Dopo i penalisti napoletani, ora è la Camera Penale di Roma ad entrare in agitazione per “l’insostenibile situazione - si legge in un comunicato - del Tribunale di Sorveglianza” che “costituisce il motivo principale della iniziativa del prossimo 27 febbraio”, giorni in cui ci sarà l’astensione dalle udienze. Il Direttivo ha raccolto le “numerose segnalazioni dei colleghi del foro che evidenziano le gravissime e croniche disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Roma”.

In particolare vengono segnalati “tempi intollerabili di trattazione delle istanze di competenza monocratica, con la conseguente frustrazione delle legittime aspettative della popolazione carceraria, la quale, specie quando adesiva ai percorsi trattamentali e in possesso dei presupposti per la concessione dei benefici, vede allontanarsi, in maniera ingiustificata, la prospettiva del reinserimento faticosamente perseguito”.

Inoltre, denunciano ancora i penalisti, “già dalle 8: 00 del mattino, in maniera indecorosa per la funzione, gli avvocati sono costretti ad organizzare una fila fisica sulle scale esterne al gabbiotto della sede di via Triboniano, per trasferirsi all’interno alle ore 9: 00 dopo l’apertura dell’ufficio, laddove due soli impiegati sono addetti a ricevere depositi, richieste copie e richiesta di informazione, con la conseguente formazione di file estenuanti”.

A fronte di tale situazione il Direttivo e la Commissione carcere della Camera Penale hanno tentato interlocuzioni con la Presidenza del Tribunale di Sorveglianza, Maria Antonia Vertaldi, e nonostante la concreta disponibilità manifestata dalla Presidenza, nulla è cambiato e la situazione permane di gravità inaudita.

Per questo giovedì 27 febbraio, oltre all’astensione da tutte le attività è indetta una manifestazione statica davanti all’ingresso principale del Tribunale, in via Golametto, e una assemblea straordinaria dei soci della Camera Penale.