trasformandolo nella prima mostra fotografica di Mulino Bianco dedicata al tema della sostenibilità attraverso un’esperienza virtuale immersiva per il pubblico. The Exhibeetion, ‘I Fiori del Mulino’, si terrà il 29 e il 30 settembre (dalle 15 alle 19) e il primo ottobre (dalle 11 alle 19), presso il Meet Digital Culture Center di Milano.
L’esposizione unisce il punto di vista di Mulino Bianco sulla sostenibilità attraverso le foto degli agricoltori che hanno partecipato al contest fotografico, la visione d’autore di Simone Bramante (in arte Brahmino) sui fiori e sulle api e il punto di vista inedito delle api stesse in un’experience immersiva a cura dello studio di multimedia design Karmachina. A guidare i visitatori, infatti, è direttamente l’Ape del Mulino, che presta i suoi occhi al pubblico e lo accompagna con la sua voce in un viaggio attraverso i fiori coltivati nei campi, per scoprire l’impegno di Mulino Bianco nel favorire la biodiversità, così come sancito dalla Carta del Mulino per i prodotti ai quali si applica.
Pochi sanno che ogni ape ha ben 5 occhi e possiede uno spettrogramma in grado di visualizzare 4 cromie con le sue sfumature: giallo (arancio, verde, giallastro), verde bluastro, blu e ultravioletto. Questo significa che vedono ciò che li circonda con colori completamente diversi da noi. Da questo spunto nasce la mostra-evento ‘Exhibeetion’: all’interno di una stanza le persone vivono un’immersione totale che coinvolge corpo e sensi, altamente creativa grazie alle pareti che delimitano l’intero luogo e proiettano in maniera spettacolare le immagini dei campi. Guardare la natura e l’agricoltura da un altro punto di vista è il primo passo per difenderli. E per difendere anche noi stessi. Un mondo con più natura è un mondo più felice

Lavoro 30 Sep 2022 10:25 CEST

Il music designer Antonio Nasca sale in cattedra

Comunicato stampa

(Roma, 30/9/22) – Alla prestigiosa Fashion Manager Academy di Laura Pieralisi, l’imprenditore insegnerà come diventare un event planner
Roma, 30 settembre 2022. Che Antonio Nasca sia un professionista dei matrimoni dal curriculum invidiabile non è certo una novità, d’altronde è stato premiato per ben due volte all’Italian Wedding Awards come Migliore Intrattenimento Musicale. Non tutti però sanno che da diversi anni l’imprenditore svolge anche il ruolo di docente nell’ambito della formazione professionale e, dal prossimo dicembre, entrerà addirittura nel team della prestigiosa Fashion Manager Academy di Laura Pieralisi, designer e consulente d’immagine Atelier Miriam Pieralisi, che così commenta la nuova collaborazione: “I docenti che terranno il corso di Event Planning all’Accademia sono stati selezionati per la loro esperienza e professionalità. Fra questi c’è anche il Maestro Antonio Nasca, per cui nutro profonda stima, il quale approfondirà argomenti legati all’importanza della selezione musicale ma anche aspetti pratici correlati alla gestione burocratica di un evento, come per esempio gli obblighi SIAE”. Il contributo del docente Antonio Nasca, con un’esperienza ventennale come music designer, sarà dunque fondamentale per gli studenti, che seguiranno un modulo dedicato al tema specifico dei “Servizi Musicali”.
Pianista, compositore, art director e music designer, dal lontano 2003 Nasca è alla guida de “La Semicroma Weddings & Events”, agenzia specializzata in progettazione musicale nell’ambito di eventi privati e corporate, che si distingue nel panorama nazionale per l’organizzazione di matrimoni da favola. “Oggi i matrimoni sono vissuti come degli ‘spettacoli’ in cui la location funge da cornice di una vera e propria performance che deve necessariamente appagare i cinque sensi: gusto, olfatto, vista, tatto e soprattutto udito. È questa una regola aurea da cui non si sfugge, ma non dimentichiamoci che la potenza della musica è ineguagliabile rispetto a tutti gli altri ingredienti in quanto è la componente fondamentale per la buona riuscita di un evento”, dichiara Nasca.
I matrimoni si sono evoluti negli anni, trasformandosi in sorprendenti esperienze immersive fatte di emozioni, luci e suoni per gli invitati e per gli sposi, ed è per questo che le giovani coppie che si apprestano a celebrare le loro nozze, avvertono sempre più l’esigenza di un supporto da parte di professionisti del settore come Antonio Nasca che, con competenza ed originalità, realizza matrimoni “tailor made” destinati a rimanere impressi nella memoria degli ospiti, eventi unici e irripetibili dove la musica regna sovrana e non delude mai.
“La musica dipende senz’altro dalla tipologia di evento, dalla location ma anche dal tema e dal pubblico. Bisogna però evidenziare che per il fortissimo impatto emozionale che ha sugli ospiti, la musica non fa mai da sfondo generico, ma come nel mondo del cinema, rappresenta lo strumento che può stravolgere un evento”, aggiunge la Pieralisi.
Il corso di Event Planning promosso dalla Fashion Manager Academy della Pieralisi, a cui parteciperà in qualità di docente anche il music designer de La Semicroma Wedding & Event, mira a formare veri e propri imprenditori del settore, dando loro tutti gli strumenti necessari per progettare e realizzare eventi impeccabili. La selezione delle materie che caratterizzano il percorso in Event Planning della Pieralisi, rende assai innovativa l’offerta formativa rispetto ai tradizionali corsi professionali proposti nello stesso ambito, in quanto prevede l’apprendimento di nozioni differenzianti e variegate che garantiscono un ampio bagaglio di competenze per i futuri Event Planner. “La figura dell’event planner non è da intendersi come quella di un ‘organizzatore tuttologo’ che si occupa di ogni dettaglio: banqueting, musica, allestimento floreale. Al contrario, l’event planner è un ponte fra il cliente e i fornitori dell’evento e la sua professionalità sta proprio nell’individuare il fornitore più adatto alle esigenze specifiche del committente. È per questo motivo che i docenti del corso sono direttamente i fornitori degli eventi, il cui compito da docenti sarà quello di illustrare caratteristiche della loro professione e servizi da loro offerti e di conseguenza la modalità di collaborazione più adeguata”, conclude la stilista della celebre casa di moda Myriam Pieralisi.
Come si evince anche dal sito della Fashion Manager Academy romana, https://www.fashionmanageracademy.it/corsi-di-formazione-in-event-planning-a-roma.html, l’organizzatore di eventi è una figura necessaria e fondamentale per far sì che tutti i fornitori coinvolti nella realizzazione del matrimonio o più un generale di un evento, dialoghino e operino in armonia. Se a ciò si aggiunge poi la consapevolezza che è soprattutto la musica a fare la vera differenza, certamente l’esperienza di Antonio Nasca e l’eccellenza dei servizi offerti da Semicroma Wedding & Event rappresenteranno per gli studenti della Fashion Manager Academy uno straordinario valore aggiunto per la loro formazione professionale.

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Lavoro 30 Sep 2022 10:00 CEST

Guida al femminile per la divisione dei beni industriali di Porsche Consulting

Comunicato stampa

(30/9/22) – Sharon Archetti entra nel leadership team dell’ufficio italiano
30 settembre 2022. Porsche Consulting, società leader nella consulenza strategica che trasferisce ad altri settori gli elementi di successo di Porsche, ha annunciato la promozione ad Associate Partner di Sharon Archetti per la divisione “Industrial Goods”.
Sharon Archetti, 34 anni, rafforzerà la divisione dei Beni Industriali di Porsche Consulting in Italia.
Laureata in Economia, ha conseguito un master in management presso l’università della svizzera italiana classificandosi nei top 3% studenti. Ha iniziato la sua carriera in Porsche Consulting supportando numerosi team internazionali in programmi di trasformazione e crescita. Come manager ha guidato importanti progetti di Industria 4.0 e di programmi globali per la qualità e la customer experience, sia nei beni industriali che nel settore life sciences. Appassionata di people empowerment, cura in particolare nei suoi progetti il Change Management per assicurarsi la sostenibilità nel tempo dei risultati raggiunti. È membro attivo della comunità “[email protected] – Porsche Consulting” promuovendo lo sviluppo della leadership al femminile.
Nel nuovo ruolo Sharon Archetti si occuperà della crescita e della trasformazione di importanti account internazionali.
“Sono molto soddisfatto dello sviluppo della nostra squadra di Partner, che oggi si arricchisce di diversità e di eccellenza in una delle Practice sulle quali Porsche Consulting sta puntando molto in Italia. Questa nomina rappresenta la capacità della società di far crescere rapidamente i nostri talenti”, ha dichiarato Josef Nierling AD di Porsche Consulting in Italia.
Porsche Consulting GmbH è una società tedesca leader nella consulenza operativa e strategica, consociata del produttore di auto sportive Dr. Ing. H.C. F. Porsche AG di Stoccarda. Seguendo il principio di “visione strategica. implementazione intelligente”, i suoi consulenti supportano i leader del settore in temi di strategia, innovazione, miglioramento delle prestazioni e sostenibilità. La rete globale di 12 uffici di Porsche Consulting serve clienti nei settori della mobilità, dei beni industriali, dei beni di consumo, in quello medicale e dei servizi finanziari.
Contatti:
Porsche Consulting
Elisabetta Giazzi
Marketing & Comunicazione

[email protected]

Lavoro 30 Sep 2022 09:47 CEST

Infortuni, Bettoni (Inail): “Piaga Paese, ampliare platea assicurati, troppe le categorie ancora escluse”

Roma, 30 set. (Labitalia) – “Purtroppo il bilancio infortunistico non dà segnali confortanti. Numeri che testimoniano la persistente gravità di un fenomeno che resta una delle principali piaghe del Paese, che deve essere contrastato con tutti i mezzi possibili”. Lo dice in un’intervista […]

Roma, 30 set. (Labitalia) – “Purtroppo il bilancio infortunistico non dà segnali confortanti. Numeri che testimoniano la persistente gravità di un fenomeno che resta una delle principali piaghe del Paese, che deve essere contrastato con tutti i mezzi possibili”. Lo dice in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia il presidente dell’Inail Franco Bettoni commentando i dati diffusi oggi, aggiornati al periodo gennaio – agosto 2022.
“Nei primi otto mesi del 2022 – spiega – si registra, rispetto allo stesso periodo del 2021, un significativo aumento delle denunce di infortunio in complesso (+38,7%) e un calo di quelle mortali che tuttavia non delinea una traiettoria rassicurante in quanto è il risultato della minore incidenza dei decessi da contagio covid, a cui si contrappone un incremento dei casi tradizionali”.
“Voglio soffermarmi – avverte – anche sulla crescita delle malattie professionali (+7,9%), talvolta sottovalutata, ma che invece impone la medesima attenzione sul fronte della prevenzione, della sensibilizzazione ed informazione sui rischi che corrono lavoratrici e lavoratori. Manca nel nostro Paese una solida cultura della sicurezza che scongiuri le troppe tragedie di cui abbiamo notizia ogni giorno e che vediamo ripetersi spesso con le stesse dinamiche”.
“Ribadisco – sottolinea – l’indispensabilità di stimolare un cambiamento culturale nell’ottica di garantire assiduamente la dignità e la sicurezza sui luoghi di lavoro, in un mondo che è in rapida evoluzione e che presenta sempre nuove forme di aggressione alla salute, come ha dimostrato la pandemia”.
“Promuovere la cultura della prevenzione – fa notare – significa andare oltre alla visione, ancora troppo diffusa, che l’adempimento all’obbligo normativo sia sufficiente per una reale tutela della sicurezza e della salute. E’ invece necessario mettere al centro dell’azione prevenzionale la persona e il suo benessere in relazione agli altri individui e all’ambiente che la circondano attraverso un approccio olistico che si può realizzare solo attraverso la condivisione e la leale cooperazione tra istituzioni”.
“La formazione e l’informazione – precisa – sono elementi decisivi che vanno valorizzati con un metodo efficace, basato su un’analisi attenta e mirata dei rischi, su un coinvolgimento attivo di tutti gli attori e sul valore della testimonianza delle persone con disabilità da lavoro”.
“Dobbiamo prendere consapevolezza – auspica il presidente Bettoni – dei pesanti costi generati dalla ‘non sicurezza’ e delle ripercussioni economiche e sociali legate agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali. Mi avvalgo a riguardo di qualche freddo numero del conto consuntivo Inail del 2021: l’onere annuo per le prestazioni economiche ammonta a circa 5 miliardi, a cui si aggiungono le rilevanti spese sostenute dall’Istituto per prestazioni di altra tipologia, a partire da quelle sanitarie. Naturalmente non è un’analisi esaustiva in quanto andrebbero considerati una molteplicità di fattori eterogenei ma ci consente di avviare una riflessione: la salute e la sicurezza sul lavoro sono una questione di rilevanza strategica in quanto ogni infortunio determina costi, difficoltà, sofferenza per gli infortunati e per le famiglie, per la collettività e per l’impresa. Investire in sicurezza conviene sempre e conviene a tutti”.
“L’operato dell’Inail – ricorda – è sempre più orientato verso i bisogni di lavoratrici, lavoratori e aziende con l’obiettivo di incidere concretamente sul miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, promuovendo attività di informazione, formazione, ricerca e sostegno alle imprese. L’Inail offre un costante supporto alle aziende che comprendono il valore del lavoro sicuro mediante incentivi a fondo perduto (i bandi ISI), con i quali dal 2010 ad oggi sono stati stanziati circa 2,8 miliardi di euro. Stiamo lavorando in questi giorni al bando ISI 2022 e ci impegneremo per lo stanziamento di un importo più consistente rispetto alla passata edizione”.
“Tra le misure con finalità prevenzionale – precisa – rientra anche l’oscillazione del tasso per prevenzione (OT23): nel 2021 si è registrata una diminuzione del premio assicurativo per le aziende virtuose di circa 150 milioni di euro. Tra gli interventi ammessi per la concessione di questo sconto, vorrei ricordare, l’adozione dei Sistemi di gestione (Sgsl) e modelli organizzativi (Mog) per la salute e sicurezza. L’efficacia prevenzionale dei sistemi di gestione è stata evidenziata, peraltro, da una ricerca dell’Osservatorio Accredia del 2012 e replicata nel 2018, realizzata in collaborazione con Inail, che ha mostrato una riduzione media dell’indice di frequenza degli infortuni tra aziende dotate di un Sgsl certificato rispetto alle altre pari al 15,8% e una riduzione dell’indice di gravità pari al 39,7%. Una rilevazione che valuteremo di ripetere nel futuro per verificare l’evoluzione del fenomeno”.
“Altro asset fondamentale – sottolinea il presidente Inail Bettoni – è l’attività di formazione, intesa come componente primaria della qualità della vita lavorativa, che deve partire dal mondo della scuola. Educare i lavoratori di domani a fare della prevenzione una priorità è il primo passo da compiere se vogliamo garantire il rispetto delle regole poste a tutela della salute e sicurezza. È basilare che, nel lavoro come in ogni altro ambito della vita, i giovani pensino e agiscano nel rispetto di sé e degli altri, per un benessere condiviso”.
“Attualmente – aggiunge – la programmazione delle attività formative dell’Inail tiene conto del decreto legge dello scorso 30 aprile che, tra le diverse norme, stabilisce che l’Istituto, allo scopo di assicurare un’efficace azione di contrasto al fenomeno infortunistico nella fase di realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, promuova appositi protocolli di intesa con aziende e grandi gruppi industriali impegnati nella esecuzione dei progetti del Piano, anche prevedendo programmi straordinari di formazione rivolti a tutti i ruoli aziendali e al personale coinvolto nelle opere infrastrutturali. Sono stati già sottoscritti protocolli con Ferrovie dello Stato e Aeroporti di Roma mentre il prossimo 7 ottobre vi anticipo che verrà firmato l’accordo con Autostrade per l’Italia”.
“Altro tema – afferma – non più rinviabile è quello dell’ampliamento della platea degli assicurati. Oltre tre milioni e mezzo di lavoratori non possono accedere alle prestazioni sanitarie ed economiche che eroga Inail in caso di infortunio o malattia professionale: ne sono ancora esclusi i medici di famiglia, i medici liberi professionisti, i commercianti titolari di impresa individuale, i volontari della protezione civile e della croce rossa, le forze armate e di polizia e i vigili del fuoco. Stiamo anche lavorando per migliorare la tutela, troppo frammentata, degli insegnanti e degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado”.
“Oggi – spiega – lo studente ha una ‘protezione’ limitata solo a pochi e specifici rischi, previsti dal Testo unico del 1965 che ha comportato in quasi tutte le scuole l’attivazione di polizze private con oneri a carico delle famiglie”.
“L’Inail – dice – continua a lavorare per potenziare la connessione tra attività di ricerca e prevenzione. A tale proposito, vi do appuntamento alla prima edizione del Forum della ricerca, promosso da Inail, che si terrà a fine novembre negli spazi del Gazometro di Roma. Saranno giornate di confronto e discussione sulle prospettive offerte dalla ricerca per conciliare scienza, tecnologia, prevenzione e sicurezza sul lavoro”.
“Quello che – continua – mi sta particolarmente a cuore è rafforzare la missione sociale dell’Inail, un ente che si è dimostrato capace da una parte, di tenere ben salde le tradizionali redini di istituzione pubblica assicurativa solidaristica e, dall’altra, di affermarsi progressivamente come il garante della tutela integrata dei lavoratori”.
“Continueremo ad insistere – assicura – sul miglioramento delle prestazioni economiche per gli infortunati e i tecnopatici: al fine di dare adeguato riconoscimento a un numero sostanzioso di casi denunciati ogni anno all’Inail, riteniamo fondamentale garantire un indennizzo per i danni all’integrità psico-fisica di lavoratrici e lavoratori anche con una invalidità inferiore al 6%.

Lavoro 29 Sep 2022 16:18 CEST

Lavoro: consulenti, approfondimento su quello agile a doppio binario

Roma, 29 set. (Labitalia) – L’ultimo atto in materia di lavoro agile è la nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 28 settembre 2022 con cui si riattiva la procedura emergenziale semplificata per la comunicazione dei lavoratori in smart working, a seguito della segnalazione del […]

Roma, 29 set. (Labitalia) – L’ultimo atto in materia di lavoro agile è la nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 28 settembre 2022 con cui si riattiva la procedura emergenziale semplificata per la comunicazione dei lavoratori in smart working, a seguito della segnalazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro del disservizio sull’applicativo. Una difficoltà operativa che è diretta conseguenza delle modifiche alla disciplina apportate dal decreto Aiuti-bis, con cui il Legislatore ha disposto la reintroduzione della modalità emergenziale di lavoro agile fino al 31 dicembre 2022, in luogo di quella ordinaria.
Ma sul tema nelle scorse settimane si è assistito a un cambio di passo, con una solo apparente fine della regolamentazione disposta in fase pandemica per tornare a quanto prescritto dalla legge n. 81/2017, riattivata con la conversione in legge del D.L. n. 115/2022.
A tracciare il quadro completo della regolamentazione sullo smart working è allora l’approfondimento di Fondazione Studi 29 settembre 2022 intitolato ‘Lavoro agile a doppio binario’, nel quale si riepilogano le due discipline previste (ordinaria ed emergenziale) con le relative procedure e si sintetizzano in forma tabellare diritti, priorità, tipologia di comunicazione da porre in essere e la necessità o meno dell’accordo individuale.

Lavoro 29 Sep 2022 16:14 CEST

Welfare experience, perché è l’ora della digitalizzazione

In Europa sul fronte della digitalizzazione, l’Italia è il Paese che sta crescendo di più -le agevolazioni del Dl Aiuti

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – “Il digitale è elemento ormai sempre più diffuso e centrale nella vita quotidiana di lavoratori e consumatori. E anche i servizi di welfare devono adattarsi a questa trasformazione”; questo, in sintesi, quanto emerge dai dati raccolti da Sodexo Benefits & Rewards Services Italia e presentati alla prima edizione di Welfare Day. Non stupiscono, ad esempio, le stime recentemente pubblicate da Desi (Digital Economy and Society Index), il monitor della Commissione europea che analizza lo stato di digitalizzazione dei Paesi membri. L’Italia quest’anno può vantare un primato: quello di Paese che più sta crescendo su questo fronte in Europa nel 2022.
È un percorso di sviluppo che coinvolge diversi aspetti della società e della vita di ognuno di noi. Così, come sottolineato da Sodexo Benefits & Rewards Services, se già nel biennio 2020-2021 si erano registrati numeri interessanti, aumentano, anche per il 2022 in maniera considerevole – e oltre le aspettative – i pagamenti digitali con carta e le transazioni contactless, sempre più smart e condotte tramite dispositivi wearable, così come l’e-commerce (che, secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, quest’anno ha registrato un +14%, andando a superare i 45 miliardi di € ).
Dalla sfida posta dalla digitalizzazione non è esente il mondo del lavoro e del welfare aziendale che nel 2022 ha vissuto importanti novità (in particolare dal punto di vista normativo) ma che già nel biennio precedente aveva registrato dinamiche di cambiamento significative dal punto di vista dei modelli organizzativi e aziendali. Le aziende sono, infatti, sempre più interessate a integrare piattaforme digitali per la gestione dei servizi di welfare e, soprattutto, di benefit offerti ai propri collaboratori, in grado di consentire un facile accesso da remoto.
Un esempio di questa integrazione è Sodexo Multi, la smart card di Sodexo che coniuga tutta la flessibilità dei buoni pasto con una user experience digitale e di pagamento, rinnovata. Un prodotto in grado di anticipare alcuni dei principali trend globali del settore welfare, tra cui spicca quello di unici e-wallet dedicati alla raccolta di tutti i benefit aziendali, sempre più diffusi a livello internazionale. Con Sodexo Multi, infatti, Sodexo Benefits & Rewards Services propone per il mercato italiano una smart card altamente innovativa per la gestione dei benefit aziendali, full online e perfettamente integrata alla mobile app proprietaria MySodexoBenefits.
Grazie a tale sistema, Sodexo Multi consente di effettuare transazioni in pochi secondi direttamente dalla home della mobile app Sodexo (sollevando così l’utilizzatore dalla necessità di avere la card sempre con sé) e di monitorare il saldo dei buoni pasto e le operazioni svolte molto facilmente. Il tutto avendo a disposizione i buoni pasto su ogni dispositivo e sulla card stessa, senza doverli gestire in cloud: ogni transazione effettuata, infatti, aggiorna il database in tempo reale.
Le imprese hanno così oggi, grazie proprio alla digitalizzazione, strumenti estremamente interessanti per supportare i propri collaboratori e aumentarne ingaggio e motivazione. Diventa, poi, sempre più chiaro il rilievo strategico del welfare aziendale per affrontare le considerevoli trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, con strumenti sempre più innovativi.
“Investire nella digitalizzazione del welfare, come ci raccontano i dati che abbiamo raccolto, rappresenta una grande opportunità per le imprese -commenta Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Sodexo Benefits & Rewards Services Italia-, poiché i nuovi strumenti digitali a nostra disposizione consentono di creare una connessione sempre più stretta tra azienda e dipendenti, semplificando notevolmente i processi per le HR (nonché la fruizione per i dipendenti) e intercettando in modo innovativo i nuovi bisogni delle persone (e degli utenti). Sono proprio i nostri collaboratori, ormai perfettamente a loro agio nell’utilizzo quotidiano di app e piattaforme digitali, a richiedere soluzioni smart di questo tipo”.
“L’impegno di Sodexo in un ambito così cruciale -continua Mazzini- si sostanzia non solo con lo sviluppo di strumenti come Sodexo Multi, ma anche con iniziative quali Welfare Day, dove abbiamo chiamato a raccolta alcune delle più importanti realtà aziendali del nostro paese per discutere di processi, digitalizzazione e innovazione”.
Negli ultimi anni, la normativa ha evidenziato la volontà del legislatore a incentivare l’utilizzo dei fringe (o flexible) benefit per i lavoratori, che possono comporre liberamente il proprio paniere di beni e servizi da acquistare attraverso il budget assegnato. Uno strumento che, in modo bidirezionale, consente al lavoratore di scegliere ciò che gli è più utile e all’azienda di andare incontro alle esigenze specifiche dei dipendenti. Tra le soluzioni proposte da Sodexo Benefit & Rewards Services spiccano così i Buoni Acquisto Sodexo che (disponibili anche in formato digitale) permettono alle imprese di offrire in maniera veloce e pratica ai propri collaboratori massima libertà di scelta, sia in negozi fisici che online.
La soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit – raddoppiata e portata a 516€ nel corso del 2021, per poi tornare alla cifra iniziale di 258€ – è ora giunta a toccare i 600€, grazie al Decreto “Aiuti bis” varato dal Governo e recentemente approvato dal Parlamento.
Quest’anno poi, per far fronte all’impennata del costo dei carburanti, il Governo ha previsto un bonus, anch’esso interamente deducibile. Grazie così al Buono Acquisto Benzina di Sodexo Benefits & Rewards Services, le aziende potranno erogare un ulteriore ammontare di 200€ a supporto dei propri collaboratori. Una somma anch’essa interamente deducibile che porta così l’ammontare totale a 800€.
È bene ricordare che per i lavoratori, i fringe benefit rappresentano, invece, un ammontare non soggetto a contribuzione né a prelievo fiscale, dunque “netto” e liberamente spendibile. Un modo per le aziende di supportare, in una congiuntura economica delicata come quella attuale, la capacità di spesa di famiglie e imprese.

Lavoro 29 Sep 2022 16:05 CEST

Welfare Day, azienda e collaboratori uniti da interesse comune

Phygital talk all’evento promosso da Sodexo benefits and rewards services in collaborazione con Comunicazione Italiana

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – Il welfare aziendale si ‘allarga’ e dall’iniziativa rivolta al singolo dipendente e collaboratore, impatta sempre di più su tutta la famiglia. E’ quello che è emerso dal phygital talk ‘I benefici estesi del “digital welfare”: i vantaggi per le organizzazioni e soprattutto per gli utilizzatori finali”, che si è tenuto nell’ambito del Welfare Day, evento promosso da Sodexo benefits and rewards services (che offre servizi che spaziano dai buoni pasto digitali ai punti premio per oltre 600.000 beneficiari in Italia) in collaborazione con Comunicazione Italiana, e con la Media partnership di Adnkronos. A condurre il dibattito Federico Luperi, direttore Innovazione & Nuovi Media (GMC) Adnkronos.
Nell’implementare i servizi di welfare, e nel digitalizzare questi ultimi, vi sono due tipologie di “utente” da tenere a mente. Uno è naturalmente l’azienda, che da un welfare ben congegnato può ricevere beneficio in termini di clima aziendale, wellbeing, attraction e retention. Ma c’è anche il lato del consumatore finale, che non include soltanto dipendenti e collaboratori, ma anche le famiglie, con tutto il portato di “caregiving” che ciò comporta.
Roberta Tribi, Head of Compensation and Performance Management Zurich Italia – Zurich Insurance Group, (in Italia 1.200 dipendenti), ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa Digital Factory, nata con l’obiettivo di “creare un vivaio” di persone con le competenze necessarie per supportare il processo di trasformazione digitale attualmente in corso in Zurich. Il progetto, completamente gratuito, ha una forte connotazione sociale ed “rivolto ai giovani alla prima esperienza, spesso figli di agenti, di distributori e clienti, che si mettono alla prova che hanno una passione per il digitale e che ci aiutano a crescere su competenze che in azienda mancano e che sono difficili da reperire sul mercato”. “Sicuramente questo porta benessere anche nei nostri collaboratori che vedono crescere i propri figli”, ha spiegato. Un modo per fare welfare per le famiglie e ‘allevare’ talenti.
Claudia Chiuppi, Head of Industrial Relations, Welfare & Administration Europ Assistance Italia (1000 dipendenti), ha ricordato che “Europ Assistance Mondo fa veramente tanta attenzione alla cura dei propri dipendenti inteso come ascolto dei desiderata”. “Abbiamo addirittura dei change agents che ci portano idee innovative su come prenderci cura dei collaboratori”. “Per noi fare welfare -ha aggiunto- è avere un’interlocuzione costante coi dipendenti e dare anche alla Diversity la possibilità di esprimersi in azienda nelle sue varie forme. E non solo per i dipendenti, ma anche per tutta la sua famiglia”.
“La nostra promessa di cura verso le persone -ha osservato Chiuppi- è rivolta a ciò che manca: una grande attenzione all’intelligenza emotiva, a cogliere i segnali deboli e a cercare di guidare le persone verso qualcosa di realizzabile per loro. Il contesto sociali è importante facciamo azioni di volontariato, mettiamo in partnership i nostri pensionati o pensionandi con delle associazioni di beneficenza. Welfare è sentirsi a proprio agio in un posto e essere in salute”.
Al panel è intervenuta anche Angela Lepore, Group HR Director SeCo, azienda leader dal punto di vista tecnologico che si occupa di IoT e Intelligenza Artificiale, con 1.000 persone in 3 continenti per la maggiore parte in Europa. Una popolazione aziendale ‘esigente? “In azienda ho 5 generazioni -ha risposto Lepore- e il welfare ha rappresentato uno strumento di unificazione delle generazioni perché ognuna di queste ha trovato all’interno di questo strumento digitale, la possibilità di portarsi a casa, aiutato da noi in una riflessione sul suo momento di vita, ciò che gli serviva”.
“Se si è vicini alla pensione -ha esemplificato Lepore- può essere che attraverso il portale di welfare, si abbia la necessità di riflettere su qualche strumento previdenziale. Se invece si è molto giovani, si ha la possibilità di accedere a un percorso formativo. Questo ha permesso di creare un sistema di reward, a livello generazionale, che ha fatto riflettere le persone su come utilizzare al meglio quello che di fatto è una parte di retribuzione favorita dal legislatore”.
Angelo Viti, Cluster HR Director Transcom Worldwide Italia spa, azienda multinazionale del settore Bpo (Business Process Outsourcing) per clienti global di alto profilo, (Viti è responsabile delle risorse umane per Italia, Albania, Croazia, Ungheria e Tunisia, in tutto 4.000 persone), ha portato la voce di un settore complesso e che viaggia su tempi veloci.
“In realtà -ha spiegato- è proprio l’ambito giusto per mettere a terra degli strumenti a favore dei dipendenti, ovviamente anche con beneficio dell’azienda. Ho iniziato l’avventura in Transcom da 7 mesi e oggi una delle mie principali sfide è riuscire a raccogliere quello che già fa e poi farlo ripartire in maniera più strutturata”. “Dalle mie precedenti esperienze lavorative mi porto dietro -ha concluso Viti- che il welfare è sicuramente un esercizio tecnico, dove devi avere le persone e le competenze giuste per applicarlo, ma è anche e soprattutto un esercizio di comunicazione: devi spiegare alle persone qual è il tuo intento, perché ha interesse a prendere crediti welfare e non il pari valore in busta paga e, fondamentalmente, devi andare incontro alle sue esigenze”.

Lavoro 29 Sep 2022 16:02 CEST

Primo Welfare Day, la digital trasformation aiuta azienda e lavoratori

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – Si è svolta oggi, la prima edizione del Welfare Day, l’evento dedicato al welfare development e alla digitalizzazione dei servizi di welfare, organizzato da Comunicazione Italiana e promosso da Sodexo Benefits and Rewards Services. L’evento, di cui Adnkronos […]

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – Si è svolta oggi, la prima edizione del Welfare Day, l’evento dedicato al welfare development e alla digitalizzazione dei servizi di welfare, organizzato da Comunicazione Italiana e promosso da Sodexo Benefits and Rewards Services. L’evento, di cui Adnkronos è Main Media Partner, si è tenuto presso gli studi TV “Community House” in Roma, con relatori e ospiti in presenza e con la possibilità di seguire l’evento in Live Streaming su comunicazioneitaliana.tv. Un appuntamento di rilievo nazionale, rivolto a HR Manager, Welfare Manager, professionisti e consulenti quotidianamente impegnati a riflettere ed escogitare nuove soluzioni in campo welfare e benefit, con l’ausilio della digital transformation.
Al centro della mattinata di interventi, una domanda fondamentale: come coniugare le potenzialità del digitale e della tecnologia con le nuove esigenze del corporate welfare, in termini di flessibilità e ampiezza dell’offerta. Un welfare che non è più soltanto strumento premiale, bensì viceversa parte di una strategia più ampia e complessa di attrazione e ritenzione dei talenti, oltre che di attenzione delle imprese ai propri collaboratori.
Ospiti in studio e pubblico collegato hanno potuto ascoltare le esperienze, i punti di vista, le criticità incontrate e la visione del futuro di aziende leader del panorama italiano e internazionale – tra cui Autostrade per l’Italia, Vodafone Italia, Impresa Pizzarotti, Zurich Italia, Terna – per voce dei loro direttori e direttrici HR e responsabili del welfare.
Oltre alle tre tavole rotonde, particolare valore in termini di contenuto è giunto dall’intervento “Phygital Speech” di Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Sodexo Benefits and Rewards Services. Nel corso del suo intervento ha argomentato come oggi siano in particolare gli utilizzatori finali a chiedere servizi di welfare sempre più innovativi e digitalizzati, in quanto sono abituati a un utilizzo quotidiano di piattaforme digitali per finalità le più varie.
Molti gli spunti emersi nel corso della mattinata, molto sicuramente il lavoro ancora da fare per sostenere collaboratori e le loro famiglie dal punto di vista del potere d’acquisto.
Ma chi ha ascoltato, o ascolterà in differita, i contenuti di questa prima edizione del Welfare Day si porta sicuramente a casa l’idea che oggi, con il supporto di partner adeguati come Sodexo Benefits and Rewards Services, il sostegno digitale a un’offerta di welfare benefit sempre più flessibile e diversificata è già una realtà.

Ambiente 29 Sep 2022 15:40 CEST

Cipro in campo per il ripopolamento dei grifoni

(Adnkronos) – Cipro ha liberato otto grifoni, nel tentativo di incrementare una popolazione un tempo fiorente e ora criticamente minacciata dall’avvelenamento. Negli ultimi decenni, il più grande uccello rapace dell’isola ha visto la sua popolazione ridursi drasticamente, fino a diventare la più piccola […]

(Adnkronos) – Cipro ha liberato otto grifoni, nel tentativo di incrementare una popolazione un tempo fiorente e ora criticamente minacciata dall’avvelenamento. Negli ultimi decenni, il più grande uccello rapace dell’isola ha visto la sua popolazione ridursi drasticamente, fino a diventare la più piccola d’Europa, a causa di avvelenamenti accidentali o del cambiamento delle tecniche di allevamento, che hanno ridotto la disponibilità di cibo. I grifoni svolgono un ruolo fondamentale nell’ecosistema, sono infatti veri e propri spazzini naturali, dato che si nutrono principalmente di carcasse, riducendo così la diffusione di malattie.

Ambiente 29 Sep 2022 15:37 CEST

Gli ambientalisti latinoamericani rischiano la vita

(Adnkronos) – Secondo un report del gruppo Global Witness, l’anno scorso sono stati uccisi più ambientalisti in America Latina che in qualsiasi altra regione del mondo, un dato che sottolinea la crescente minaccia per gli attivisti di questa parte del mondo ricca di risorse. Dei 200 ambientalisti uccisi […]

(Adnkronos) – Secondo un report del gruppo Global Witness, l’anno scorso sono stati uccisi più ambientalisti in America Latina che in qualsiasi altra regione del mondo, un dato che sottolinea la crescente minaccia per gli attivisti di questa parte del mondo ricca di risorse. Dei 200 ambientalisti uccisi a livello globale nel 2021, tre quarti provenivano dall’America Latina, secondo il rapporto. Il totale è inferiore ai 227 uccisi nel 2020, ma rappresenta un aumento per Paesi come Messico, Brasile, Nicaragua e Perù, che insieme rappresentano poco più della metà delle morti totali.

Ambiente 29 Sep 2022 15:34 CEST

Senza precedenti lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri

(Adnkronos) – I ghiacciai svizzeri si stanno sciogliendo come mai prima d’ora. E’ quanto emerge da uno studio che ha rilevato un calo del volume dei ghiacci del 6% quest’anno, che si aggiunge alle crescenti preoccupazioni per gli effetti del riscaldamento globale e dell’ondata di caldo estivo che […]

(Adnkronos) – I ghiacciai svizzeri si stanno sciogliendo come mai prima d’ora. E’ quanto emerge da uno studio che ha rilevato un calo del volume dei ghiacci del 6% quest’anno, che si aggiunge alle crescenti preoccupazioni per gli effetti del riscaldamento globale e dell’ondata di caldo estivo che ha investito l’Europa. La contrazione dei ghiacciai del Paese ha superato il precedente record del 1998. I risultati si aggiungono a un altro studio pubblicato il mese scorso, secondo il quale i 1.400 ghiacciai svizzeri hanno perso più della metà del loro volume totale dall’inizio degli anni Trenta.

Lavoro 29 Sep 2022 15:29 CEST

Energia, 68% delle cooperative finanziate da CFI è in difficoltà

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – La crisi energetica mette in ginocchio le imprese. Il 68 per cento delle cooperative partecipate da Cfi-Cooperazione Finanza Impresa denuncia una perdita di redditività e per una cooperativa su tre l’aumento dei costi induce a produrre in perdita. Questo il […]

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – La crisi energetica mette in ginocchio le imprese. Il 68 per cento delle cooperative partecipate da Cfi-Cooperazione Finanza Impresa denuncia una perdita di redditività e per una cooperativa su tre l’aumento dei costi induce a produrre in perdita. Questo il risultato di un approfondimento portato avanti da Cfi, finanziaria partecipata e vigilata dal ministero dello Sviluppo Economico con lo scopo di promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative.
Cfi ha sottoposto un questionario alle aziende per analizzare l’impatto degli aumenti sulla produzione. Dalle risposte risulta che i costi energetici sostenuti dalle imprese, per i primi 6 mesi del 2022, sono quasi pari a quelli dell’intero anno precedente (21.126.000 euro primi 6 mesi 2022, 22.201.000 euro tutto il 2021). Nell’ipotesi che la crescita dei prezzi si fermi ai livelli attuali, le imprese si troverebbero a fine 2022 con costi energetici più che triplicati rispetto al 2020 con una maggiore incidenza rispetto al valore della produzione di ben 6 punti percentuali (dal 5,8 del 2020 all’11,8 del 2022).
Le conseguenze sono che 1 cooperativa su 3 (il 30%) si sta già attivando per contenere i costi e trovare soluzioni; 1 cooperativa su 3 (il 30%) non ha ancora identificato soluzioni e/o non dispone delle risorse finanziarie necessarie. Inoltre quasi 2 cooperative su 3 (il 61%) sono interessate a valutare investimenti per l’efficientamento energetico. Per 1 cooperativa su 5 (il 21%), oltre ai problemi di redditività, esistono difficoltà finanziarie di breve periodo quali: fabbisogno di liquidità per gestire lo scaduto o necessità di garanzie per i contratti di fornitura.
“E’ una situazione molto preoccupante – commenta Mauro Frangi, presidente di CFI – che in molti casi rischia di minare il futuro stesso delle imprese e della rilevante occupazione che generano. Per oltre 2 imprese su 3 i rincari hanno impattato pesantemente sulla redditività. Per la metà di loro, l’impossibilità di ribaltare i maggiori costi sui prezzi di vendita significa lavorare in perdita. E poi, pesano le tensioni finanziarie conseguenti che riguardano direttamente almeno 1 cooperativa su 5 che denuncia fabbisogni aggiuntivi di liquidità per garantire il pagamento delle bollette o richieste di pesanti garanzie da parte dei fornitori per la sottoscrizione dei contratti”.
“Il consiglio di amministrazione di CFI – dice il presidente Mauro Frangi – ha messo in campo una pluralità di azioni per cercare di garantire alle imprese il necessario accompagnamento e supporto in una fase così difficile. Sul fronte della finanza, a breve cercheremo di costruire risposte specifiche lavorando in stretta sinergia con Cooperfidi Italia e Banca Etica, soggetti di cui siamo soci. Metteremo a disposizione delle imprese gli strumenti finanziari della Legge Marcora per garantire il sostegno diretto agli investimenti di efficientamento energetico programmati dalle cooperative”.
“E infine – precisa – lavoreremo a costruire stabili e qualificate partnership tecnologiche e finanziarie con soggetti specializzati per supportare le imprese nella pianificazione e realizzazione degli investimenti di efficientamento energetico”.

Lavoro 29 Sep 2022 15:28 CEST

Energia, 68% delle cooperative finanziate da CFI è in difficoltà

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – La crisi energetica mette in ginocchio le imprese. Il 68 per cento delle cooperative partecipate da Cfi-Cooperazione Finanza Impresa denuncia una perdita di redditività e per una cooperativa su tre l’aumento dei costi induce a produrre in perdita. Questo il […]

Roma, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – La crisi energetica mette in ginocchio le imprese. Il 68 per cento delle cooperative partecipate da Cfi-Cooperazione Finanza Impresa denuncia una perdita di redditività e per una cooperativa su tre l’aumento dei costi induce a produrre in perdita. Questo il risultato di un approfondimento portato avanti da Cfi, finanziaria partecipata e vigilata dal ministero dello Sviluppo Economico con lo scopo di promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative.
Cfi ha sottoposto un questionario alle aziende per analizzare l’impatto degli aumenti sulla produzione. Dalle risposte risulta che i costi energetici sostenuti dalle imprese, per i primi 6 mesi del 2022, sono quasi pari a quelli dell’intero anno precedente (21.126.000 euro primi 6 mesi 2022, 22.201.000 euro tutto il 2021). Nell’ipotesi che la crescita dei prezzi si fermi ai livelli attuali, le imprese si troverebbero a fine 2022 con costi energetici più che triplicati rispetto al 2020 con una maggiore incidenza rispetto al valore della produzione di ben 6 punti percentuali (dal 5,8 del 2020 all’11,8 del 2022).
Le conseguenze sono che 1 cooperativa su 3 (il 30%) si sta già attivando per contenere i costi e trovare soluzioni; 1 cooperativa su 3 (il 30%) non ha ancora identificato soluzioni e/o non dispone delle risorse finanziarie necessarie. Inoltre quasi 2 cooperative su 3 (il 61%) sono interessate a valutare investimenti per l’efficientamento energetico. Per 1 cooperativa su 5 (il 21%), oltre ai problemi di redditività, esistono difficoltà finanziarie di breve periodo quali: fabbisogno di liquidità per gestire lo scaduto o necessità di garanzie per i contratti di fornitura.
“E’ una situazione molto preoccupante – commenta Mauro Frangi, presidente di CFI – che in molti casi rischia di minare il futuro stesso delle imprese e della rilevante occupazione che generano. Per oltre 2 imprese su 3 i rincari hanno impattato pesantemente sulla redditività. Per la metà di loro, l’impossibilità di ribaltare i maggiori costi sui prezzi di vendita significa lavorare in perdita. E poi, pesano le tensioni finanziarie conseguenti che riguardano direttamente almeno 1 cooperativa su 5 che denuncia fabbisogni aggiuntivi di liquidità per garantire il pagamento delle bollette o richieste di pesanti garanzie da parte dei fornitori per la sottoscrizione dei contratti”.
“Il consiglio di amministrazione di CFI – dice il presidente Mauro Frangi – ha messo in campo una pluralità di azioni per cercare di garantire alle imprese il necessario accompagnamento e supporto in una fase così difficile. Sul fronte della finanza, a breve cercheremo di costruire risposte specifiche lavorando in stretta sinergia con Cooperfidi Italia e Banca Etica, soggetti di cui siamo soci. Metteremo a disposizione delle imprese gli strumenti finanziari della Legge Marcora per garantire il sostegno diretto agli investimenti di efficientamento energetico programmati dalle cooperative”.
“E infine – precisa – lavoreremo a costruire stabili e qualificate partnership tecnologiche e finanziarie con soggetti specializzati per supportare le imprese nella pianificazione e realizzazione degli investimenti di efficientamento energetico”.

Lavoro 29 Sep 2022 14:55 CEST

Innovazione: Welfare experience, perché è l’ora della digitalizzazione

In Europa sul fronte della digitalizzazione, l’Italia è il Paese che sta crescendo di più -le agevolazioni del Dl Aiuti

Roma, 29 set. (Labitalia) – “Il digitale è elemento ormai sempre più diffuso e centrale nella vita quotidiana di lavoratori e consumatori. E anche i servizi di welfare devono adattarsi a questa trasformazione”; questo, in sintesi, quanto emerge dai dati raccolti da Sodexo Benefits & Rewards Services Italia e presentati alla prima edizione di Welfare Day. Non stupiscono, ad esempio, le stime recentemente pubblicate da Desi (Digital Economy and Society Index), il monitor della Commissione europea che analizza lo stato di digitalizzazione dei Paesi membri. L’Italia quest’anno può vantare un primato: quello di Paese che più sta crescendo su questo fronte in Europa nel 2022.
È un percorso di sviluppo che coinvolge diversi aspetti della società e della vita di ognuno di noi. Così, come sottolineato da Sodexo Benefits & Rewards Services, se già nel biennio 2020-2021 si erano registrati numeri interessanti, aumentano, anche per il 2022 in maniera considerevole – e oltre le aspettative – i pagamenti digitali con carta e le transazioni contactless, sempre più smart e condotte tramite dispositivi wearable, così come l’e-commerce (che, secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, quest’anno ha registrato un +14%, andando a superare i 45 miliardi di € ).
Dalla sfida posta dalla digitalizzazione non è esente il mondo del lavoro e del welfare aziendale che nel 2022 ha vissuto importanti novità (in particolare dal punto di vista normativo) ma che già nel biennio precedente aveva registrato dinamiche di cambiamento significative dal punto di vista dei modelli organizzativi e aziendali. Le aziende sono, infatti, sempre più interessate a integrare piattaforme digitali per la gestione dei servizi di welfare e, soprattutto, di benefit offerti ai propri collaboratori, in grado di consentire un facile accesso da remoto.
Un esempio di questa integrazione è Sodexo Multi, la smart card di Sodexo che coniuga tutta la flessibilità dei buoni pasto con una user experience digitale e di pagamento, rinnovata. Un prodotto in grado di anticipare alcuni dei principali trend globali del settore welfare, tra cui spicca quello di unici e-wallet dedicati alla raccolta di tutti i benefit aziendali, sempre più diffusi a livello internazionale. Con Sodexo Multi, infatti, Sodexo Benefits & Rewards Services propone per il mercato italiano una smart card altamente innovativa per la gestione dei benefit aziendali, full online e perfettamente integrata alla mobile app proprietaria MySodexoBenefits.
Grazie a tale sistema, Sodexo Multi consente di effettuare transazioni in pochi secondi direttamente dalla home della mobile app Sodexo (sollevando così l’utilizzatore dalla necessità di avere la card sempre con sé) e di monitorare il saldo dei buoni pasto e le operazioni svolte molto facilmente. Il tutto avendo a disposizione i buoni pasto su ogni dispositivo e sulla card stessa, senza doverli gestire in cloud: ogni transazione effettuata, infatti, aggiorna il database in tempo reale.
Le imprese hanno così oggi, grazie proprio alla digitalizzazione, strumenti estremamente interessanti per supportare i propri collaboratori e aumentarne ingaggio e motivazione. Diventa, poi, sempre più chiaro il rilievo strategico del welfare aziendale per affrontare le considerevoli trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, con strumenti sempre più innovativi.
“Investire nella digitalizzazione del welfare, come ci raccontano i dati che abbiamo raccolto, rappresenta una grande opportunità per le imprese -commenta Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Sodexo Benefits & Rewards Services Italia-, poiché i nuovi strumenti digitali a nostra disposizione consentono di creare una connessione sempre più stretta tra azienda e dipendenti, semplificando notevolmente i processi per le HR (nonché la fruizione per i dipendenti) e intercettando in modo innovativo i nuovi bisogni delle persone (e degli utenti). Sono proprio i nostri collaboratori, oramai perfettamente a loro agio nell’utilizzo quotidiano di app e piattaforme digitali, a richiedere soluzioni smart di questo tipo”.
“L’impegno di Sodexo in un ambito così cruciale -continua Mazzini- si sostanzia non solo con lo sviluppo di strumenti come Sodexo Multi, ma anche con iniziative quali Welfare Day, dove abbiamo chiamato a raccolta alcune delle più importanti realtà aziendali del nostro paese per discutere di processi, digitalizzazione e innovazione”.
Negli ultimi anni, la normativa ha evidenziato la volontà del legislatore a incentivare l’utilizzo dei fringe (o flexible) benefit per i lavoratori, che possono comporre liberamente il proprio paniere di beni e servizi da acquistare attraverso il budget assegnato. Uno strumento che, in modo bidirezionale, consente al lavoratore di scegliere ciò che gli è più utile e all’azienda di andare incontro alle esigenze specifiche dei dipendenti. Tra le soluzioni proposte da Sodexo Benefit & Rewards Services spiccano così i Buoni Acquisto Sodexo che (disponibili anche in formato digitale) permettono alle imprese di offrire in maniera veloce e pratica ai propri collaboratori massima libertà di scelta, sia in negozi fisici che online.
La soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit – raddoppiata e portata a 516€ nel corso del 2021, per poi tornare alla cifra iniziale di 258€ – è ora giunta a toccare i 600€, grazie al Decreto “Aiuti bis” varato dal Governo e recentemente approvato dal Parlamento.
Quest’anno poi, per far fronte all’impennata del costo dei carburanti, il Governo ha previsto un bonus, anch’esso interamente deducibile. Grazie così al Buono Acquisto Benzina di Sodexo Benefits & Rewards Services, le aziende potranno erogare un ulteriore ammontare di 200€ a supporto dei propri collaboratori. Una somma anch’essa interamente deducibile che porta così l’ammontare totale a 800€.
È bene ricordare che per i lavoratori, i fringe benefit rappresentano, invece, un ammontare non soggetto a contribuzione né a prelievo fiscale, dunque “netto” e liberamente spendibile. Un modo per le aziende di supportare, in una congiuntura economica delicata come quella attuale, la capacità di spesa di famiglie e imprese.

Lavoro 29 Sep 2022 14:54 CEST

Innovazione: primo Welfare Day, la digital trasformation aiuta azienda e lavoratori

Roma, 29 set. (Labitalia) – Si è svolta oggi, la prima edizione del Welfare Day, l’evento dedicato al welfare development e alla digitalizzazione dei servizi di welfare, organizzato da Comunicazione Italiana e promosso da Sodexo Benefits and Rewards Services. L’evento, di cui Adnkronos è […]

Roma, 29 set. (Labitalia) – Si è svolta oggi, la prima edizione del Welfare Day, l’evento dedicato al welfare development e alla digitalizzazione dei servizi di welfare, organizzato da Comunicazione Italiana e promosso da Sodexo Benefits and Rewards Services. L’evento, di cui Adnkronos è Main Media Partner, si è tenuto presso gli studi TV “Community House” in Roma, con relatori e ospiti in presenza e con la possibilità di seguire l’evento in Live Streaming su comunicazioneitaliana.tv. Un appuntamento di rilievo nazionale, rivolto a HR Manager, Welfare Manager, professionisti e consulenti quotidianamente impegnati a riflettere ed escogitare nuove soluzioni in campo welfare e benefit, con l’ausilio della digital transformation.
Al centro della mattinata di interventi, una domanda fondamentale: come coniugare le potenzialità del digitale e della tecnologia con le nuove esigenze del corporate welfare, in termini di flessibilità e ampiezza dell’offerta. Un welfare che non è più soltanto strumento premiale, bensì viceversa parte di una strategia più ampia e complessa di attrazione e ritenzione dei talenti, oltre che di attenzione delle imprese ai propri collaboratori.
Ospiti in studio e pubblico collegato hanno potuto ascoltare le esperienze, i punti di vista, le criticità incontrate e la visione del futuro di aziende leader del panorama italiano e internazionale – tra cui Autostrade per l’Italia, Vodafone Italia, Impresa Pizzarotti, Zurich Italia, Terna – per voce dei loro direttori e direttrici HR e responsabili del welfare.
Oltre alle tre tavole rotonde, particolare valore in termini di contenuto è giunto dall’intervento “Phygital Speech” di Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Sodexo Benefits and Rewards Services. Nel corso del suo intervento ha argomentato come oggi siano in particolare gli utilizzatori finali a chiedere servizi di welfare sempre più innovativi e digitalizzati, in quanto sono abituati a un utilizzo quotidiano di piattaforme digitali per finalità le più varie.
Molti gli spunti emersi nel corso della mattinata, molto sicuramente il lavoro ancora da fare per sostenere collaboratori e le loro famiglie dal punto di vista del potere d’acquisto.
Ma chi ha ascoltato, o ascolterà in differita, i contenuti di questa prima edizione del Welfare Day si porta sicuramente a casa l’idea che oggi, con il supporto di partner adeguati come Sodexo Benefits and Rewards Services, il sostegno digitale a un’offerta di welfare benefit sempre più flessibile e diversificata è già una realtà.

Lavoro 29 Sep 2022 14:49 CEST

Innovazione: Welfare Day, azienda e collaboratori uniti da interesse comune

Phygital talk all’evento promosso da Sodexo benefits and rewards services in collaborazione con Comunicazione Italiana

Roma, 29 set. (Labitalia) – Il welfare aziendale si ‘allarga’ e dall’iniziativa rivolta al singolo dipendente e collaboratore, impatta sempre di più su tutta la famiglia. E’ quello che è emerso dal phygital talk ‘I benefici estesi del “digital welfare”: i vantaggi per le organizzazioni e soprattutto per gli utilizzatori finali”, che si è tenuto nell’ambito del Welfare Day, evento promosso da Sodexo benefits and rewards services (che offre servizi che spaziono dai buoni pasto digitali ai punti premio per oltre 600.000 beneficiari in Italia) in collaborazione con Comunicazione Italiana, e con la Media partnership di Adnkronos. A condurre il dibattiti, Federico Luperi, direttore Innovazione & Nuovi Media (GMC) Adnkronos.
Nell’implementare i servizi di welfare, e nel digitalizzare questi ultimi, vi sono due tipologie di “utente” da tenere a mente. Uno è naturalmente l’azienda, che da un welfare ben congegnato può ricevere beneficio in termini di clima aziendale, wellbeing, attraction e retention. Ma c’è anche il lato del consumatore finale, che non include soltanto dipendenti e collaboratori, ma anche le famiglie, con tutto il portato di “caregiving” che ciò comporta.
Roberta Tribi, Head of Compensation and Performance Management Zurich Italia – Zurich Insurance Group, (in Italia 1.200 dipendenti), ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa Digital Factory, nata con l’obiettivo di “creare un vivaio” di persone con le competenze necessarie per supportare il processo di trasformazione digitale attualmente in corso in Zurich. Il progetto, completamente gratuito, ha una forte connotazione sociale ed “rivolto ai giovani alla prima esperienza, spesso figli di agenti, di distributori e clienti, che si mettono alla prova che hanno una passione per il digitale e che ci aiutano a crescere su competenze che in azienda mancano e che sono difficili da reperire sul mercato”. “Sicuramente questo porta benessere anche nei nostri collaboratori che vedono crescere i propri figli”, ha spiegato. Un modo per fare welfare per le famiglie e ‘allevare’ talenti.
Claudia Chiuppi, Head of Industrial Relations, Welfare & Administration Europ Assistance Italia (1000 dipendenti), ha ricordato che “Europe Assistance Mondo fa veramente tanta attenzione alla cura dei propri dipendenti inteso come ascolto dei desiderata”. “Abbiamo addirittura dei change agents che ci portano idee innovative su come prenderci cura dei collaboratori”. “Per noi fare welfare -ha aggiunto- è avere un’interlocuzione costante coi dipendenti e dare anche alla Diversity la possibilità di esprimersi in azienda nelle sue varie forme. E non solo per i dipendenti, ma anche per tutta la sua famiglia”.
“La nostra promessa di cura verso le persone -ha osservato Chiuppi- è rivolta a ciò che manca: una grande attenzione all’intelligenza emotiva, a cogliere i segnali deboli e a cercare di guidare le persone verso qualcosa di realizzabile per loro. Il contesto sociali è importante facciamo azioni di volontariato, mettiamo in partnership i nostri pensionati o pensionandi con delle associazioni di beneficenza. Welfare è sentirsi a proprio agio in un posto e essere in salute”.
Al panel è intervenuta anche Angela Lepore, Group HR Director SeCo, azienda leader dal punto di vista tecnologico che si occupa di IoT e Intelligenza Artificiale, con 1.000 persone in 3 continenti per la maggiore parte in Europa. Una popolazione aziendale ‘esigente? “In azienda ho 5 generazioni -ha risposto Lepore- e il welfare ha rappresentato uno strumento di unificazione delle generazioni perché ognuna di queste ha trovato all’interno di questo strumento digitale, la possibilità di portarsi a casa, aiutato da noi in una riflessione sul suo momento di vita, ciò che gli serviva”.
“Se si è vicini alla pensione -ha esemplificato Lepore- può essere che attraverso il portale di welfare, si abbia la necessità di riflettere su qualche strumento previdenziale. Se invece si è molto giovani, si ha la possibilità di accedere a un percorso formativo. Questo ha permesso di creare un sistema di reward, a livello generazionale, che ha fatto riflettere le persone su come utilizzare al meglio quello che di fatto è una parte di retribuzione favorita dal legislatore”.
Angelo Viti, Cluster HR Director Transcom Worldwide Italia spa, azienda multinazionale del settore Bpo (Business Process Outsourcing) per clienti global di alto profilo, (Viti è responsabile delle risorse umane per Italia, Albania, Croazia, Ungheria e Tunisia, in tutto 4.000 persone), ha portato la voce di un settore complesso e che viaggia su tempi veloci.
“In realtà -ha spiegato- è proprio l’ambito giusto per mettere a terra degli strumenti a favore dei dipendenti, ovviamente anche con beneficio dell’azienda. Ho iniziato l’avventura in Transcom da 7 mesi e oggi una delle mie principali sfide è riuscire a raccogliere quello che già fa e poi farlo ripartire in maniera più strutturata”. “Dalle mie precedenti esperienze lavorative mi porto dietro -ha concluso Viti- che il welfare è sicuramente un esercizio tecnico, dove devi avere le persone e le competenze giuste per applicarlo, ma è anche e soprattutto un esercizio di comunicazione: devi spiegare alle persone qual è il tuo intento, perché ha interesse a prendere crediti welfare e non il pari valore in busta paga e, fondamentalmente, devi andare incontro alle sue esigenze”.