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Meloni: “I migranti sbarcati a Catania? Scelta bizzarra dei medici”

Meloni sottosegretari
La premier in risposta alle accuse di Parigi: "Sono migranti, non naufraghi: il divieto imposto alle Ong è legittimo"
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«Sui giornali ho letto stamattina titoli surreali, distanti dalla realtà. Ad esempio non è dipesa dal governo la decisione dell’autorità sanitaria di far sbarcare tutti i migranti presenti sulle navi ong, dichiarandoli fragili sulla base di possibili rischi di problemi psicologici. Scelta, quella dell’autorità sanitaria, che abbiamo trovato bizzarra. Siamo solo all’inizio del lavoro e c’è ancora molto da fare, anche per contrastare decenni di propaganda immigrazionista che si è sedimentata ad ogni livello e che sovrapporre il piano della protezione ai profughi con il controllo dei flussi migratori. Piani diversi che non vanno mescolati». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sulla questione migranti nel corso dell’assemblea con i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia.

«Il tema della difesa della legalità – prosegue la premier – vale anche per l’immigrazione: con la sinistra al potere, si è tollerata e alimentata una situazione di totale illegalità ma noi lavoriamo perché le cose cambino. Il governo italiano sta rispettando tutte le convenzioni internazionali e il divieto imposto a queste navi ong di sostare in acque italiane, oltre il termine necessario ad assicurare le operazioni di soccorso e assistenza dei soggetti fragili, è giustificato e legittimo», spiega Meloni replicando alle accuse della Francia, seconda la quale l’Italia starebbe violando gli accordi internazionali. «A bordo di queste navi non ci sono naufraghi ma migranti: le persone sono salite a bordo in acque internazionali trasbordando da altre unità navali di collegamento e la nave che li ha presi in carico è attrezzata ed equipaggiata per ospitarli e provvedere a tutte le loro esigenze di accoglienza. Giuridicamente, dunque, non parliamo di naufraghi, qualifica che ricorrere invece in regime di Sar», ha sostenuto.

L’accusa di Parigi: “Da Roma comportamento inaccettabile, faccia la sua parte”

L’Italia «deve fare la sua parte» e «rispettare gli impegni europei» nell’accogliere la nave Ocean Viking sulla quale sono bloccati più di 200 migranti,  ha affermato il portavoce del governo francese Olivier Veran parlando anche di «silenzio assordante» di Roma. «La nave è attualmente nelle acque territoriali italiane – ha detto Veran – ci sono delle regole europee estremamente chiare e che sono già state accettate dagli italiani, di fatto i primi beneficiari di un meccanismo finanziario di solidarietà europeo». Veran ha ribadito che le dichiarazioni del Governo italiano sono «inaccettabili» così come il rifiuto di Roma di far approdare l’imbarcazione. »I meccanismi diplomatici sono ancora in azione in questo momento e quindi non posso aggiungere altro« ha proseguito. »Ci resta ancora qualche ora di discussione per arrivare al punto ma una cosa è certa nessuno lascerà che questa barca corra il minimo rischio e, ovviamente, neanche le persone a bordo«.

Ostativo e decreto rave, Meloni: “Polemiche ridicole, vogliamo essere il governo della legalità”

«Il tema della legalità» è «un tratto distintivo di questo Governo: bisogna tornare a rispettare le regole e questo vale per ogni ambito. È finita la repubblica delle banane in cui si vessano i cittadini e che piace tanto alla sinistra: si può fare tutto, nel rispetto delle leggi e nel rispetto degli italiani chele leggi le rispettano», dice la premier. Che ribadisce il concetto anche in merito al dibattito sul decreto rave. Quello dei «rave illegali» è un tema «che ha suscitato polemiche ridicole: nessuno dotato di senno può ritenere che chi come noi è cresciuto nelle piazze possa vietare le manifestazioni. Altri hanno provato a farlo in questi anni e se qualcuno pensa che la norma si possa scrivere meglio faccia la sua proposta perché il parlamento esiste per questo e noi siamo pronti ad ascoltare tutti».

«Vogliamo essere il governo della legalità – sottolinea ancora Meloni -. E sono fiera del fatto che il primo provvedimento che abbiamo varato sia stato dedicato al tema della lotta alla mafia: il carcere ostativo. abbiamo evitato che la Corte Costituzionale procedesse dichiarando l’illegittimità di questa norma a causa della lentezza della politica».  «Il testo – prosegue – è quello votato alla Camera nella scorsa legislatura ma credo possa essere migliorato in Parlamento».

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