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Sondaggi clandestini, quegli spifferi che provano a condizionare le elezioni

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Tutti concordano che il 25 sera, data delle elezioni, quello di Giorgia Meloni sarà il primo partito. Meno certo invece è il numero col quale raggiungerà l’obiettivo
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Sono spifferi, file che arrivano nelle redazioni dei giornali attraverso gruppi whatsapp e Telegram. Parliamo dei vietatissimi sondaggi clandestini che passano di giornale in giornale neanche fossero i codici segreti dell’arsenale atomico di Putin. A volte si tratta di bufale. Altre ancora di polpette avvelenate, confezionate dai sostenitori e dagli spin doctor di questo o quel partito che pensano di condizionare il voto puntando sul vecchio effetto del “carro del vincitore”. Ovvero vince chi si presenta come vincente. Certo è che qualcosa di vero c’è.

La tendenza del momento, come è noto, è la crescita del Movimento 5 Stelle al Sud e c’è addirittura chi parla di un sorpasso nei confronti del Pd. Ma al di là del sorpasso, il vero effetto della crescita di Giuseppe Conte è quello di rimettere in gioco seggi considerati nelle mani della destra. Incognita invece sulla reale forza di Fratelli d’Italia. Tutti concordano che il 25 sera, data delle elezioni, quello di Giorgia Meloni sarà il primo partito. Meno certo invece è il numero col quale raggiungerà l’obiettivo. La soglia del 30 per cento per ora sembra lontana. Ma sarà così? Di certo chi guarda con crescente apprensione alla crescita di Fratelli d’Italia è la Lega di Matteo Salvini.

Il leader del Carroccio sa che se il partito scendesse sotto il 10 per cento – ipotesi tutt’altro che peregrina -, la sua segreteria sarebbe a rischio. E con la stessa apprensione Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi osserva la rimonta del terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi. Se il sorpasso fosse conservato, in Italia nascerebbe un nuovo terzo polo liberale. E il Pd? La soglia di salvataggio di Letta è fissata intorno al 23 per cento. A quanto pare una soglia tutt’altro che scontata… Staremo a vedere, mancano poche ore.

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