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Alta tensione con Taiwan, la Cina simula un attacco contro l’isola. La Corea del Nord: «Gli Usa devono pagarla»

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Nel frattempo, Pyongyang giustifica Pechino nelle provocazioni militari a seguito della visita a Taipei della speaker della Camera Nancy Pelosi
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La Cina ha simulato attacchi contro Taiwan, nel terzo giorno di esercitazioni militari su vasta scala intorno all’isola. Lo afferma il ministero della Difesa di Taipei, affermando che sono stati rilevati diversi caccia e navi dell’Esercito popolare di liberazione «intorno allo Stretto», con alcuni che «hanno attraversato la linea mediana» in una azione di «possibile attacco simulato». Le forze armate della Repubblica di Cina, il nome ufficiale di Taiwan, hanno utilizzato, si legge in una nota, «trasmissioni di allerta, aerei, navi militari di pattuglia e sistemi missilistici terrestri in risposta a questa situazione».

Corea del Nord a muso duro contro gli Usa

La Corea del Nord ancora contro Nancy Pelosi dopo le critiche per la visita a Taiwan, l’isola di fatto indipendente che la Cina – alleato numero uno di Pyongyang – considera una «provincia ribelle» e intorno alla quale sta portando avanti maxi manovre militari. L’accusa agli Stati Uniti è di «aggiungere benzina sul fuoco» e per la Pelosi di essere «il peggior distruttore della pace e della stabilità a livello internazionale», riporta l’agenzia Kcna che diffonde una dichiarazione di Jo Yong Sam, direttore generale del Dipartimento per l’informazione del ministero degli Esteri di Pyongyang.

La speaker della Camera «ha fomentato l’atmosfera di confronto con la Corea del Nord durante la sua visita in Corea del Sud» – affermano da Pyongyang – e con le autorità sudcoreane ha parlato di una «deterrenza forte e ampliata» per far fronte alle «minacce dalla Corea del Nord» e «si è presentata persino» a Panmunjom, dove nel 2019 Donald Trump incontrò Kim Jong Un. «Gli Stati Uniti devono pagare caro per tutte le fonti di problemi create da lei, ovunque sia andata», tuonano i nordcoreani.

Taiwan, trovato morto funzionario al vertice della produzione di missili

Il vice capo dell’unità di ricerca e sviluppo del ministero della Difesa di Taiwan, Ou Yang Li-hsing, è stato trovato morto questa mattina in una stanza d’albergo nel Sud di Taiwan, secondo l’agenzia ufficiale taiwanese Central News Agency (Cna). Cinquantasette anni, Ou Yang lavorava al National Chung-Shan Institute of Science and Technology appartenente all’esercito.

Le autorità, secondo i media locali, stanno indagando sulle cause e le circostanze della morte. Ou Yang era in viaggio d’affari nella contea meridionale di Pingtung, ha riferito la Cna, aggiungendo che il funzionario aveva assunto l’incarico di supervisionare vari progetti di produzione missilistica, all’inizio di quest’anno. Il National Chung-Shan Institute of Science and Technology sta lavorando sul raddoppio della capacità di produzione annuale di missili per contrastare la crescente minaccia militare della Cina.

Tensione tra Cina e Taiwan, Blinken raffredda i bollori di Pechino

«La presidente Pelosi ha il diritto di fare quella visita, poiché molti membri del nostro Congresso hanno visitato Taiwan, anche quest’anno. Ma a prescindere da ciò, la reazione della Cina è così sproporzionata e così pericolosa, qualunque cosa si senta riguardo alla visita: il lancio di 11 missili balistici, anche su Taiwan; inviando le sue navi in giro per Taiwan. Cinque dei missili che ha lanciato sono atterrati vicino al Giappone». Così il segretario di Stato Usa Antony Blinken. «Quindi – ha aggiunto – penso che sia molto importante agire in modo responsabile. Gli Stati Uniti non si impegneranno in nessuna azione provocatoria. Pensiamo che i mari dovrebbero essere calmati».

«Lo stretto di Taiwan è di vitale importanza praticamente per tutti i paesi della regione. Tanto commercio passa di là. Se ciò venisse interrotto, avrebbe un impatto terribile sull’economia globale e sul desiderio di tutti di riprendersi dal COVID. Quindi penso che sia dovere di tutti i paesi – gli Stati Uniti, ma anche la Cina – agire in modo responsabile e non usare la visita di un membro del nostro Congresso come pretesto per intraprendere azioni potenzialmente pericolose e destabilizzanti» conclude Blinken.

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