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Operazione sicurezza, il Cav: «Con noi tornerà il poliziotto di quartiere»

Berlusconi
Separazione delle carriere e inappellabilità, il programma di Berlusconi sulla Giustizia. «Il centro-destra italiano non ha nulla a che spartire con movimenti populisti di estrema destra»
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«La sicurezza dei cittadini è il primo compito di uno Stato liberale. Oggi in Italia vi sono molte carenze, nonostante l’ottimo lavoro della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza. Noi quando saremo al Governo ripristineremo ed estenderemo l’istituto del poliziotto di quartiere e l’operazione “strade sicure” con l’utilizzo delle Forze Armate a fianco delle Forze dell’Ordine, per vigilare soprattutto nelle periferie e prevenire i reati nelle città». Lo afferma Silvio Berlusconi, nella consueta pillola elettorale quotidiana.

«Oggi -aggiunge l’ex premier – l’organico delle Forze dell’Ordine è troppo ridotto: abbiamo il dovere di potenziarlo in modo adeguato e le retribuzioni dei loro membri devono aumentare di un terzo». Per quanto riguarda la giustizia, Berlusconi invece garantisce: «Noi realizzeremo la separazione delle carriere, renderemo inappellabili le sentenze di assoluzione, riporteremo nella media europea la durata dei processi, perché una giustizia troppo ritardata è una giustizia negata».

«Non parteciperei ad una maggioranza di governo se non fossi assolutamente sicuro della correttezza democratica, del senso di responsabilità, della lealtà all’Europa e all’Occidente, di tutti i nostri alleati», sottolinea poi Berlusconi in una intervista a Politico.Eu. «Il centro-destra italiano – dice – è dato vincente in tutti i sondaggi, ma non ha nulla a che spartire con movimenti populisti di estrema destra che hanno successo in altri Paesi europei. Noi – ma anche i nostri alleati – siamo un centro-destra europeo, occidentale, atlantico, che ha come unico riferimento la democrazia liberale». «È il Partito Democratico – non certo noi – che ha appena stretto un’alleanza con l’estrema sinistra, con quelli che hanno votato contro l’allargamento della Nato a Svezia e Finlandia», aggiunge il presidente di Fi.

«Il rischio di astensionismo è molto alto. Questa è una delle ragioni – non la più importante, naturalmente – per le quali avremmo preferito che il governo Draghi potesse continuare fino alla fine naturale della legislatura, e si andasse a votare nella primavera del 2023. Non è stato possibile, per il comportamento irresponsabile dei Cinque Stelle e per le manovre ambigue del Partito Democratico», accusa il leader di Forza Italia. «Quindi non è rimasta altra soluzione che ridare la parola al popolo sovrano, cosa che in un paese libero costituisce l’essenza della democrazia e quindi non è mai un male», conclude.

 

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