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Padova, avvocati in piazza per far crescere la cultura dei diritti

Avvocati e 41 bis: una lezione dalla Consulta
Oggi la giornata della consulenza gratuita con oltre cento professionisti a disposizione dei cittadini
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Mai come in questo momento storico il confronto tra professioni e cittadini diventa sempre più prezioso. A Padova per una settimana intera, dal 17 al 22 settembre, l’avvocatura farà conoscere i temi che suscitano maggiore interesse e che hanno un impatto sulla vita di tutti i giorni. “L’Avvocatura incontra la città” – questo il nome dell’iniziativa organizzata dal Coa locale e dalla Fondazione Forense di Padova – presenta un nutrito calendario di incontri ed approfondimenti con il coinvolgimento di avvocati, magistrati e professori universitari.

Si inizia oggi con la giornata della consulenza gratuita. Oltre cento avvocati saranno a disposizione dei cittadini per fornire consigli e pareri «nelle più svariate materie dello scibile giuridico». Un’occasione per far conoscere i servizi che l’avvocatura mette a disposizione, come lo Sportello del cittadino, la Commissione per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, l’Organismo di mediazione forense e l’Organismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento. Sono tre le parole chiave della settimana promossa dall’avvocatura padovana (incontro, cambiamento e giustizia), che avrà come location i luoghi più importanti della città veneta. «Come abbiamo ripetuto tante volte – dicono gli avvocati Leonardo Arnau e Francesco Rossi, rispettivamente presidente del Coa padovano e presidente della Fondazione Forense di Padova – tra i nostri obiettivi spiccano la riaffermazione dell’autorevolezza di una professione che ha il suo ruolo essenziale nella tutela degli interessi e dei diritti dei cittadini, a partire dai soggetti più deboli. Da qui è nata l’idea, alcuni anni fa, di promuovere iniziative di carattere pubblico con la finalità di rappresentare alla cittadinanza e non solo l’impegno sociale di cui è capace l’avvocatura, dentro e fuori le aule di giustizia. Siamo abituati a cercare il supporto di un avvocato quando abbiamo l’atto di citazione o il ricorso in mano, quando cioè siamo già stati convenuti in giudizio. Quando, invece, si tratta di porre in essere quelle azioni che eviterebbero la necessità di rivolgersi all’autorità giudiziaria, ci rivolgiamo altrove, all’amico, al parente. Ma, poiché si tratta di chiedere un parere su questioni giuridiche, meglio sarebbe rivolgersi a chi solo di queste si occupa. Se lo si facesse prima, anziché dopo, molte controversie sarebbero evitate».

Fra qualche giorno, martedì 20 settembre 2022, le attenzioni saranno rivolte all’intelligenza artificiale e a come essa si coniuga con la giustizia e i diritti umani. In un convegno che si terrà a Palazzo Bo’ interverranno, tra gli altri, Daniela Mapelli (Magnifica Rettrice dell’Università di Padova), Maria Giuliana Civinini (presidente del Tribunale di Pisa), Fulvio Gianaria e Alberto Mittone (autori del libro “L’avvocato nel futuro”), e Paolo Moro (professore Università di Padova).Il 21 settembre, nel Tribunale, le associazioni forensi si confronteranno con i giovani. L’obiettivo è far conoscere la dimensione comunitaria della professione, l’impegno costante per la formazione e l’informazione giuridica. «Per far crescere – aggiunge il presidente del Coa – una cultura dei diritti attraverso il diritto. Gli avvocati sono presenti nella vita comunitaria, sono molto attivi e danno un contributo volto a migliorare la risposta di giustizia della società. Questo momento, nelle stanze del nostro Tribunale, è l’occasione per un incontro e un dialogo a più voci».

Sono due i messaggi che gli avvocati di Padova lanciano con l’iniziativa organizzata. «Il primo messaggio – evidenziano Arnau e Rossi – che vogliamo trasmettere ai cittadini è questo: se dall’avvocato si va prima, probabilmente non serve andarci dopo; se dall’avvocato si va prima, costerà molto di meno che andarci dopo. Il secondo messaggio riguarda invece la nostra funzione. Il consulente legale non può essere uno qualsiasi. È necessario ricercare una consulenza di qualità. Non è più possibile pensare ad un consulente che risponda su tutto lo scibile giuridico». Il riferimento è alle specializzazioni. «È necessario – concludono – che l’avvocato sia specializzato e come tale sia percepibile e individuabile dal cittadino. Non a caso nella giornata del 17 settembre la consulenza verrà fornita per materia da avvocati che si occupano solo o prevalentemente di specifici settori. A rappresentare anche fisicamente l’esistenza e la necessità delle specializzazioni nei vari ambiti del sapere giuridico. Quest’anno, oltre alla giornata della consulenza gratuita, la nostra manifestazione si articolerà in una serie di eventi, dibattiti, rappresentazioni teatrali e cinematografiche». Quale occasione migliore, dunque, per condividere i valori fondamentali dell’avvocatura? L’intero programma de “L’Avvocatura incontra la città” può essere consultato sul sito del Coa di Padova.

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