Lavoro 23 Jul 2021 15:49 CEST

Manageritalia: “Green pass determinante per la ripresa economica”

Roma, 23 lug. (Adnkronos/Labitalia) – I settori del terziario più sensibili al distanziamento sociale come alloggio e ristorazione e arte/intrattenimento saranno lenti a riprendersi nel 2021, con tassi di crescita annuali significativamente inferiori ai cali registrati l’anno scorso. Ma ci aspettiamo […]

Roma, 23 lug. (Adnkronos/Labitalia) – I settori del terziario più sensibili al distanziamento sociale come alloggio e ristorazione e arte/intrattenimento saranno lenti a riprendersi nel 2021, con tassi di crescita annuali significativamente inferiori ai cali registrati l’anno scorso. Ma ci aspettiamo che l’eventuale diffusione dei vaccini permetta all’attività economica di tornare più vicina alla “normalità” pre-pandemia nel 2022. E’ quanto emerge dalla recente analisi dell’osservatorio del terziario Manageritalia.
“Non possiamo permetterci -afferma Mario Mantovani, presidente Manageritalia- di mettere in dubbio la ripresa economica e di conseguenza quella sociale. Questo è un realismo che va ben oltre l’aspetto economico e tocca il bene comune a livello di regole di convivenza e salute pubblica. Il green pass e l’ottimale gestione delle attività economiche, in sinergia con gli aspetti sanitari, sono una garanzia per tutti noi e anche un incentivo a dare fiducia al nostro Paese per chi, anche dall’estero, vuole venire a fare turismo e a ridare slancio all’economia più in generale”.
“Siamo in linea con quanto affermato dal premier Mario Draghi –aggiunge Mantovani- sulla necessità del green pass per evitare ulteriori chiusure e lockdown, anche solo parziali, e tenere aperte le attività economiche. Un viatico determinante non solo per il periodo estivo, ma soprattutto per mantenere condizioni di diffusione del virus che non pregiudichino la ripresa dell’attività a settembre sia sul fronte economico sia su quello sociale, con la scuola al primo posto”, continua.
“Tutti i cittadini, ma ancor più imprenditori, manager, lavoratori, professionisti e tutti gli attori del mondo del lavoro, devono trovare in opportune regole emanate dallo Stato il filo conduttore alla base degli sforzi comuni per ritornare a crescere in uno scenario che impone forti innovazioni e cambiamenti. Senza questa determinante base di partenza anche l’impatto dei fondi del Pnrr e della fiducia nella ripresa rischiano di perdere smalto ed efficacia”, aggiunge Mantovani.
“Immaginiamo che la scelta dei settori e delle situazioni da regolamentare per primi, anche quelle che si svolgono all’aperto, derivi – chiude Mantovani- da chiare evidenze scientifiche sulle maggiori probabilità di contagio, che sarebbe molto utile vedere pubblicate e analizzate. Auspichiamo che la stessa rigorosa analisi sia applicata a tutti gli ambiti e settori, in particolare agli altri luoghi di lavoro e ai trasporti”.

Lavoro 23 Jul 2021 15:32 CEST

Dl semplificazioni, Assolegno: bene ok ad accordi di foresta

Roma, 23 lug. (ADnkronos/Labitalia) – “Gli accordi di foresta sono strumenti che vogliono ridefinire la proprietà forestale: primo vero tassello per attivare una gestione attiva del bosco. Infatti, senza le dovute superfici, diviene impossibile definire una pianificazione del territorio, rendendo […]

Roma, 23 lug. (ADnkronos/Labitalia) – “Gli accordi di foresta sono strumenti che vogliono ridefinire la proprietà forestale: primo vero tassello per attivare una gestione attiva del bosco. Infatti, senza le dovute superfici, diviene impossibile definire una pianificazione del territorio, rendendo le aree marginali, come quelle montane, ancor più di difficile ammodernamento. Tale strumento può inoltre essere un volano per un razionale processo di implementazione della viabilità forestale, per facilitare l’ingresso, il taglio e le operazioni di esbosco, nonché strumento per delineare strategie attive di difesa del territorio montano e del suo contesto socioeconomico”. Lo dichiarano Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno di FederlegnoArredo, e Marco Vidoni, consigliere incaricato per il Gruppo Prime Lavorazioni a seguito dell’approvazione del Dl semplificazioni che definisce nell’art.35 gli accordi di foresta, che introducono misure di semplificazione e promozione dell’economia circolare nel settore foresta-legno.
“Un risultato importantissimo per la nostra filiera che ha visto la collaborazione trasversale di tutte le forze politiche, del Mipaaf e di Uncem (Unione nazionale comuni enti montani). Come Assolegno, – spiega Marchetti- abbiamo avviato un dialogo costante con vari soggetti istituzionali, con l’obiettivo di valorizzazione alcune specie autoctone come il faggio al fine di creare un nuovo cluster industriale nazionale legato all’utilizzo della nostra materia prima. È infatti impensabile, e non più sostenibile da tutti i punti di vista, che il 33% della nostra superficie nazionale coperta da boschi sia di fatto utilizzata solo in termini marginali, per lo più per legna da ardere.
“Il bosco -conclude Marchetti- con i suoi 11 milioni di ettari deve portare ricchezza e benessere a più livelli, a partire dagli stessi proprietari, ma non si può più prescindere anche da un legittimo interesse economico legato alla sua gestione, fondamentale per riportare l’attenzione del legislatore e della stessa collettività” .L’art. 35 bis, prevede fra le altre cose “la realizzazione di interventi e di progetti volti allo sviluppo di filiere forestali e alla valorizzazione ambientale e socio-culturale; promuove sinergie tra coloro che operano nelle aree interne sia in qualità di proprietari o di titolari di altri diritti reali o personali sulle superfici agro-silvo-pastorali sia in qualità di esercenti attività di gestione forestale e di carattere ambientale, educativo, sportivo, ricreativo, turistico o culturale”.

Ambiente 23 Jul 2021 12:22 CEST

Sostenibilità, UniCredit e Sace per i progetti di Coripet

Operazione di finanziamento sostenuto da Garanzia Green Sace erogato dalla Banca in Italia, 2 mln a sostegno del consorzio nazionale

Napoli, 23 lug. – (Adnkronos) – Coripet, consorzio volontario senza fini di lucro, costituito da produttori, converter e riciclatori di bottiglie in Pet, ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro, sostenuto dalla Garanzia Green di Sace ed erogato da UniCredit. La liquidità ottenuta dal consorzio con sede a Milano, riconosciuto dal ministero dell’Ambiente nell’aprile 2018 e pienamente operativo dal secondo semestre 2020, verrà utilizzata per incrementare l’acquisto e l’installazione di eco-compattatori su tutto il territorio nazionale, al fine di raggiungere gli obbiettivi inseriti nella direttiva Sup, appena entrata in vigore.
La Direttiva stabilisce che entro il 2025, dovrà essere raccolto il 77% di bottiglie immesse a consumo, percentuale che sale al 90% nel 2029; inoltre, a partire dal 2025 le bottiglie dovranno contenere almeno il 25% di R-Pet, per arrivare al 30% nel 2030. La mission di Coripet, infatti, è proprio quella di incrementare la raccolta e il riciclo delle bottiglie in Pet, grazie alla raccolta selettiva con macchinari eco-compattatori posizionati in luoghi ad elevata intensità di passaggio pedonale, attraverso il sistema del cd “bottle to bottle” ossia realizzare da Pet riciclato nuove bottiglie.
La base sociale di Coripet è composta da 50 consorziati in rappresentanza di circa il 45% del com-parto delle acque minerali, soft drink e latte, olio e succhi di frutta.
Gli interventi finanziati, grazie all’impatto positivo in termini di mitigazione del cambiamento climatico, rientrano negli obiettivi del Green New Deal, il piano che promuove un’Europa circolare, moderna, sostenibile e resiliente. In questo ambito, Sace, istituzione a sostegno dello sviluppo del sistema Paese, riveste ruolo centrale nell’attuazione del Green New Deal sul territorio italiano.
Come previsto dal Decreto Legge “Semplificazioni” dello scorso luglio (76/2020), infatti, la società guidata da Pierfrancesco Latini può rilasciare ‘garanzie green’ su progetti domestici in grado di age-volare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili e promuovere iniziative volte a sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti.
“Quest’accordo – dichiara Andrea Casini, responsabile Corporate Italia UniCredit – ci consente di sostenere una realtà senza fini di lucro che ha una mission importante per la tutela dell’ambiente. Desideriamo dare il nostro contributo anche in ottica di sostenibilità ambientale e l’operazione siglata con Coripet ne è una dimostrazione concreta. Ancora una volta siamo vicini alle esigenze del territorio sui cui operiamo, soprattutto in un contesto di incertezza come quello in cui ci troviamo”.
Per Corrado Dentis, presidente Coripet, “l’intesa raggiunta segna una tappa fondamentale nel nostro percorso, in quanto rappresenta un’accelerazione significativa per l’installazione degli eco-compattatori sul territorio nazionale. Alla luce della Direttiva Sup, recentemente entrata in vigore a livello comunitario, emerge più che mai l’esigenza di incrementare gli standard di raccolta e avvio a riciclo delle bottiglie Pet, al fine di essere in linea con gli obbiettivi indicati dal legislatore Ue”.
“Siamo orgogliosi – sottolinea Mario Bruni, responsabile Mid Corporate di Sace – di supportare i piani di crescita sostenibile di un‘importante realtà come il consorzio Coripet, impegnato su tutto il territorio nazionale nella raccolta differenziata e selettiva delle bottiglie in pet. Con questa opera-zione, in linea con il nostro ruolo centrale nell’ambito del Green New Deal italiano, Sace conferma ancora una volta il suo concreto sostegno in favore di progetti in grado di agevolare la transizione ecologica del Paese, driver fondamentale per la ripresa dell’economia”.
Coripet è stata assistita da Pirola Corporate Finance in qualità di Advisor Finanziario, che ha sup-portato il consorzio nella negoziazione dell’operazione di funding con Unicredit e Sace.

Lavoro 23 Jul 2021 10:33 CEST

Webuild: sblocco grandi opere per il rilancio dell’occupazione

Roma, 23 lug. (Adnkronos/Labitalia) – La ripartenza dell’occupazione passa dai cantieri per le grandi opere. Una per tutte: il tunnel ferroviario del Brennero, di cui Webuild si è aggiudicata la realizzazione, vale da solo 15 mila posti di lavoro. Il settore delle costruzioni sarà centrale per la ripresa […]

Roma, 23 lug. (Adnkronos/Labitalia) – La ripartenza dell’occupazione passa dai cantieri per le grandi opere. Una per tutte: il tunnel ferroviario del Brennero, di cui Webuild si è aggiudicata la realizzazione, vale da solo 15 mila posti di lavoro. Il settore delle costruzioni sarà centrale per la ripresa anche secondo Manpower, che nel terzo trimestre del 2021 prevede un saldo positivo del 7% tra entrate e uscite nel mercato del lavoro e sottolinea che la spinta arriverà proprio dalle assunzioni nel commercio (+14% sul trimestre precedente) e nelle costruzioni (+12%).
Per Webuild la creazione e la salvaguardia dei posti di lavoro rappresentano uno dei principali obiettivi di sostenibilità che il gruppo si è dato (Lavoro dignitoso e crescita economica, Sdg 8 delle Nazioni Unite). Un impatto importante è nel Sud, dove lo sblocco dei cantieri vale 17 mila occupati. Sulla Napoli-Bari Webuild è al lavoro nella tratta Apice-Hirpinia e in quella Napoli-Cancello: la linea ad alta velocità consentirà ai treni di viaggiare a 200 chilometri orari, attraversando numerosi territori a rischio spopolamento. In queste aree la messa a terra dell’opera permetterà al Pil di crescere dell’1,6 per cento.
La nuova strada statale 106 Jonica, che vede Webuild impegnato nella realizzazione del Megalotto 3, è un altro simbolo di rilancio del Mezzogiorno: porterà alla creazione di 1.500 posti di lavoro, ai quali si aggiungeranno quelli dell’indotto. In Sicilia Webuild si è aggiudicata poi il contratto per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria ad alta capacità Messina-Catania. Sull’isola il gruppo sta realizzando pure il raddoppio della linea ferroviaria Bicocca-Catenanuova, parte della linea ferroviaria Palermo-Catania che permetterà di collegare le due principali città siciliane con l’alta velocità. A Napoli invece Webuild realizzerà la stazione della linea 1 della metropolitana in corrispondenza dell’aeroporto di Capodichino. Sempre nel Mezzogiorno, infine, l’azienda guidata da Pietro Salini ha lanciato un programma per assumere 100 giovani.
Per far ripartire le costruzioni in Italia, dopo dieci anni di stallo, Webuild ha puntato sul Progetto Italia. Un’operazione di sistema di lungo termine per creare un player globale, competitivo sia sul mercato domestico che a livello internazionale, capace di salvaguardare tra i 300 e i 400 mila posti di lavoro nel settore delle costruzioni.
Avviato nel 2019 e iniziato con l’acquisizione del 65% di Astaldi da parte di Webuild, Progetto Italia si sta rivelando determinante in questa fase post-pandemica per il rilancio di un comparto che in Italia vale 8 punti di prodotto interno lordo.
Al Sud il gruppo Webuild attualmente è al lavoro su 10 grandi progetti, e altri 4 sono di recente aggiudicazione. Con questi cantieri il gruppo dà lavoro a più di 2 mila persone tra diretti e indiretti, senza considerare tutto l’indotto, con 1.700 fornitori coinvolti nei diversi progetti nel sud, con contratti complessivi del valore di circa 950 milioni di euro.

Lavoro 22 Jul 2021 18:47 CEST

Turismo: tra cibo sano e vita contadina ecco ‘Fattorie aperte in Sila’

Al via la sedicesima edizione della manifestazione sull’altopiano silano in Calabria

Cosenza, 22 lug. (Labitalia) – Cibo sano e tipico, l’aria più pulita d’Europa e distanziamento sociale naturale. Con questi ingredienti si apre la sedicesima edizione di ‘Fattorie aperte in Sila’, l’iniziativa organizzata da ‘Fattore creativo’, presentata oggi alla Bcc Mediocrati in Rende e che vedrà le aziende agricole dell’altopiano silano in Calabria accogliere, dal 24 luglio al 2 novembre, tutti coloro, grandi e piccoli, che vorranno vivere giornate di relax e vacanza a contatto con la suggestiva natura dell’altopiano e gli animali delle fattorie.
E quest’anno sono tante le novità in serbo per i turisti che sceglieranno di trascorrere le loro vacanze tra il fresco dei boschi e delle montagne silane. “E’ un’iniziativa ‘matura’ visto che siamo al 16° anno -racconta ad Adnkronos/Labitalia, Mario Grillo, tra i promotori dell’iniziativa e che con i familiari conduce ‘Fattoria Biò’, a Camigliatello Silano- ma le fattorie che aderiscono sono sempre in aumento e quest’anno abbiamo delle novità importanti, come la collaborazione con ‘Silameravigliosa’ che è un appa relativa sempre alle iniziative e ai prodotti del territorio”.
Al centro delle novità del 2021 i prodotti tipici dell’altopiano. Dal caciocavallo di podolica alla soppressata di suino nero passando per la birra agricola, la patata della Sila e le farine di grani autoctoni, l’obiettivo è deliziare i visitatori, ma non solo in fattoria. “Abbiamo realizzato un progetto con i fondi del Gal Sila per fare un ristorante a km 0 nel centro di Camigliatello Silano e valorizziamo i prodotti del territorio. Sarà il primo ristorante con la Sila ‘raccontata’ nei piatti. Quindi oltre che negli agriturismi portiamo questo progetto anche nel centro di Camigliatello, in un bar storico come quello Leonetti, che ha sposato la nostra filosofia usando tutte le nostre materie prime. Quindi si crea questa sinergia prodotti-territorio-cucina tipica”, spiega ancora Grillo.
Ma il ‘cuore’ dell’iniziativa restano le fattorie, con la possibilità per i visitatori di ‘vivere’ i diversi momenti della giornata contadina. “Visite guidate gratuite in azienda -racconta Grillo- possibilità di vedere la lavorazione dei prodotti agricoli e zootecnici, degustazione dei prodotti che si possono poi acquistare. Una sinergia quindi tra i prodotti e il territorio, nel ‘cuore vero’ della Sila. Si fa quindi economia circolare, aiutando le aziende agricole a stare sul territorio, questa è la vera sfida. Ci sono infatti tanti giovani che hanno fatto investimenti per produzione innovative sul territorio come la birra, le fragole, i frutti di bosco”, racconta.
E la Sila ha un’arma in più in questa estate ‘calda’ per l’allarme Covid. “Noi puntiamo tanto -sottolinea Grillo- sul fatto che abbiamo una distanza sociale naturale, questa è la nostra carta vincente. Cibo sano e distanza sociale, questo è il nostro valore aggiunto”, rimarca.
Ma ‘Fattorie aperte’ è sempre ‘work in progress’ e guarda alle prossime sfide. “Lanciamo anche ‘Fattorie aperte della Sibaritide’, realizzato utilizzando i fondi europei con il Gal. La nostra idea infatti piace e vogliamo dare una mano anche agli altri territori, con l’obiettivo di arrivare presto a ‘Fattorie aperte in Calabria’. Quindi la Sila come ‘best practice’, come apripista per un turismo vincente nella Regione”, conclude Grillo.

Lavoro 22 Jul 2021 16:48 CEST

Covid, Formazienda: formazione è strategica per maggiore sicurezza

Spada: “Il tempo stringe ma ci sono margini per prevenire la crisi”

Roma, 22 lug. (Labitalia) – La variante Delta fa paura ma il Paese non può permettersi una nuova chiusura delle attività imprenditoriali. Uno scenario che, per i fautori dell’ipotesi più pessimista, potrebbe configurarsi nel periodo autunnale ma che tutti gli attori istituzionali ed economici vogliono scongiurare. La ripresa è in moto e l’ennesima battuta d’arresto risulterebbe esiziale per il sistema Paese. La sicurezza in azienda, quindi, mentre prosegue la campagna vaccinale e si è in attesa di un ricorso massivo alla Green Pass, ha acquisito una valenza prioritaria. A sottolinearlo è Formazienda, il fondo interprofessionale di Sistema Impresa e Confsal con 110mila aziende associate per 750mila lavoratori.
“Il Covid e la conseguente emergenza sanitaria – spiega Rossella Spada, direttore di Formazienda – hanno spinto le nostre parti sociali al varo di misure inedite promuovendo una strategia preventiva, la sola che può davvero risultare efficace. Penso al progetto ‘Prospettiva Lavoro’ che ci vede parte attiva nel costruire le condizioni perché i dipendenti possano essere qualificati e riqualificati al fine di ottenere la riduzione dei rischi di contagio. Diverse regioni hanno creduto nella bontà dell’iniziativa dando il loro appoggio affinché possa radicarsi nel mondo delle imprese rimodulando le prassi di salvaguardia e conseguendo il riconoscimento della qualifica ‘Covid impresa protetta’. Il ruolo della formazione delle risorse umane diventa insostituibile soprattutto contro le varianti che stanno creando situazioni di tensione e di pericolo sulla scena internazionale. Ma abbiamo margini di manovra se interveniamo con prontezza”.
Il tema dell’incolumità degli addetti e della continuità dell’attività d’impresa investe così di un ruolo strategico l’ambito della formazione come sottolinea Formazienda. Sul piano tecnico e operativo il progetto ‘Prospettiva lavoro’ accompagna imprenditori e dipendenti in un percorso che prevede l’asseverazione di un modello di organizzazione e di gestione (Mog) o di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (Sgsl) adottato dall’azienda per minimizzare la possibilità di contagio tra gli addetti e verso terzi. Oltre a ciò, prevede l’affiancamento nel conoscere e utilizzare le innovazioni tecnologiche. Il tradizionale modello organizzativo deve essere rivisto agevolando soprattutto le piccole e medie che devono operare in un contesto dominato dall’urgenza della digitalizzazione e dell’integrazione dei mercati.
Il Fondo Formazienda, nel 2020, ha stanziato fondi per 30 milioni di euro portando a 150 milioni la cifra complessiva erogata a partire dal 2008, l’anno della fondazione. Da allora Formazienda è diventata una delle realtà più performanti nel panorama della formazione continua con 500mila persone formate e 75mila piani formativi portati a termine.
In merito alle tematiche prioritarie delle azioni di finanziamento, da quando è scoppiata la pandemia, Formazienda ha valorizzato al massimo il binomio innovazione e sicurezza proprio per consentire alle imprese di continuare ad operare nel mercato fornendo contemporaneamente le più elevate garanzie di protezione per il personale.
Formazienda è un fondo interprofessionale rivolto prevalentemente alle Pmi del terziario ma integra ormai quote importanti di realtà produttive manifatturiere e dell’agroalimentare. Negli ultimi anni, inoltre, è cresciuto il numero delle grandi aziende e dei gruppi strutturati. Nato nel Nord-Ovest, il fondo opera in tutte le regioni italiane e ha due sedi, una di rappresentanza a Roma mentre il quartier generale si trova a Crema, in Lombardia, nei pressi di Milano.

Lavoro 22 Jul 2021 14:59 CEST

Startup: terzo crowdfunding per Locare, in campo contro burocrazia affitti

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Occuparsi di ‘rent care’, nel settore immobiliare, significa prendersi cura della locazione e di tutto quello che comporta: a partire dalla selezione dell’inquilino per prevenire i problemi di morosità, grazie ai controlli su affidabilità e solvibilità. La startup […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Occuparsi di ‘rent care’, nel settore immobiliare, significa prendersi cura della locazione e di tutto quello che comporta: a partire dalla selezione dell’inquilino per prevenire i problemi di morosità, grazie ai controlli su affidabilità e solvibilità. La startup Locare abbatte le difficoltà burocratiche e accompagna le agenzie immobiliari partner e i proprietari, in tutto il percorso che va dalla stipula del contratto alla cessazione. Come? Offrendo esperienza e strumenti di facile utilizzo, così da semplificare e rendere più sicure le procedure di affitto. Il 2020 ha comportato un inevitabile rallentamento nella crescita degli affitti, a causa della pandemia da Covid-19 ma nonostante la crisi globale, forte del suo modello di business, Locare ha fatturato 240.000 euro, emettendo oltre 500 contratti di tutela della locazione.
La società ha già partecipato a due campagne di equity crowdfunding, nell’anno 2018 e a fine 2019, con valutazioni pre-money crescenti. Oggi, con la sua terza campagna di raccolta appena partita su BacktoWork, Locare si prepara a potenziare la propria piattaforma e investire nell’assunzione di nuovo personale. Locare offre alle agenzie immobiliari e ai loro clienti (proprietari di case, box e spazi commerciali) una piattaforma completa di tutti gli strumenti per la gestione e la tutela degli affitti, abitativi e non. Grazie alla sua tecnologia proprietaria e al suo team di esperti, Locare può prevenire o risolvere i due grossi problemi che tutti temono nel momento in cui devono decidere se dare o no in affitto una proprietà: la burocrazia e il rischio di non essere pagati.
Facile da usare, locare.online permette di creare, aggiornare e scaricare i contratti di locazione in pochi clic, usando lo strumento gratuito Compilaffitto. Non solo: anche tutte le operazioni che precedono e seguono il contratto di locazione possono essere facilmente portate a termine in ogni momento e da qualsiasi luogo, basta un dispositivo connesso a Internet. Alla registrazione del contratto ci pensa Locare: grazie all’opzione Registraffitto, la procedura viene completata in modo semplice e veloce al prezzo super competitivo di circa 15 euro.
Il core product di Locare si chiama Salvaffitto, una formula che tutela i proprietari da ogni possibile difficoltà nella riscossione del canone e nella liberazione della proprietà in caso di sfratto, al costo di una sola mensilità a contratto (in media poco più di 600 euro). “Salvaffitto è il primo prodotto non assicurativo sul mercato ideato per permettere di affittare case e appartamenti senza pensieri”, racconta Andrea Napoli, Ceo e co-founder di Locare.
Chi è in difficoltà difficilmente ha le risorse economiche per occuparsi della manutenzione ordinaria. Mediamente, un inquilino che smette di pagare un canone da 600 euro al mese costa al proprietario dell’immobile circa 12.000 euro tra affitti non pagati per un anno, danni all’immobile e spese legali per il recupero dei crediti e la procedura di sfratto.
“Ecco perché noi di Locare – sottolinea Napoli – abbiamo deciso di garantire ai proprietari il rimborso dei canoni non pagati fino a 12 mesi e il ripristino di eventuali danni all’immobile, oltre all’assistenza legale specializzata in caso di controversie con gli inquilini, problemi di morosità e necessità di avviare la procedura di sfratto. Ci teniamo davvero a fare in modo che quello degli affitti diventi un mercato sempre più sicuro e profittevole per tutti. Per questo abbiamo appena lanciato in partnership con il Gruppo Frimm Affittiamoci, un corso gratuito rivolto agli agenti immobiliari, che permette di diventare Rental Specialist, così che le agenzie partner possano offrire ai propri clienti un servizio di livello ancora più alto”.

Lavoro 22 Jul 2021 14:38 CEST

Fiere: Ieg pronta a ripartire in piena sicurezza con green pass e servizio Safe Travel

Espositori e visitatori garantiti al massimo livello possibile

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Ieg-Italian Exhibition Group Spa, dopo aver messo a punto per prima in Italia il protocollo Safe Business ad aprile 2020 e avervi dato seguito con numerose iniziative mirate alla sicurezza sanitaria, ora aggiunge ulteriori elementi per garantire persone e aziende presenti in fiera. Dal prossimo mese di settembre, con l’obiettivo di tutelare aziende, visitatori, fornitori e dipendenti, sarà richiesto il ‘green pass’ (o titolo equivalente) a tutti coloro che accederanno in fiera durante lo svolgimento delle manifestazioni espositive. Le prime fiere per le quali sarà necessario saranno il Macfrut a Rimini e Vicenzaoro a Vicenza.
“L’obiettivo – spiega l’ad di Ieg, Corrado Peraboni – è garantire ai nostri espositori/visitatori padiglioni Covid free, un luogo dove l’unica preoccupazione di chi vi accede deve essere quella di fare business. La richiesta di questa misura ci arriva in modo forte dalle aziende, specie quelle multinazionali, che intendono garantire la massima sicurezza ai propri collaboratori che frequenteranno le fiere dopo la riapertura di settembre. Non è un caso che il green pass sia previsto come requisito dalla grandissima maggioranza degli organizzatori fieristici europei”.
In tema di sicurezza, condividere informazioni per superare ogni difficoltà negli spostamenti è un valore prezioso da offrire a espositori e visitatori. Con questa mission, ancora prima nel nostro Paese, Italian Exhibition Group offrirà ai propri ospiti stranieri una nuova opportunità di conoscenza delle regole in tema di ingresso e permanenza in Italia. Ciò varrà ancor di più nel corso della continua evoluzione della situazione pandemica. Le informazioni offerte derivano dall’accordo siglato con lo Studio Arletti&Partners, società esperta di mobilità internazionale e che dal 1998 serve aziende e privati in materia di distacco all’estero, coprendo tutti gli aspetti di consulenza relativi alla mobilità globale.
Nei quartieri in cui opera Ieg sarà fornita puntuale e costante, quanto agile, assistenza informativa su norme e adempimenti a cui visitatori ed espositori internazionali dovranno attenersi per l’ingresso in Italia. Un servizio che riguarda l’arrivo in aereo, treno, bus o auto, che indica le disposizioni nazionali e quelle eventualmente declinate dalle Ausl nei vari territori di svolgimento delle manifestazioni. I clienti riceveranno le informazioni mediante la compilazione di un semplice form disponibile sui siti delle manifestazioni. Servirà solo indicare luogo di partenza, eventuali scali internazionali e luogo di arrivo. La risposta conterrà anche i numeri di assistenza medica territoriale. Il sistema sarà quotidianamente aggiornato rispetto ai cambi di normativa grazie a un pool di professionisti specializzati in discipline giuridiche. Qualora i clienti di Ieg avessero necessità di ulteriore assistenza sarà possibile fornire servizi customizzati.
Al protocollo Safe Business by Ieg progettato dell’aprile 2020, si sono aggiunte le adesioni ai protocolli Aefi e Ufi e l’ottenimento per Ieg, per tutte le sue sedi, dell’accreditamento di Gbac Star, il programma globale di certificazione delle pratiche, procedure e sistemi di lavoro idonei a rispondere agli standard internazionali di pulizia, sanificazione e prevenzione dei rischi infettivi per ambienti e personale promosso dal Global Biorisk Advisory Council. Le strutture di Ieg sono le uniche in Italia a potersi fregiare di questo accreditamento.
Lo scorso maggio Ieg ha aderito al progetto di Confcooperative Romagna, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna per la vaccinazione anti-Covid, sempre su base volontaria, dei propri dipendenti grazie agli hub interaziendali istituiti sul territorio romagnolo. Attività accompagnate da una costante campagna di tracciamento: tra giugno 2020 e maggio 2021 Ieg ha effettuato su base volontaria circa 900 test sierologici e tamponi di screening sulle risorse umane delle quattro sedi.

Lavoro 22 Jul 2021 14:33 CEST

Estate, ecco l’identikit dei viaggiatori post-Covid

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Agosto, il mese per eccezione dedicato alle vacanze estive, è ormai alle porte: tra viaggi all’interno dei confini nazionali e prenotazioni all’estero, molte persone stanno programmando le tanto attese ferie e con l’arrivo del green pass sarà possibile spostarsi quasi […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Agosto, il mese per eccezione dedicato alle vacanze estive, è ormai alle porte: tra viaggi all’interno dei confini nazionali e prenotazioni all’estero, molte persone stanno programmando le tanto attese ferie e con l’arrivo del green pass sarà possibile spostarsi quasi liberamente all’interno dell’Unione europea. La pandemia ha cambiato molte abitudini, e tra queste anche il modo di viaggiare degli italiani che, pur non rinunciando alle vacanze all’estero, stanno privilegiando sempre di più le ferie nel Bel Paese, con uno sguardo anche alla sostenibilità e alla valorizzazione degli operatori locali. Lo rivela un sondaggio di Freedome, startup innovativa e marketplace di esperienze outdoor, che ha condotto un’indagine sulle scelte e le intenzioni di viaggio dei cittadini italiani per il 2021-2022.
Da un’analisi dei dati emerge che, nonostante il settore sia stato duramente colpito dalla crisi sanitaria, i ripetuti lockdown e le restrizioni hanno fatto riscoprire alle persone l’importanza di poter esplorare e visitare posti nuovi; il 96% degli utenti ha, infatti, dichiarato che viaggerà nel 2021-2022 e molti di loro hanno già programmato più di una vacanza: quasi l’80% la farà durante questa estate, il 34% andrà in ferie nel periodo ottobre-dicembre 2021 e il 46% nel 2022. Le priorità legate all’attuale situazione sanitaria incidono sensibilmente sulle necessità e le scelte di viaggio: il 25% dichiara, infatti, di non sentirsi sicuro ad utilizzare i trasporti pubblici, il 53% preferisce evitare posti affollati e l’84% resterà in Italia; tra coloro che, invece, hanno scelto una vacanza all’estero ben il 23% ha optato per un viaggio fuori dai paesi Ue.
Le mete più gettonate? In cima al podio rimangono le località balneari, scelte dal 66% delle persone, il 44% degli utenti visiterà le città d’arte. Ben l’87% ha, inoltre, dichiarato che svolgerà attività outdoor durante i propri viaggi; tra le esperienze più richieste dagli italiani troviamo le escursioni in barca (58%), il trekking (41%), il rafting e canyoning (32%), le passeggiate a cavallo, le escursioni in quad, il tour in canoa o kayak (29%), il volo in mongolfiera (23%), il volo in parapendio e deltaplano (20%) e le attività di windsurf e kitesurf (14%). Le esperienze outdoor, in quanto attività all’aria aperta stanno diventando, inoltre, il trend dell’estate 2021, che privilegia il turismo di prossimità rispetto agli spostamenti ad ampio raggio: tra coloro che viaggeranno in Italia, infatti, il 44% rimarrà entro i 500 km e ben il 76% privilegerà la macchina per gli spostamenti.
La situazione attuale ha inevitabilmente influito anche sulla disponibilità di budget e di tempo, l’89% degli utenti dedicherà al proprio viaggio fino a due settimane e quasi il 40% ha dichiarato che spenderà meno di prima: il 54% ha previsto dei costi che non superano i 1.500 euro e il 21% non andrà oltre i 500 euro per l’organizzazione delle proprie ferie. Nonostante questo, ben l’83% dei rispondenti ha dichiarato che non intende utilizzare il bonus vacanze per alloggiare nelle strutture ricettive. Altro dato interessante: il 79% dei rispondenti ha dichiarato che le policy di cancellazione troppo restrittive da parte di hotel e operatori del turismo hanno influito negativamente sulla programmazione dei viaggi.
Il web, con i portali online, gli aggregatori e i marketplace, rimane il canale principale di prenotazione per l’81% degli utenti, mentre il 10% ha scelto le tradizionali agenzie di viaggio e il 21% utilizzerà il passaparola e i contatti diretti per l’organizzazione del proprio viaggio. All’appello non mancano neanche i nomadi digitali: il 5% di coloro che hanno risposto al sondaggio si trasferirà, infatti, in una località in cui poter lavorare in modo ‘smart’ e lontano dalla frenesia della vita cittadina, un numero destinato indubbiamente a diventare più alto, anche tenendo conto della crescente diffusione delle modalità di lavoro agile.
In base ai dati del sondaggio emerge, infine, come la sostenibilità non sia più un argomento di nicchia, ma sia ormai un tema sempre più importante per le persone: il 44% considera, infatti, l’attenzione all’ambiente una caratteristica fondamentale nella pianificazione delle proprie vacanze, il 14% preferisce evitare l’aereo e privilegiare auto elettriche o passaggi condivisi, il 16% ricerca strutture eco-friendly e realizzate con materiali eco compatibili, il 38% è disposto a spendere di più per ridurre l’impatto ambientale e il 54% preferisce prenotare attraverso piattaforme come Freedome – che aggrega e rende facilmente fruibili questo tipo di esperienze – per sostenere i piccoli operatori locali del turismo.

Lavoro 22 Jul 2021 14:29 CEST

Covid: Madonia (Palestre di Successo), ‘sì a green pass per non chiudere, ma dubbi etici’

Roma, 22 lug. (Labitalia) – “Da imprenditore non ho dubbi, direi si tutta la vita all’obbligatorietà del green pass, se fosse la condizione per poter restare aperti e non andare incontro a nuove chiusure, d’altronde il comparto del fitness un’ulteriore chiusura non potrebbe assolutamente […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – “Da imprenditore non ho dubbi, direi si tutta la vita all’obbligatorietà del green pass, se fosse la condizione per poter restare aperti e non andare incontro a nuove chiusure, d’altronde il comparto del fitness un’ulteriore chiusura non potrebbe assolutamente permettersela ma da un punto di vista etico ho grandi riserve a riguardo”. Così Alessandro Madonia, ceo di Palestre di Successo, sull’obbligatorietà del green pass per poter accedere ai centri fitness, settore che dall’anno scorso ha visto tanti mesi di stop e che ancora una volta è nel mirino di nuove restrizioni.
“Premetto che sono vaccinato -continua- quindi il mio non è un ragionamento sul vaccino in sè e non ho intenzione di esprimermi in tal senso, non è mio campo. E’ ovvio che ognuno è libero di pensarla come vuole, ma è certo che dobbiamo partire da un assunto, ovvero che lo Stato è garante della salute dei cittadini e poi bisogna capire, cos’è un centro fitness per il Governo? Perché se per il governo i centri fitness sono un luna park, allora sì, ci vuole l’obbligo del green pass ma se invece sono reputati luoghi nei quali si eroga salute e prevenzione, beh allora c’è qualcosa da rivedere”, spiega ancora.
“E’ ancora una volta un problema culturale, le palestre sono considerate un lusso, un di più, non una condizione necessaria per seguire uno stile di vita sano incentrato sulla prevenzione e sulla salute. Dimentichiamo inoltre, che all’interno dei centri fitness ci sono numerosi professionisti anche specialisti e a questo punto la domanda sorge spontanea, per andare da un medico occorre dunque il green pass?”, conclude Madonia.

Lavoro 22 Jul 2021 14:29 CEST

Covid: chef Circiello, ‘green pass al ristorante solo se aumentano ricoveri in terapia intensiva’

Roma, 22 lug. (Labitalia) – “L’unico compromesso per l’applicazione del green pass ai ristoranti potrebbe essere previsto in presenza di un aumento significativo di ricoveri in terapia intensiva nelle zone bianche. In questo caso, comunque, le eventuali multe o responsabilità per mancato green pass […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – “L’unico compromesso per l’applicazione del green pass ai ristoranti potrebbe essere previsto in presenza di un aumento significativo di ricoveri in terapia intensiva nelle zone bianche. In questo caso, comunque, le eventuali multe o responsabilità per mancato green pass o false attestazioni non devono essere a carico del ristorante, anche perché il cameriere che effettua il controllo alla porta non è un organo di polizia e nemmeno un organo sanitario”. È questo il commento dello chef televisivo Alessandro Circiello all’ipotesi di imputare agli esercenti della ristorazione il controllo delle attestazioni vaccinali sulla clientela.
“Tra l’altro – aggiunge Circiello – non si può controllare il green pass con le attuali app disponibili sugli smartphone ma, includendo dati sensibili, si dovrebbero acquistare degli appositi lettori di QrCode come quelli presenti negli aeroporti, con ulteriori aggravi economici per il comparto. Attualmente, sul tavolo della Conferenza delle Regioni c’è l’idea che in alternativa si possa fare un tampone. Chiaramente, se si trattasse di un tampone rapido sarebbe facile da fare, economico e fruibile in tutte le farmacie e municipi d’Italia, quindi per viaggiare tra regioni non ci sarebbero particolari difficoltà”.
“Se invece si trattasse di un tampone molecolare, allora l’iter sarebbe molto più complesso, molto più costoso e soprattutto – avverte – andrebbe prenotato settimane prima nelle poche strutture in cui è disponibile, oltre a richiedere alcuni giorni per la risposta. Quindi – conclude – rappresenterebbe un problema non solo economico ma anche di tempistica. Mentre in Francia, ad esempio, i tamponi associati a green pass sono rapidi, gratuiti e capillari”.

Lavoro 22 Jul 2021 14:25 CEST

Imprese: Assocontact e Oic lanciano ‘Bollino blu’ per aziende affidabili

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Nell’ambito della progettualità condivisa tra Assocontact e Oic (osservatorio imprese e consumatori), parte da oggi il progetto rating ‘Azienda qualificata’, un bollino blu della qualità, come ulteriore attestazione della serietà e legalità con cui operano nell’ambito […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Nell’ambito della progettualità condivisa tra Assocontact e Oic (osservatorio imprese e consumatori), parte da oggi il progetto rating ‘Azienda qualificata’, un bollino blu della qualità, come ulteriore attestazione della serietà e legalità con cui operano nell’ambito del Telemarketing Legale le aziende certificate impegnate quotidianamente anche nel contrasto del telemarketing selvaggio.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo in avanti dopo la pubblicazione del decalogo per i consumatori e l’istituzione della camera di compensazione, e rafforza il Codice di autoregolamentazione introdotto di recente sempre da Assocontact e Oic. Studiato per riconoscere l’impegno assunto dalle aziende associate ad Assocontact che hanno avviato un percorso di adesione al modello organizzativo ed operativo, studiato appositamente per tutelare i consumatori finali, il bollino blu servirà a certificare che i contraenti abbiano adottato il codice procedurale in materia di telemarketing, che abbiano adempiuto agli obblighi formativi in materia di privacy e sicurezza sul lavoro e che non siano stati destinatari – nel biennio precedente il rilascio del rating – di sanzioni definitive inflitte dall’autorità di vigilanza e/o dall’autorità giudiziaria per condotte inerenti alla violazione dei dati e altre comportamenti dannosi per la clientela finale nonché che abbiano adottato tutta una serie di misure rafforzate di assistenza e tutela dei consumatori.
Assegnato a seguito del completamento di una audit interna studiata insieme dal mondo dei consumatori di Oic e dei contact center di Assocontact il rating, tradotto nel bollino blu che ne riconosce lo status di ‘azienda qualificata’, nasce anche per permettere ai consumatori di identificare un operatore che adotta un modello virtuoso seguendo regole – di comportamento e professionalità – certe e contribuendo così a creare un clima di fiducia.
“Non è una novità che tutto il nostro settore sia inviso ai consumatori, per questioni legate al comportamento e alla poca professionalità di chi opera nelle zone grigie della normativa che ci regola. Per questo motivo Assocontact ed Oic vogliono agire a tutela del consumatore e dei professionisti corretti. Lo strumento di rating che lanciamo oggi, unito al decalogo lanciato a gennaio, vanno nella giusta direzione: fare fronte comune con i consumatori, informarli sugli strumenti che hanno a disposizione per difendersi e per distinguere le aziende affidabili da quelle che non lo sono. In attesa del riassetto legislativo del comparto che promuoviamo da anni, e in anticipo con le lungaggini di politica e burocrazia”, spiega Lelio Borgherese, presidente di Assocontact.
Per Raffaella Grisafi, vice presidente di Oic si tratta di “un ulteriore passaggio di un lavoro capillare e paziente, che va avanti ormai da anni e che ha visto rafforzare sempre di più la collaborazione tra il mondo consumerista e quello delle imprese di settore in una direzione comune di individuazione di regole certe, valorizzazione dei diritti dei consumatori, certezza e diffusione dell’informazione. I risultati ottenuti con l’attività di raccolta segnalazioni e l’interazione con i consumatori ha arricchito ulteriormente il processo di ascolto attivo avviato da tempo e finalizzato ad intercettare le criticità ed individuare soluzioni concrete e percorribili perché sintesi di bisogni e meccanismi di quello che è un mondo complesso in cui convergono discipline diverse ed esigenze altrettanto eterogenee. Non solo assistenza ed informazione all’utente finale ma innalzamento dei livelli di conformità aziendale dei call center quale ulteriore strumento di tutela”, conclude.
Come ulteriore segno di trasparenza, Assocontact e Oic Consumatori daranno notizia del conseguimento di tutte le aziende che otterranno il rating, ma anche di quelle a cui la stessa verrà revocata a causa di irregolarità, nonché procederanno ad effettuare ogni attività necessaria di denuncia e segnalazione laddove dovessero ravvisare condotte lesive dei valori di trasparenza e correttezza per cui questi due mondi si stanno battendo da anni.

Lavoro 22 Jul 2021 12:00 CEST

Cifa e Confsal: firmato primo contratto collettivo nazionale di lavoro per l’Ict in Italia

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Sottoscritto da Cifa e Confsal il primo contratto collettivo nazionale di settore dell’ict valido per il triennio 2021-2024, una novità assoluta sul territorio nazionale. I contenuti sono stati validati dagli esperti del Tavolo tecnico di confronto nazionale organizzato […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Sottoscritto da Cifa e Confsal il primo contratto collettivo nazionale di settore dell’ict valido per il triennio 2021-2024, una novità assoluta sul territorio nazionale. I contenuti sono stati validati dagli esperti del Tavolo tecnico di confronto nazionale organizzato dal Centro studi InContra, presieduto da Salvatore Vigorini, con Sapienza università di Roma. Obiettivo del Ccnl è rispondere alle esigenze delle imprese e dei lavoratori del settore, sopperire all’assenza di uno strumento di regolamentazione generale del lavoro, e del livello dei trattamenti economici minimi di garanzia, e offrire una mappatura dei profili Ict, con le loro specifiche competenze, in linea con gli standard europei. A oggi, infatti, i profili professionali non erano ufficialmente riconosciuti nella loro specificità e per questo venivano impropriamente assimilati a figure afferenti ad altri settori, come quelli della metalmeccanica e del commercio.
Molte le novità, a partire dall’inquadramento contrattuale, non più suddiviso in livelli ma in categorie professionali. Esso recepisce le figure proposte dal sistema europeo e-CF e dal nostro Atlante del lavoro e delle qualificazioni, puntualmente integrate grazie all’osservatorio permanente per la mappatura di competenze digitali, nuovi profili di ruolo e nuovi modelli organizzativi, istituito nell’ambito del tavolo tecnico. Anche questo Ccnl adotta il nuovo sistema di classificazione per competenze introdotto da Cifa e Confsal.
Tra gli istituti innovativi, il premio di performance, da corrispondere al lavoratore che raggiunga gli obiettivi concordati. Per le parti sociali, infatti, è importante definire nuovi parametri di valutazione del lavoro, privilegiando i criteri di responsabilità e di efficacia rispetto al monte ore lavorato. Per sostenere l’inserimento e il reinserimento in azienda sono stati attivati processi di onboarding, per i neoassunti, e di re-employment, per particolari categorie svantaggiate. In entrambi i casi sono previste iniziative di job rotation e attività di formazione continua, con l’intento di favorire la diversificazione delle competenze e lo sviluppo delle potenzialità inespresse. Il preavviso attivo è invece destinato alla ricollocazione dei lavoratori in uscita, come politica attiva di sostegno all’occupazione e alla mobilità. Vengono regolamentati lo “scatto di competenza” e la “certificazione contrattuale delle competenze”, con cui si riconosce un valore economico alla crescita professionale del lavoratore, crescita supportata dalla formazione finanziata da Fonarcom, il fondo interprofessionale di Cifa e Confsal.
Grande attenzione anche al welfare. Introdotto l’obbligo di iscrivere i lavoratori al fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanarcom. Vengono riconosciuti servizi di welfare di un valore minimo di 150 euro l’anno, aumentato di ulteriori 25 euro per ogni componente del nucleo familiare. Ampio spazio, infine, alla contrattazione di secondo livello per sostenere le aziende nell’introduzione di misure di flessibilità e d’innovazione dei modelli organizzativi, tra cui il ricorso al lavoro agile, opportunamente regolamentato dall’accordo interconfederale sottoscritto dalle parti sociali lo scorso 25 febbraio 2021.
Per Andrea Cafà, presidente di Cifa, “finalmente questo settore acquisisce una propria dignità contrattuale così come i suoi professionisti. Si tratta di un ambito in forte crescita sia per le piccole che per le grandi imprese. Il Ccnl favorisce le organizzazioni agili spingendo sempre di più verso una contrattazione aziendale e individuale”.
Per il segretario generale di Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, “viene data una risposta al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nel settore. La chiarezza del Ccnl favorisce l’occupabilità dei professionisti di cui le imprese sentono un grande bisogno”.

Lavoro 22 Jul 2021 08:48 CEST

Imprese: Soldo chiude round C record di 180 mln di dollari con Temasek come lead investor

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Soldo, la principale piattaforma europea per lo spend management aziendale, annuncia la chiusura del round di finanziamento C per un valore di 180 milioni di dollari, un record europeo per la categoria spend management. La raccolta è stata guidata da Temasek, uno dei principali […]

Roma, 22 lug. (Labitalia) – Soldo, la principale piattaforma europea per lo spend management aziendale, annuncia la chiusura del round di finanziamento C per un valore di 180 milioni di dollari, un record europeo per la categoria spend management. La raccolta è stata guidata da Temasek, uno dei principali investitori globali con un portafoglio che include Adyen, Dell, Paypal e Visa. Il round ha visto la partecipazione di nuovi investitori come Sunley House Capital, il fondo crossover Advent International, Citi Ventures, e la riconferma di fondi come Accel, Battery Ventures, Dawn Capital e Silicon Valley Bank per il debt financing. Goldman Sachs ha agito come agente di collocamento esclusivo di Soldo.
Questo investimento segue una impressionante crescita x4 del volume di spesa aziendale gestito da Soldo rispetto al round B, nonostante il difficile contesto macroeconomico attuale.
Il nuovo round consentirà a Soldo, la piattaforma europea per la gestione automatizzata delle spese aziendali che offre alle aziende visibilità in tempo reale nel controllo dei costi, di accelerare lo sviluppo del prodotto e l’espansione su tutto il mercato europeo, che si stima abbia un valore di 170 miliardi di dollari all’anno. Servendo oltre 26mila clienti, dalle piccole e medie imprese alle imprese globali in più di 30 paesi, Soldo è nella posizione migliore per aiutare le aziende a gestire ogni propria spesa, trasferte aziendali, online advertising, gestione dei fornitori, licenze software o qualunque altra tipologia di gestione dei costi. Tra i suoi clienti ci sono Mercedes Benz, Gymshark, GetYourGuide, Endemol, Bauli e Brooks Running.

Ambiente 21 Jul 2021 16:43 CEST

Veicoli elettrici, Basf e Porsche insieme per le batterie di ultima generazione

Roma, 21 lug. – (Adnkronos) – Basf è stata scelta da Cellforce Group, joint venture tra Porsche e Customcells, per collaborare allo sviluppo di celle per batterie agli ioni litio di ultima generazione. L’accordo prevede che Basf fornisca i materiali attivi del catodo Ncm Hedtm ad elevata energia […]

Roma, 21 lug. – (Adnkronos) – Basf è stata scelta da Cellforce Group, joint venture tra Porsche e Customcells, per collaborare allo sviluppo di celle per batterie agli ioni litio di ultima generazione. L’accordo prevede che Basf fornisca i materiali attivi del catodo Ncm Hedtm ad elevata energia per contribuire alla produzione di celle da batteria a ricarica rapida ed elevata densità energetica. Le batterie ad alte prestazioni verranno poi prodotte da Cellforce Group, con sede a Tubinga, in Germania. Si prevede che lo stabilimento avvii la produzione nel 2024 con un’iniziale capacità annuale di 100 MWh, in grado di alimentare 1.000 veicoli per sport motoristici ad alte prestazioni.
Grazie allo stabilimento finlandese di Harjavalta, che produce i precursori dei materiali attivi catodici e a quello tedesco di Schwarzheide, specializzato in materiali catodici attivi Basf sarà in grado di fornire materiale per batterie per un’offerta responsabile e, al contempo, affidabile che punta a ridurre al minimo la carbon footprint lungo l’intera catena del valore, a partire dal 2022. Poi, per chiudere il ciclo produttivo in un’ottica circolare, gli scarti derivanti dal futuro stabilimento di Cellforce Group saranno trattati nell’impianto prototipale Basf per il riciclo delle batterie, sempre a Schwarzheide. Litio, nichel, cobalto e manganese saranno, quindi, riciclati in un processo idrometallurgico e nuovamente inseriti nel ciclo produttivo di materiali catodici attivi Basf.
“Non vediamo l’ora di collaborare con Porsche e Cellforce Group allo sviluppo delle batterie ad alte prestazioni per veicoli elettrici perseguendo l’obiettivo comune di una mobilità più sostenibile – ha dichiarato Markus Kamieth, membro del Consiglio di amministrazione di Basf Se – Grazie alle solide competenze che vantiamo in Ricerca e Sviluppo, adatteremo i nostri materiali catodici attivi alle particolari esigenze di Porsche”.
Inoltre, ha sottolineato Kamieth, “i nostri efficienti processi produttivi, l’elevata percentuale di energia rinnovabile impiegata nei nostri impianti e l’integrazione nel processo di approvvigionamento delle materie prime, unite ai brevi tragitti per il trasporto dei materiali, garantiranno a Porsche una posizione di leadership nel settore a livello di emissioni di CO2. Senza dimenticare che, grazie al riciclo delle batterie, possiamo anche garantire la conservazione dei materiali utili all’interno del ciclo produttivo e ottenere un’ulteriore riduzione dell’impronta di CO2 dei nostri materiali catodici che ci aspettiamo possa arrivare fino al – 60%”.
“In qualità di produttore automobilistico, Porsche mira a divenire carbon neutral nel proprio bilancio complessivo, entro il 2030. Riduzione delle emissioni di CO2, riciclo a circuito chiuso e sostenibilità sono, quindi, sempre più in primo piano – ha affermato Michael Steiner, membro del comitato esecutivo di ricerca e sviluppo di Porsche AG – Collaborare con Basf si profila come una situazione win-win per le parti coinvolte. A giocare un ruolo di rilievo nella decisione di collaborare con Basf sono stati elementi quali la provenienza europea di nichel e cobalto, la relativa sicurezza della fornitura e il breve tragitto per il trasporto da Schwarzheide a Baden-Württemberg. Le celle da batteria e, in particolare, i materiali catodici attivi sono il fulcro del nostro interesse. Siamo molto lieti di poter portare a livello di produzione in serie una tecnologia ecologica per le celle, insieme al Gruppo Basf”.
“Con le approfondite conoscenze che vanta nel campo dei materiali catodici attivi, Basf ci supporta in un’area chiave per lo sviluppo delle celle per batteria – ha aggiunto Markus Gräf, amministratore delegato di Cellforce Group – I suoi materiali attivi del catodo mostrano un’elevata stabilità e sono ottimi, soprattutto per la ricarica veloce: esattamente le caratteristiche che Cellforce stava cercando. Basf si è, inoltre, impegnata per adeguare i propri materiali attivi catodici ai requisiti degli anodi di silicio di ultima generazione. Ultimo ma non ultimo, anche nell’area produttiva abbiamo elaborato, insieme ai colleghi Basf, un progetto per raccogliere gli scarti e reinserirli nel riciclo a circuito chiuso in modo da preservare risorse, tutelare l’ambiente e risparmiare sui costi”.

Lavoro 21 Jul 2021 16:31 CEST

Covid Italia, De Luca (Consulenti lavoro): “Licenziamento automatico per non vaccinati solo con norma ad hoc”

Roma, 21 lug. (Labitalia) – “Nell’attuale sistema giuridico italiano, non è possibile individuare una norma che faccia scattare il licenziamento automatico in caso di mancata vaccinazione. Per ottenere questo risultato, è dunque necessario un intervento normativo ad hoc, che innovi la materia, superando […]

Roma, 21 lug. (Labitalia) – “Nell’attuale sistema giuridico italiano, non è possibile individuare una norma che faccia scattare il licenziamento automatico in caso di mancata vaccinazione. Per ottenere questo risultato, è dunque necessario un intervento normativo ad hoc, che innovi la materia, superando anche i vincoli della tutela della privacy da più parti invocata”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Rosario De Luca, presidente di Fondazione studi dei consulenti del lavoro, commenta l’ipotesi di Confindustria che ha proposto l’estensione dell’utilizzo delle certificazioni verdi, cosiddetto green pass, per accedere ai contesti aziendali/lavoristici, avviando interlocuzioni con il governo ai fini di una soluzione normativa in tal senso.
“La sospensione dal salario” in caso di lavoratori non vaccinati “può avvenire in extrema ratio solo dopo che sono state verificate soluzioni alternative mirate a garantire la salute di collaboratori, clienti e luogo di lavoro”, conclude.

Lavoro 21 Jul 2021 15:13 CEST

Appalti, Webuild: sbloccarli nel rispetto della massima sicurezza per i lavoratori

(Adnkronos) – Il rispetto della massima sicurezza dei lavoratori. E’ l’obiettivo di Webuild secondo cui l’impegno per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdg 3). Una ‘linea’ che segue le indicazioni […]

(Adnkronos) – Il rispetto della massima sicurezza dei lavoratori. E’ l’obiettivo di Webuild secondo cui l’impegno per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdg 3). Una ‘linea’ che segue le indicazioni del governo che punta a sbloccare gli appalti pubblici nel massimo rispetto della sicurezza dei lavoratori.
Per il ministro del Lavoro Andrea Orlando occorre agire in questa fase su più livelli: nelle scorse settimane ha avviato le procedure per assumere altri 2100 ispettori, ma si lavora anche per rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti che operano sui luoghi di lavoro. E nel decreto Semplificazioni – elemento fondamentale per l’attuazione del Pnrr – si sottolinea che le stazioni appaltanti dovranno assicurare «una più intensa» tutela del lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori.
Per questo, in ogni cantiere del Gruppo, che nel 2020 contava 70 mila lavoratori diretti e indiretti sparsi per il mondo, opera uno staff dedicato alla valutazione del rischio, alla pianificazione e all’implementazione delle attività di formazione sulla sicurezza sul lavoro (che si sta sviluppando anche attraverso strumenti innovativi, modalità interattive, coaching in campo e docenze altamente qualificate) e alle attività di monitoraggio operativo.
Inoltre, attraverso l’adozione consapevole del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, Webuild ha consolidato e aumentato il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei dipendenti, manager, preposti e lavoratori, sul tema della sicurezza, ridotto gli incidenti sul lavoro e l’incidenza delle malattie professionali.
Il nuovo piano Esg (Environmental, social, governance), presentato dal Gruppo a fine aprile, traccia la rotta per un’ulteriore riduzione degli infortuni, già tra i più bassi del settore: durante il 2021 continuerà il programma di sviluppo della leadership ‘Safety Builders’ coinvolgendo la totalità dei cantieri italiani anche con l’allineamento di Astaldi – integrata in Webuild nei mesi scorsi – agli obiettivi del Gruppo in materia di salute e sicurezza. Verranno inoltre sviluppate nuove clausole su questi temi per il 100% dei nuovi contratti di fornitura italiani. Insomma, in un settore complesso come quello delle grandi infrastrutture, la sicurezza rappresenta la parola d’ordine, dalla progettazione all’esecuzione, in sede come in cantiere. Tecnologia e innovazione diventano così essenziali per inseguire l’obiettivo degli infortuni zero e proprio guardando a questo obiettivo il Gruppo sta sperimentando determinate tecnologie come la sensoristica applicata ai mezzi, alle impalcature e agli elmetti in grado di rilevare in tempo reale i possibili rischi, allertando i lavoratori coinvolti.
La pandemia ha rappresentato un enorme banco di prova per Webuild, che ha dimostrato grande resilienza mantenendo sostanzialmente attiva la quasi totalità dei cantieri nel mondo in linea con le disposizioni delle autorità locali. Questo risultato è reso possibile dal lavoro di una task force appositamente costituita e oggi formata da circa 650 persone dedicate alla definizione e costante aggiornamento delle misure di prevenzione e contrasto del Covid.
Ma la sicurezza passa anche dall’affidabilità delle opere. Anche su questo fronte, l’innovazione sta acquisendo un ruolo crescente e pure i costruttori investono sempre di più in tecnologia, come i sistemi di monitoraggio smart. A Genova, sul nuovo ponte San Giorgio, è all’opera per esempio un robot diagnostico per efficientare le attività di controllo ispettivo. Il robot inspection scansiona e monitora le superfici in acciaio dell’impalcato esterno per garantire i massimi livelli di sicurezza: è in grado di scattare 25 mila fotografie nell’arco di 8 ore e le immagini vengono confrontate con quelle scattate in precedenza per verificare eventuali anomalie.

Lavoro 21 Jul 2021 14:48 CEST

Lavorare all’estero? 93% pronto a remote working

Roma, 21 lug. (Labitalia) – Lavorare per un’azienda estera senza oltrepassare i confini dell’Italia? Non soltanto oggi è possibile farlo, ma per molti professionisti si tratta anche di una prospettiva allettante. Se la recente crisi sanitaria ha trasformato radicalmente il mondo del lavoro, […]

Roma, 21 lug. (Labitalia) – Lavorare per un’azienda estera senza oltrepassare i confini dell’Italia? Non soltanto oggi è possibile farlo, ma per molti professionisti si tratta anche di una prospettiva allettante. Se la recente crisi sanitaria ha trasformato radicalmente il mondo del lavoro, imponendo l’adozione di soluzioni di emergenza quali lo smart working su vasta scala, allo stesso tempo si sono palesate nuove opportunità che, nel periodo pre-pandemico, erano state esplorate poco o nulla, proprio come la possibilità di lavorare da remoto per aziende oltreconfine.
Da una recente indagine di Wyser è così emersa la volontà, tra professionisti e manager italiani, di avere un rapporto di lavoro con aziende internazionali ma dall’Italia: a dirlo è il 93% dei rispondenti su un campione di oltre millecinquecento persone. Le motivazioni sono molte e varie: per vivere un’esperienza internazionale senza allontanarsi dalla famiglia, per esplorare nuove prospettive e metodologie, per affrontare nuove sfide, per aiutare l’ambiente riducendo gli spostamenti casa-ufficio o anche per ridurre il tasso di disoccupazione.
E la mancanza di contatto umano? Non spaventa, perché “l’empatia non conosce confini’ e la componente umana ‘si può coltivare anche dietro uno schermo’ – pensieri forse frutto di un anno di social distancing. I risultati del sondaggio evidenziano la volontà dei lavoratori italiani di sfruttare a pieno le potenzialità del remote working, confermando così i dati di una ricerca Wyser del 2020 in cui il 60% degli intervistati si dichiarava pronto a cambiare lavoro in caso di un ritorno a tempo pieno in ufficio. Tali dati sono anche in linea con i trend internazionali: secondo una ricerca di McKinsey il 52% dei lavoratori desidera un futuro del lavoro più flessibile.
Se dunque, da una parte, c’è una forte propensione verso il lavoro da remoto per aziende con sede all’estero, dall’altra non manca chi farebbe l’esperienza opposta, lavorare per l’Italia da un altro Paese. Per il 42% dei partecipanti al sondaggio la Spagna rappresenta la metà più gettonata per un’esperienza professionale oltreconfine, seguita da Regno Unito (31%) e Francia (11%). Il restante 16% punta non solo a mete europee come Portogallo, Irlanda o Germania, ma guarda anche oltre, fino ad arrivare alla Cina, all’Indonesia o agli Stati Uniti. Tale scelta è dettata non solo da elementi prettamente professionali, ma anche da quelli culturali e dallo stile di vita della nazione indicata, un orientamento condiviso dal 71% degli intervistati, per cui la qualità della vita rappresenta il principale fattore da valutare nella scelta del paese estero da cui continuare a lavorare per aziende con sede in Italia.
“La dematerializzazione del luogo di lavoro apre a nuove e stimolanti opportunità per la carriera dei professionisti italiani. La possibilità di sviluppare e mantenere rapporti di lavoro da e per l’estero rappresenta una fonte di arricchimento non solo dal punto di vista professionale ma anche personale”, commenta Carlo Caporale, amministratore delegato di Wyser Italia.
“L’avanzamento tecnologico che consente ai manager di continuare ad esplorare le potenzialità legate al lavoro da remoto era già in parte diffuso nei settori finance e insurance, management, professional service e it, oggi si allarga anche ad altri ambiti. In questo contesto globale, diventa necessario per il candidato poter contare su un head hunter con una profonda conoscenza dei mercati locali, che possa quindi guidarlo nel suo percorso di carriera e individuare opportunità inaspettate”, conclude.

Lavoro 21 Jul 2021 14:45 CEST

Inail-Sistema impresa, nuova pubblicazione su Mog terziario

Roma, 21 lug. (Labitalia) – Il radicamento e la diffusione della cultura della sicurezza nell’ambito del settore terziario rappresentano, per Inail e Sistema Impresa, una priorità resa ancora più urgente dall’emergenza indotta dal Covid e che può essere perseguita fornendo alle micro, […]

Roma, 21 lug. (Labitalia) – Il radicamento e la diffusione della cultura della sicurezza nell’ambito del settore terziario rappresentano, per Inail e Sistema Impresa, una priorità resa ancora più urgente dall’emergenza indotta dal Covid e che può essere perseguita fornendo alle micro, piccole e medie imprese prassi semplificate, aggiornate e innovative. Va in questa direzione la nuova pubblicazione del 2021 dal titolo ‘Fruibilità e applicabilità dell’esempio di compilazione della modulistica del dm 13/02/2014 per un’agenzia di viaggi’, che segue la precedente edita nel gennaio del 2020. Il percorso comune intrapreso da Sistema Impresa e dall’Istituto ha prodotto un esempio di attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione (Mog) rivolto al comparto dei servizi.
“La sinergia con Inail -commenta il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza- ha prodotto benefici in materia di gestione della salute e sicurezza molteplici e ampiamente riconosciuti: l’innalzamento qualitativo dei livelli di tutela nei luoghi di lavoro; la riduzione dei costi sociali derivanti da incidenti, infortuni e malattie professionali; l’aumento dell’efficienza e delle prestazioni dell’impresa; il miglioramento della reputazione interna ed esterna dell’azienda”. “Nel terziario l’applicazione dei modelli organizzativi si configura come un aspetto problematico e di evidente fragilità. Siamo intervenuti attuando una forte semplificazione relativa alla compilazione della modulistica e alla condivisione di modelli precompilati per le micro, piccole e medie imprese. La sfida che Sistema Impresa e Inail hanno affrontato in piena sintonia ha evidenziato una volontà concorde nel diffondere una superiore consapevolezza in merito al ruolo della sicurezza interpretata come un ausilio per elevare i servizi e le prestazioni delle imprese”, continua.
La confederazione datoriale, ai fini della realizzazione del progetto, ha coinvolto gli enti bilaterali istituiti con il sindacato dei lavoratori Confsal: l’Ente bilaterale nazionale del terziario Ebiten, il Fondo paritetico Interprofessionale per la formazione continua Formazienda ed il Fondo di assistenza sanitaria integrativa Fass. Matteo Pariscenti, direttore generale di Ebiten, ha avuto un ruolo decisivo collaborando con i tecnici di Inail durante l’estensione del documento individuando i passaggi cruciali che hanno condotto alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra gli attori coinvolti. “Il lavoro che abbiamo portato a termine -spiega Pariscenti- costituisce il primo esempio di implementazione di Mog fornendo, in un periodo di crisi economica e sociale generata dalla pandemia, un punto di riferimento utile per le micro, piccole e medie imprese della filiera del turismo e della ristorazione. Sono attività particolarmente esposte in ragione del fatto che prevedono necessariamente il contatto con il pubblico. Abbiamo predisposto, insieme ad Inail, uno strumento innovativo che tutela al meglio le aziende ed i lavoratori”.

Lavoro 21 Jul 2021 14:42 CEST

Covid: Cida, ‘obbligo green pass potrebbe essere necessario’

Roma, 21 lug. (Labitalia) – “Come sindacato di manager preferiamo concentrarci sulla campagna in atto, per consentire un agevole accesso ai vaccini e una comunicazione corretta, anche al fine di agevolare la ripresa economica. Se in alcune situazioni si rendesse necessario l’obbligo del green […]

Roma, 21 lug. (Labitalia) – “Come sindacato di manager preferiamo concentrarci sulla campagna in atto, per consentire un agevole accesso ai vaccini e una comunicazione corretta, anche al fine di agevolare la ripresa economica. Se in alcune situazioni si rendesse necessario l’obbligo del green pass lo troveremmo ragionevole”. Lo ha detto Mario Mantovani, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità, in merito alle imminenti decisioni del Governo.
“La priorità è promuovere le vaccinazioni, per avere ospedali e ambienti di lavoro sicuri, lezioni scolastiche in presenza, minori restrizioni possibili negli spostamenti, nei servizi e nel turismo. Occorre persuadere le persone a vaccinarsi con un’informazione adeguata e capillare, attraverso i canali tradizionali e nei luoghi di lavoro”, continua.
“Se il numero di persone non vaccinate dovesse rimanere elevato e la situazione pandemica dovesse peggiorare, dopo un parere tecnico-scientifico degli organi competenti, spetterà al governo -continua la nota di Cida- decidere se limitare non la libertà personale ma quella di circolazione. Recentemente il presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick ha spiegato che la Costituzione insegna le regole della convivenza: esiste cioè un dovere di solidarietà politica, economica e sociale che nella Carta ha lo stesso peso dei diritti di libertà fondamentali. Spetta alla legge individuarle, definire i comportamenti corretti e applicare le relative sanzioni e ammende in caso di mancato rispetto”. “Stiamo parlando di convivenza e di responsabilità: è in quest’ambito che crediamo vada trovata la strada per proseguire con determinazione e competenza nella campagna anti-Covid. Senza dimenticare le migliaia di posti di lavoro che dipendono dall’azione di rilancio della nostra economia”, conclude Mantovani.

Lavoro 21 Jul 2021 14:10 CEST

Ict, ecco vincitori terza edizione Alperia startup factory

Roma, 21 lug. (Adnkronos/Labitalia) – Si è da poco conclusa la terza edizione di ‘Alperia Startup Factory full digital’: tra le 189 startup che hanno partecipato sono state selezionate le 4 vincitrici, che ora lavoreranno a stretto contatto con Alperia per sviluppare e realizzare i loro progetti – […]

Roma, 21 lug. (Adnkronos/Labitalia) – Si è da poco conclusa la terza edizione di ‘Alperia Startup Factory full digital’: tra le 189 startup che hanno partecipato sono state selezionate le 4 vincitrici, che ora lavoreranno a stretto contatto con Alperia per sviluppare e realizzare i loro progetti – un valore aggiunto sia per i clienti che per l’azienda. Startup Factory è un concorso per le soluzioni più innovative nel settore energetico. Possono iscriversi al concorso startup di qualsiasi parte del mondo. Inoltre, in questa edizione, per la prima volta hanno potuto partecipare anche i dipendenti di Alperia, che hanno così avuto la possibilità di realizzare le loro idee in una prospettiva di futura commercializzazione.
In un processo di selezione a più fasi vengono scelti i dieci progetti più interessanti, che vengono poi approfonditi e presentati all’Innovation Camp. Le cinque idee più promettenti vengono quindi esaminate più nel dettaglio nella fase di Proof of Concept, al termine della quale vengono infine nominati i vincitori.
I due progetti vincitori dei dipendenti Alperia sono stati Hydrosim 4.0 e Smart Roof. Il progetto Hydrosim 4.0 è focalizzato sulla sicurezza del territorio: nel concreto, la protezione dalle inondazioni grazie all’uso intelligente delle dighe. Lo strumento prevede i flussi d’acqua in arrivo nei bacini idrici tramite l’Ia (intelligenza artificiale) applicata alle previsioni meteorologiche, aiutando gli operatori a scegliere le procedure di intervento e mitigazione ideali.
Smart Roof mira a valorizzare le sedi aziendali per rinnovare la loro immagine, ridurre i costi energetici e dotarle di un’area sociale su un tetto verde con impianto fotovoltaico: energia rinnovabile prodotta da pannelli fotovoltaici, aree verdi sul tetto, area relax per i dipendenti, raccolta dell’acqua piovana per un’irrigazione intelligente. DomoSafety di Losanna (Svizzera) si occupa di soluzioni Safety @ home, cioè il miglioramento della qualità di vita dentro casa, e si rivolge agli anziani, ma non solo, grazie a varie soluzioni tecniche con supporto di emergenza 24/7.
Il progetto Uptime Analytics di Bogotá, Colombia verte sull’ottimizzazione dell’efficienza operativa ed energetica degli impianti industriali con il rilevamento delle anomalie basato sull’Ia. Alperia Startup Factory è stata avviata da Alperia nel 2018 insieme all’università di Bolzano – Facoltà di Economia – e WhatAVenture, una giovane azienda che offre sostegno alle imprese nel realizzare progetti innovativi e nuove idee.

Lavoro 21 Jul 2021 14:00 CEST

Scuola Zincani: corso di preparazione per il Concorso di Magistratura

Comunicato stampa

(Adnkronos) –
Bologna, 21/07/2021 – Concluse da poco le prove scritte per il concorso di magistrato ordinario, risulta sempre più evidente quanto risulti vincente scegliere una preparazione adeguata e sviluppata con metodo che permetta di affrontare al meglio questi concorsi complessi e impegnativi.
È prossimo il bando per il 2022 per diventare magistrato: per la prima volta da diverso tempo il governo ha annunciato due concorsi per uditore giudiziario nello stesso anno. Per rispondere al meglio all’esigenza di prepararsi a entrambi i concorsi, Formazione Giuridica Scuola Zincani ha elaborato un’unica proposta grazie alla quale sarà possibile esplorare nella teoria e nella pratica con una formula weekend tutte le questioni giuridiche più importanti del 2021 e del 2022. Il corso è stato strutturato per essere autoportante per tutti coloro che già possiedono una base istituzionale delle tre materie.
È possibile affiancare a questo, il percorso Istituti e Principi nelle tre materie che si terrà ogni venerdì pomeriggio oppure on demand (come dove e quando vuoi) per quanti non avessero la dovuta confidenza con alcune delle aree istituzionali o avessero ricordi arrugginiti. In soli nove mesi la preparazione individuale avrà il livello necessario per diventare magistrato. Le aule, a numero chiuso, avranno l’assistenza face to face del dott. Vito Zincani.
IlCorso di preparazione per il concorso di magistratura offre una preparazione completa, coniugando lo studio degli istituti fondamentali, l’approfondimento giurisprudenziale e le metodologieredazionali dell’elaborato concorsuale. Con 200 ore di lezione e più di 150 materiali esclusivi, il corso è strutturato in modo tale da affrontare le tematiche maggiormente rilevanti, trasmettendo, al contempo, una facilitazione dei processi mnemonici con una visione interdisciplinare fondata sulle categorie generali. Tutte le lezioni sviluppano concettitrasversali alle tre materie e terminano con due modelli redazionali guidati, orientati dal metodo Zincani.
Formazione Giuridica ha pensato anche a specifici percorsi dedicati ai futuri avvocati che desiderano acquisire una formazione stabile e una sicurezza nella materia giuridica che continua nella vita professionale e che diventerà uno strumento imprescindibile per affrontare ogni nuova sfida.
Ogni programma, sia di avvocatura che di magistratura, risponde alle specifiche esigenze individuali del singolo studente, in modo da accompagnarlo in un percorso completo e approfondito che gli consenta di acquisire gli strumenti pratici per rapportarsi in modo critico a ogni traccia d’esame e individuare le questioni giuridiche. Grazie a Desiderio, la piattaforma di e-learning creata ad-hoc e copyright esclusivo di Formazione Giuridica, a tutti i corsisti è consentito l’accesso a materiali, dispense e integrazioni esclusivi che ottimizzano i tempi di studio
Il dedito lavoro del gruppo Zincani per la formazione di avvocati e magistrati viene premiato dai numeri: 1000 Magistrati formati e oggi in servizio, oltre 20.000 aspiranti avvocati di cui l’84% promossi.

Formazione Giuridica Scuola Zincani non si ferma qui. Guardando all’ampliamento dell’offerta formativa ha lanciato lo spin-off Il Corsista, piattaforma dedicata alla formazione continua con corsi accreditati e di approfondimento tematico rivolti a studenti universitari e a professionisti che desiderano acquisire conoscenze più specifiche e settoriali”.
A proposito di Formazione Giuridica Scuola Zincani
Nata a Bologna nel 1956 come centro di alta formazione, Formazione Giuridica Scuola Zincani è nata da un’idea dell’Avv. Marco Zincani, avvocato patrocinatore in Cassazione, docente e formatore, autore di oltre quattrocento contributi giuridici. I corsi proposti da Formazione Giuridica hanno l’obiettivo di formare giuristi completi e trasversali.
Al fine di promuovere l’approfondimento dei temi del diritto, ogni percorso è accompagnato da una collana a firma unica che, con taglio metodologico e linguaggio tecnico, ripercorre la storia normativa. Tra i partners di Formazione Giuridica spiccano, tra gli altri, Elsa Italia – the European Law Students’ Association, la sezione nazionale della più grande associazione indipendente e no profit al mondo di studenti e neolaureati in Giurisprudenza e materie affini, e numerose libreriegiuridiche.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.formazionegiuridica.org

scrivere a [email protected] o telefonare al 051.19982953

Lavoro 21 Jul 2021 11:37 CEST

Formazione, Tecnologia e Innovazione questa la nuova proposta di Alessio Acomanni alla direzione dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi

Comunicato stampa

(Adnkronos) –
L’Università degli Studi Guglielmo Marconi sotto la Direzione del Dott. Alessio Acomanni punta sulle nuove leve dell’innovazione tecnologica e multimediale quale principale fattore strategico per determinare la crescita del sapere, lo sviluppo di competenze professionali adeguate ai fabbisogni dei mercati del lavoro al fine di competere al meglio su scala globale. Promotore e sostenitore di iniziative sistemiche per lo sviluppo del sapere digitale e della tecnologia, Alessio Acomanni con unimarconi ha di recente coordinato il progetto RE-OPEN – Remote Laboratories for Pratical Experiments on Renewable avviato lo scorso 26 aprile e cofinanziato dal Programma Erasmus+.
Roma, 21 luglio 2021. Un’iniziativa che mira in particolare a coprire il gap formativo che si è venuto a creare a seguito dello scoppio della pandemia da Covid.19 e che ha costretto molti istituti di formazione ad adattarsi repentinamente alla situazione adottando la formazione didattica adistanza. Questo ha penalizzato in particolar modo gli studenti di quelle materie come le STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) applicate al settore energetico che, necessitano dei laboratori pratici per un’adeguata acquisizione di competenze tecniche e sperimentali.
<< Criticità come queste possono essere superate grazie ai laboratori remoti che consentono agli studenti di accedere a distanza ai laboratori fisici ed eseguire una sperimentazione pratica a tutti gli effetti senza più barriere spazio temporali >> afferma Alessio Acomanni, Presidente e DG dell’Università Guglielmo Marconi.
Il progetto RE-OPEN della durata di due anni che si completerà nel 2023 , vede coinvolti un consorzio di Università e Imprese dell’Unione Europea e prevede tre step importanti:
Il primo riguarda la mappatura di tutti i laboratori pratici remoti presenti presso le Università dell’Unione Europea e la progettazione di un percorso di apprendimento basato sull’Information e Communication Technology.
Il secondo prevede la definizione di una serie di modelli e soluzioni laboratoriali da remoto sfruttando la tecnologia della Realtà Aumentata
L’ultimo la realizzazione di un vero e proprio sistema di gestione dell’apprendimento che verrà dapprima testato e convalidato da ciascuna università partner e solo in seguito diffuso all’esterno.

<< Con l’adesione al progetto RE-OPEN l’Università degli studi Guglielmo Marconi tiene fede a quello che è il suo obiettivo: perseguire sempre soluzioni innovative che soddisfino le esigenze presenti e future degli studenti per offrire loro una formazione ai più alti livelli e garantirgli l’occupabilità futura nel mondo del lavoro>> così conclude Alessio Acomanni, Direttore e Presidente Università Guglielmo Marconi.
Per maggiori Informazioni:
Direzione Marketing Prof. Tommaso Saso [email protected] – 06 377251
Ufficio Stampa Dott.ssa Roberta Sarzanini – [email protected]

Lavoro 21 Jul 2021 11:30 CEST

Formazione, Tecnologia e Innovazione questa la nuova proposta di Alessio Acomannialla direzione dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi

Comunicato stampa

(Adnkronos) –
L’Università degli Studi Guglielmo Marconi sotto la Direzione del Dott. Alessio Acomanni punta sulle nuove leve dell’innovazione tecnologica e multimediale quale principale fattore strategico per determinare la crescita del sapere, lo sviluppo di competenze professionali adeguate ai fabbisogni dei mercati del lavoro al fine di competere al meglio su scala globale. Promotore e sostenitore di iniziative sistemiche per lo sviluppo del sapere digitale e della tecnologia, Alessio Acomanni con unimarconi ha di recente coordinato il progetto RE-OPEN – Remote Laboratories for Pratical Experiments on Renewable avviato lo scorso 26 aprile e cofinanziato dal Programma Erasmus+.
Roma, 21 luglio 2021. Un’iniziativa che mira in particolare a coprire il gap formativo che si è venuto a creare a seguito dello scoppio della pandemia da Covid.19 e che ha costretto molti istituti di formazione ad adattarsi repentinamente alla situazione adottando la formazione didattica adistanza. Questo ha penalizzato in particolar modo gli studenti di quelle materie come le STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) applicate al settore energetico che, necessitano dei laboratori pratici per un’adeguata acquisizione di competenze tecniche e sperimentali.
<< Criticità come queste possono essere superate grazie ai laboratori remoti che consentono agli studenti di accedere a distanza ai laboratori fisici ed eseguire una sperimentazione pratica a tutti gli effetti senza più barriere spazio temporali >> afferma Alessio Acomanni, Presidente e DG dell’Università Guglielmo Marconi.
Il progetto RE-OPEN della durata di due anni che si completerà nel 2023 , vede coinvolti un consorzio di Università e Imprese dell’Unione Europea e prevede tre step importanti:
Il primo riguarda la mappatura di tutti i laboratori pratici remoti presenti presso le Università dell’Unione Europea e la progettazione di un percorso di apprendimento basato sull’Information e Communication Technology.
Il secondo prevede la definizione di una serie di modelli e soluzioni laboratoriali da remoto sfruttando la tecnologia della Realtà Aumentata
L’ultimo la realizzazione di un vero e proprio sistema di gestione dell’apprendimento che verrà dapprima testato e convalidato da ciascuna università partner e solo in seguito diffuso all’esterno.

<< Con l’adesione al progetto RE-OPEN l’Università degli studi Guglielmo Marconi tiene fede a quello che è il suo obiettivo: perseguire sempre soluzioni innovative che soddisfino le esigenze presenti e future degli studenti per offrire loro una formazione ai più alti livelli e garantirgli l’occupabilità futura nel mondo del lavoro>> così conclude Alessio Acomanni, Direttore e Presidente Università Guglielmo Marconi.
Per maggiori Informazioni:
Direzione Marketing Prof. Tommaso Saso [email protected] – 06 377251
Ufficio Stampa Dott.ssa Roberta Sarzanini – [email protected]

Lavoro 20 Jul 2021 18:21 CEST

Lavoro: EY, filosofi, aziende e istituzioni a confronto su futuro

Roma, 20 lug. (Labitalia) – La crisi economica legata alla pandemia ha influito negativamente sull’occupazione. Nonostante la graduale ripresa, il mondo del lavoro è destinato a cambiare in modo significativo. A livello nazionale le previsioni occupazionali elaborate da uno studio del 2021 di […]

Roma, 20 lug. (Labitalia) – La crisi economica legata alla pandemia ha influito negativamente sull’occupazione. Nonostante la graduale ripresa, il mondo del lavoro è destinato a cambiare in modo significativo. A livello nazionale le previsioni occupazionali elaborate da uno studio del 2021 di EY, Pearson e Manpower Group indicano che nel prossimo decennio quasi l’80% delle professioni attuali sono destinate a cambiare, con il dato spaccato fra una crescita per il 36% delle professioni e una diminuzione per il 40%. Questo significa che diventa necessario sviluppare nuove competenze, ponendo particolare attenzione sul capitale umano.
In realtà la pandemia ha solo accelerato processi di cambiamento già in atto e legati a nuove tecnologie, digitalizzazione, benessere e supporto della persona e dell’ambiente. Tra nuove professioni, incognite e incertezze quale futuro attende l’universo del lavoro? Una domanda a cui hanno cercato di dare risposta eminenti filosofi, imprenditori di alto profilo e rappresentanti delle istituzioni che hanno preso parte all’evento ‘Il lavoro del futuro’, prima tappa del ‘Road to EY Digital Summit 2021’ che si svolgerà a ottobre.
In principio il lavoro era fatica e sudore. Oggi prevale un concetto di lavoro legato alla sfera spirituale rispetto a quella fisica, maggiormente connesso alla consapevolezza di sé e alla possibilità di svolgere un’attività che contribuisca alla crescita personale, sociale, oltre che economica. “Siamo a una svolta: il lavoro per generare ricchezza deve sempre più esaltare qualità etiche e morali. Per questo dal concetto di labor si deve passare a quello di attività libera dove ognuno deve poter esprimere sé stesso. Un nuovo paradigma che deve produrre ricchezza per tutti e non arricchire i pochi”, afferma Massimo Cacciari, professore emerito presso la facoltà di Filosofia dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Gli fa eco il collega Maurizio Ferraris, professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università degli studi di Torino che dichiara: “Siamo al tramonto dell’era dell’homo faber, ma non per tornare indietro all’uomo cacciatore o agricoltore, quanto per riflettere sul costante divenire dell’homo sapiens. L’umanità tende sempre a migliorarsi, ma in questo processo bisogna puntare sull’educazione quale chiave di volta per una maggiore responsabilità nei confronti degli altri e dell’ambiente”.
Gli scenari futuri non possono più prescindere da fattori quali open innovation e sostenibilità ambientale e sociale. Nel panorama aziendale sono sempre di più le realtà che operano in maniera più attenta riguardo temi come benessere e crescita a livello globale e del personale. “Siamo in una fase di ristrutturazione cognitiva. La difficoltà sta nel riuscire a trasferire questa cognizione all’interno di un’azienda. Ci deve essere un’ulteriore presa di consapevolezza delle aziende che devono investire di più sul capitale umano e su quello sociale. Per anticipare il futuro, inoltre, serve uno sguardo lungimirante a cominciare dal riconsiderare il rapporto con organizzazioni e università”, afferma Donato Ferri, europe west consulting manager partner di EY.
“Oggi le industrie sono parte di un nuovo ecosistema digitale con figure professionali e strategie differenti. Per questo è importante investire in formazione specifica e trasformare le risorse già in azienda”, dichiara Ilaria Catalano, executive director business operations & digital strategy di Msd Italia.
“In un settore in grande trasformazione come quello del lavoro, un ruolo sempre più importante è rappresentato dalle cosidette soft skills. Spirito di adattamento, creatività, problem solving, ascolto attivo, comprensione degli altri, per citarne alcune, rappresentano oggi la chiave per un cambiamento che corre veloce. “Velocità è la parola chiave per affontare la questione dello sviluppo delle competenze. In questo cambiamento diventa fondamentale a livello personale sviluppare le soft skills, che saranno sempre più richieste, specie in un quadro generale che vedrà le aziende sempre meno organizzate per rigide gerarchie”, dichiara Stefano Scabbio, president southern europe di Manpower Group.
Oltre la metà degli studenti di oggi, in futuro svolgeranno professioni che al momento sono sconosciute. Si tratterà di nuovi lavori basati molto di più su competenze digitali, soft skills e su concetti come diversity e inclusion. “Per questo -afferma Matteo Mille, chief marketing and operations officer di Microsoft Italia- il ruolo della formazione delle nuove generazioni diventa prioritario. In questo senso i fondi previsti nel Pnrr rappresentano un’occasione imperdibile per occuparsi seriamente di formazione e competenze. Ma oltre ai sostegni economici, occorre un cambiamento nell’approccio all’insegnamento, impostato su orientamento, nuove tecnologie e inclusione”.
“Nel mondo dell’istruzione la tecnologia avrà un’importanza crescente, ma per poter essere efficace deve essere accessibile a tutti e integrare il ruolo dell’insegnante, non sostituirlo”, afferma Mario Mariani, amministratore delegato di Pearson Italia. Un concetto espresso anche da Giuseppe Laterza, presidente della Casa Editrice Laterza: “Dietro a ogni tecnologia ci sono sempre l’uomo e il pensiero. Nella formazione non sono solo le competenze a essere importanti, ma anche le conoscenze. In definitiva per il nostro Paese è necessaria una ristrutturazione cognitiva e culturale”, sottolinea.
Digitalizzazione della formazione, competenze trasversali e nuovi linguaggi, che avranno sempre più un ruolo centrale nel futuro del lavoro, sono temi nell’agenda del Governo già da qualche anno, come sostiene Simona Montesarchio, direttore generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale del ministero dell’Istruzione: “Nel 2020 abbiamo assistito al primo passo di una profonda trasformazione verso la transizione digitale. In ottica di digitalizzazione della formazione, l’anno passato sono stati formati 618 mila docenti, mentre per il piano scuola digitale ingenti investimenti sono previsti dal PNRR”, sottolinea. Insomma, le basi per accedere alla transizione digitale sono state poste, ma c’è ancora molto da fare.
Le profonde trasformazioni causate dalla pandemia ci hanno insegnato che in prospettiva bisognerà considerare scenari non prevedibili. “Per diventare protagoniste di questi cambiamenti le aziende devono agire secondo linee chiare, condivise e con estrema capacità di sintesi”, conclude Donato Ferri.
Massimo Cacciari, invece, sottolinea una volta di più l’importanza del fattore umano: “per affrontare i cambiamenti a cui stiamo assistendo è prioritaria la formazione di capacità trasversali che permettano a tutti di essere attivi nel mondo del lavoro, ciascuno con le sue abilità.” Un concetto sostenuto anche dal suo collega Maurizio Ferraris: “in ottica di formazione mirata alla creazione di nuove professioni e abilità specifiche, bisogna favorire l’avvicinamento tra aziende e università”, conclude.

Lavoro 20 Jul 2021 18:20 CEST

Lavoro, EY: filosofi, aziende e istituzioni a confronto su futuro

Roma, 20 lug. (Adnkronos/Labitalia) – La crisi economica legata alla pandemia ha influito negativamente sull’occupazione. Nonostante la graduale ripresa, il mondo del lavoro è destinato a cambiare in modo significativo. A livello nazionale le previsioni occupazionali elaborate da uno studio del […]

Roma, 20 lug. (Adnkronos/Labitalia) – La crisi economica legata alla pandemia ha influito negativamente sull’occupazione. Nonostante la graduale ripresa, il mondo del lavoro è destinato a cambiare in modo significativo. A livello nazionale le previsioni occupazionali elaborate da uno studio del 2021 di EY, Pearson e Manpower Group indicano che nel prossimo decennio quasi l’80% delle professioni attuali sono destinate a cambiare, con il dato spaccato fra una crescita per il 36% delle professioni e una diminuzione per il 40%. Questo significa che diventa necessario sviluppare nuove competenze, ponendo particolare attenzione sul capitale umano.
In realtà la pandemia ha solo accelerato processi di cambiamento già in atto e legati a nuove tecnologie, digitalizzazione, benessere e supporto della persona e dell’ambiente. Tra nuove professioni, incognite e incertezze quale futuro attende l’universo del lavoro? Una domanda a cui hanno cercato di dare risposta eminenti filosofi, imprenditori di alto profilo e rappresentanti delle istituzioni che hanno preso parte all’evento ‘Il lavoro del futuro’, prima tappa del ‘Road to EY Digital Summit 2021’ che si svolgerà a ottobre.
In principio il lavoro era fatica e sudore. Oggi prevale un concetto di lavoro legato alla sfera spirituale rispetto a quella fisica, maggiormente connesso alla consapevolezza di sé e alla possibilità di svolgere un’attività che contribuisca alla crescita personale, sociale, oltre che economica. “Siamo a una svolta: il lavoro per generare ricchezza deve sempre più esaltare qualità etiche e morali. Per questo dal concetto di labor si deve passare a quello di attività libera dove ognuno deve poter esprimere sé stesso. Un nuovo paradigma che deve produrre ricchezza per tutti e non arricchire i pochi”, afferma Massimo Cacciari, professore emerito presso la facoltà di Filosofia dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Gli fa eco il collega Maurizio Ferraris, professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università degli studi di Torino che dichiara: “Siamo al tramonto dell’era dell’homo faber, ma non per tornare indietro all’uomo cacciatore o agricoltore, quanto per riflettere sul costante divenire dell’homo sapiens. L’umanità tende sempre a migliorarsi, ma in questo processo bisogna puntare sull’educazione quale chiave di volta per una maggiore responsabilità nei confronti degli altri e dell’ambiente”.
Gli scenari futuri non possono più prescindere da fattori quali open innovation e sostenibilità ambientale e sociale. Nel panorama aziendale sono sempre di più le realtà che operano in maniera più attenta riguardo temi come benessere e crescita a livello globale e del personale. “Siamo in una fase di ristrutturazione cognitiva. La difficoltà sta nel riuscire a trasferire questa cognizione all’interno di un’azienda. Ci deve essere un’ulteriore presa di consapevolezza delle aziende che devono investire di più sul capitale umano e su quello sociale. Per anticipare il futuro, inoltre, serve uno sguardo lungimirante a cominciare dal riconsiderare il rapporto con organizzazioni e università”, afferma Donato Ferri, europe west consulting manager partner di EY.
“Oggi le industrie sono parte di un nuovo ecosistema digitale con figure professionali e strategie differenti. Per questo è importante investire in formazione specifica e trasformare le risorse già in azienda”, dichiara Ilaria Catalano, executive director business operations & digital strategy di Msd Italia.
“In un settore in grande trasformazione come quello del lavoro, un ruolo sempre più importante è rappresentato dalle cosidette soft skills. Spirito di adattamento, creatività, problem solving, ascolto attivo, comprensione degli altri, per citarne alcune, rappresentano oggi la chiave per un cambiamento che corre veloce. “Velocità è la parola chiave per affontare la questione dello sviluppo delle competenze. In questo cambiamento diventa fondamentale a livello personale sviluppare le soft skills, che saranno sempre più richieste, specie in un quadro generale che vedrà le aziende sempre meno organizzate per rigide gerarchie”, dichiara Stefano Scabbio, president southern europe di Manpower Group.
Oltre la metà degli studenti di oggi, in futuro svolgeranno professioni che al momento sono sconosciute. Si tratterà di nuovi lavori basati molto di più su competenze digitali, soft skills e su concetti come diversity e inclusion. “Per questo -afferma Matteo Mille, chief marketing and operations officer di Microsoft Italia- il ruolo della formazione delle nuove generazioni diventa prioritario. In questo senso i fondi previsti nel Pnrr rappresentano un’occasione imperdibile per occuparsi seriamente di formazione e competenze. Ma oltre ai sostegni economici, occorre un cambiamento nell’approccio all’insegnamento, impostato su orientamento, nuove tecnologie e inclusione”.
“Nel mondo dell’istruzione la tecnologia avrà un’importanza crescente, ma per poter essere efficace deve essere accessibile a tutti e integrare il ruolo dell’insegnante, non sostituirlo”, afferma Mario Mariani, amministratore delegato di Pearson Italia. Un concetto espresso anche da Giuseppe Laterza, presidente della Casa Editrice Laterza: “Dietro a ogni tecnologia ci sono sempre l’uomo e il pensiero. Nella formazione non sono solo le competenze a essere importanti, ma anche le conoscenze. In definitiva per il nostro Paese è necessaria una ristrutturazione cognitiva e culturale”, sottolinea.
Digitalizzazione della formazione, competenze trasversali e nuovi linguaggi, che avranno sempre più un ruolo centrale nel futuro del lavoro, sono temi nell’agenda del Governo già da qualche anno, come sostiene Simona Montesarchio, direttore generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale del ministero dell’Istruzione: “Nel 2020 abbiamo assistito al primo passo di una profonda trasformazione verso la transizione digitale. In ottica di digitalizzazione della formazione, l’anno passato sono stati formati 618 mila docenti, mentre per il piano scuola digitale ingenti investimenti sono previsti dal PNRR”, sottolinea. Insomma, le basi per accedere alla transizione digitale sono state poste, ma c’è ancora molto da fare.
Le profonde trasformazioni causate dalla pandemia ci hanno insegnato che in prospettiva bisognerà considerare scenari non prevedibili. “Per diventare protagoniste di questi cambiamenti le aziende devono agire secondo linee chiare, condivise e con estrema capacità di sintesi”, conclude Donato Ferri.
Massimo Cacciari, invece, sottolinea una volta di più l’importanza del fattore umano: “per affrontare i cambiamenti a cui stiamo assistendo è prioritaria la formazione di capacità trasversali che permettano a tutti di essere attivi nel mondo del lavoro, ciascuno con le sue abilità.” Un concetto sostenuto anche dal suo collega Maurizio Ferraris: “in ottica di formazione mirata alla creazione di nuove professioni e abilità specifiche, bisogna favorire l’avvicinamento tra aziende e università”, conclude.

Lavoro 20 Jul 2021 17:00 CEST

La formazione multidisciplinare GDPR di INVEO prosegue da settembre

Comunicato stampa

(Adnkronos) –
La formazione pratica online di Inveo prosegue anche per il prossimo anno accademico.
Inveo ha reso note le date per la prossima stagione formativa settembre/dicembre 2021.
Come noto, INVEO srl Organismo di certificazione privacy e training center GDPR, è impegnato da anni nella formazione di liberi professionisti, consulenti, auditor e DPO.
La formazione é strutturata da percorsi organici di 40 ore, come ad esempio il corso European Privacy Expert, il corso di Alta formazione DPO e da workshop intensivi e pratici giornalieri che si propongono come vere e proprie monografie tematiche.
European Privacy Expert di 40 ore è il core training di Inveo. Un training avanzato di 40 ore sul GDPR, per imparare a mettere in pratica le modalità e le strategie più avanzate in termine di analisi del rischio, mappatura dei dati, pianificazione, analisi e svolgimento di audit e DPIA. Il percorso è propedeutico e qualificato Inveo per l’iscrizione al registro degli European Privacy Auditor/Lead Auditor abilitati per lo schema ISDP©10003 e valutatore privacy secondo la norma UNI 11697:2017 con l’ottenimento delle relative certificazioni AICQ-SICEV.
Alta Formazione DPO. Con il patrocinio del Garante per la protezione dei dati personali, il corso di Alta Formazione è il percorso formativo studiato e progettato per fornire al DPO le conoscenze di normazione e standard ISO al fine di migliorare la sua capacità di analisi e vigilanza. Un corso di carattere giuridico, tecnico e metodologico con uno zoom alle numerose connessioni interdisciplinari. Il percorso è propedeutico e qualificato Inveo per l’iscrizione al registro dei Major DPO.
Workshop. La formula intensiva e smart studiata da Inveo per tutti i professionisti che cerchino un focus e un approfondimento pratico su singole tematiche data protection. In programma troviamo giornate singole dedicate alla DPIA, la gestione del rischio, la data retention e le clinical trials.
Considerato il perdurare della dichiarazione dello stato pandemico e l’elevato gradimento che la formazione on line ha riscosso, la stessa rimarrà in modalità da remoto fino a gennaio 2022.
“Spirito della nostra proposta è quella di fornire una copertura olistica del processo di apprendimento , con riferimento ai temi fondamentali della data protection, costruita su livelli di approfondimento modulari, per facilitare l’accesso ad ogni professionista che sia esso avvocato, ingegnere, consulente, DPO o semplice cultore; questo consentirà ad ogni professionista interessato di poter individuare il corso più adatto alle sue esigenze, culturali e di tempo a disposizione.” – Afferma Riccardo Giannetti, training manager e docente di Inveo –
La formazione proposta da Inveo è caratterizzata da un orientamento all’azione, atto alla formazione empirica dei corsisti
“Sin dagli inizi la nostra tipologia di formazione si è contraddistinta per avere un taglio pratico operativo, promuovendo il concetto del “saper fare” rispetto al semplice apprendimento nozionistico.
Grazie alla doppia anima da formatori e certificatori accreditati Accredia, abbiamo deciso di mettere a disposizione i nostri metodi di analisi e il know how metodologico di indagine maturati nel corso degli anni e di centinaia di audit, a tutti i corsisti che scelgono Inveo proprio per questo plus.
La privacy è ormai sulla bocca di tutti, a vario titolo, ma dai nostri audit sul campo, riscontriamo e riteniamo che ancora solo una ristretta percentuale degli addetti ai lavori sia in grado di maneggiare correttamente sul piano fattuale i principi e gli strumenti fornitici dal GDPR.”
Prosegue Giannetti
”E’ essenziale che i titolari e le organizzazioni siano supportate adeguatamente da chi, per loro conto tratta i dati personali. La formazione e l’aggiornamento, oltre ad essere un obbligo normativo è essenziale per il mantenimento delle competenze con particolare riguardo ai continui cambiamenti.
Durante le sessioni formative i partecipanti sono impegnati in esercitazioni, team building, controlli e analisi a distanza. Tutti i partecipanti devono essere in grado, una volta terminato il corso, di mettere a frutto quanto imparato, testare empiricamente, nel lavoro quotidiano, le tecniche di controllo e le metodologie di analisi apprese durante il training.
In conclusione risulta evidente come l’evoluzione continua della materia, imponga ad ogni professionista una sempre più puntuale capacità di analisi dei compiti a loro ascritti, introducendo il giusto mix di visione d’insieme, reciprocità e concretezza, per essere all’altezza del ruolo”.
Per maggiori informazioni: https://www.in-veo.com/it/formazione/agenda

Ambiente 20 Jul 2021 16:46 CEST

Approvata la Guida tecnica rifornimento in porto navi a Gnl

Frutto del lavoro del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, attesa da imprese rappresentate in Assogasliquidi-Federchimica

Roma, 20 lug. – (Adnkronos) – Approvata dal Comitato Tecnico Scientifico dei Vigili del Fuoco la Guida tecnica per l’individuazione delle misure di safety per il rifornimento in porto della navi a Gnl. Nell’ambito del processo di decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo, e nella prospettiva di contribuire al raggiungimento dei nuovi obiettivi del Green New Deal, il mercato del Gnl negli usi marittimi è atteso in forte crescita, con una domanda al 2030 stimata in circa 1,2 milioni di tonnellate. Questo lo scenario presentato da Rse (Ricerca sul Sistema Energetico) nel corso della recente assemblea di Assogasliquidi-Federchimica.
La guida scaturisce da un ampio e approfondito lavoro tecnico dell’apposito gruppo di lavoro del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, coordinato da Giampietro Boscaino, direttore regionale Vvf,Basilicata) con la partecipazione del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile e del Comando generale delle Capitanerie di Porto.
“La Guida tecnica – ha commentato Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi-Federchimica – era da tempo attesa dalle Imprese e rappresenta uno strumento fondamentale per svolgere le operazioni di bunkeraggio di Gnl quale carburante per la navigazione e l’alimentazione dei servizi di bordo della nave in piena sicurezza ma anche con procedure omogenee per tutti i porti, garantendo certezza agli operatori che stanno investendo sullo sviluppo di questo carburante considerato alternativo dalla direttiva Dafi”.
“Esprimiamo pertanto grande apprezzamento per l’attenzione che il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco anche in questa occasione ha dimostrato mettendo a disposizione strumenti tecnici di valutazione all’avanguardia e tesi a garantire lo sviluppo tecnologico e sostenibile delle diverse fonti di energia”, conclude Arzà.
“Il Corpo nazionale – ha dichiarato Fabio Dattilo, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – è da sempre particolarmente attento a far sì che la normativa tecnica e di sicurezza sia in continua evoluzione e pronta a disciplinare in modo compiuto ed organico anche i settori e le fonti di energia sostenibili di nuova evoluzione come il Gnl”.
“La guida tecnica approvata oggi – aggiunge Dattilo – si colloca in questa linea e costituisce l’ultimo prodotto di un lavoro complesso iniziato nel 2013 quando dal settore imprenditoriale erano emerse le prime applicazioni con il Gnl. Il nostro lavoro proseguirà in questo senso per accompagnare lo sviluppo del settore attraverso disposizioni che garantiscano elevati livelli di sicurezza e insieme semplificazioni o chiarezza applicativa”.

Ambiente 20 Jul 2021 15:51 CEST

Dl Semplificazioni, Cib: ‘Soddisfatti per emendamenti a favore biogas’

Roma, 20 lug. – (Adnkronos) – Il Cib – Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l’approvazione da parte delle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Ambiente della Camera degli emendamenti al Dl Semplificazioni che introducono importanti misure di snellimento delle procedure per […]

Roma, 20 lug. – (Adnkronos) – Il Cib – Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l’approvazione da parte delle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Ambiente della Camera degli emendamenti al Dl Semplificazioni che introducono importanti misure di snellimento delle procedure per lo sviluppo del biogas e biometano agricolo, accogliendo le richieste da tempo sollecitate dal settore.
In particolare, grazie al lavoro svolto dai diversi gruppi parlamentari è stata introdotta una norma volta a fornire delle indicazioni che agevolino l’iter di qualifica degli impianti per la produzione di biometano avanzato, nel rispetto delle indicazioni della Direttiva comunitaria di riferimento. Sempre in favore del pieno sviluppo del biometano da immettere in rete è stato snellito l’iter di allaccio alla rete gas, facendolo rientrare nell’ambito di applicazione della procedura prevista dal Dlgs 387/03.
È stato anche approvato l’emendamento che accoglie la nostra richiesta di semplificazione nella gestione degli impianti fino a 300kW incentivati ai sensi della legge 145/2018, superando l’obbligo di utilizzo esclusivo degli effluenti zootecnici e delle materie delle aziende realizzatrici. Con questa misura si permette di sviluppare sinergie territoriali tra aziende vicine e valorizzare così reflui e sottoprodotti che possono essere utilizzati per produrre energia rinnovabile e digestato, fertilizzante organico in grado di riportare sostanza organica al suolo.
“Siamo soddisfatti di questo primo passaggio parlamentare che rimarca l’attenzione politica al contributo dell’agricoltura al raggiungimento degli obiettivi climatici e alle problematiche, anche amministrative, affrontate dal settore in questi anni – spiega Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas – Il settore primario è pronto ad accogliere le sfide di transizione ecologica e assumere un ruolo importante nel rilancio dell’economia del Paese. Per seguire la tabella di marcia delineata dal PNRR e valorizzare appieno il potenziale di biogas e biometano in agricoltura occorre partire dallo snellimento degli iter e da norme di indirizzo chiare e applicabili. Auspichiamo che si concluda positivamente il passaggio parlamentare con l’approvazione definitiva del testo”.

Lavoro 20 Jul 2021 15:19 CEST

Salone del Mobile, Feltrin (FederlegnoArredo): “Auguri alla neo presidente Porro'”

Milano 20 lug. (Adnkronos) – “Competenza, passione, creatività, capacità di ascolto e sintesi, oltre a radici bene salde nel tessuto imprenditoriale dell’arredo e nella storia del design. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguono il percorso professionale e associativo di Maria […]

Milano 20 lug. (Adnkronos) – “Competenza, passione, creatività, capacità di ascolto e sintesi, oltre a radici bene salde nel tessuto imprenditoriale dell’arredo e nella storia del design. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguono il percorso professionale e associativo di Maria Porro che, grazie anche a una spiccata personalità, sono certo trasmetterà al Salone del Mobile l’energia necessaria per raggiungere traguardi ambiziosi”. Lo dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, commentando l’elezione di Maria Porro alla guida del Salone del Mobile di Milano. Alla neo presidente Feltrin rivolge “i più sinceri auguri di buon lavoro da parte mia e di tutta la Federazione che sarà al suo fianco in questa sfida così impegnativa e al tempo stesso stimolante”.