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Aborto: Usa, boom di siti che vendono pillole per Ivg

Per posta possono arrivare anche negli stati dove l'interruzione di gravidanza è stata vietata
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Washington, 1 ago. (Adnkronos Salute) – A poco più di un mese dalla sentenza shock della Corte Suprema che negli Usa ha annullato il diritto costituzionale all’aborto, permettendo a stati a guida repubblicana di limitare al massimo, se non vietare del tutto, l’interruzione di gravidanza, negli Usa è boom di siti che vendono pillole abortive. Anche negli 8 stati che hanno vietato l’aborto e nei 6 che l’hanno limitato è sempre possibile quindi continuare a ricevere per posta da farmacie online le pillole abortive.
Già prima dell’annuncio della decisione della Corte a maggioranza conservatrice, gruppi come il sito Plan C hanno incominciato a studiare modi in cui poter avviare un sistema sicuro per organizzare, attraverso un servizio di telemedicina, l’invio delle pillole – approvate dalla Fda e che si possono assumere fino alla decima settimana di gestazione – alle donne che vivono negli stati dove il loro diritto a scegliere è stato negato.
L’iniziativa non è priva di rischi legali per Elisa Wells e le altre attiviste del gruppo: possono infatti incorrere in indagini penali da parte delle magistrature locali, essere colpite da cause civili e perdere anche la licenza medica per aver inviato pillole abortive in uno stato dove la procedura è vietata. Per questo è stato ideato uno stratagemma, quello dell’inoltro postale: se per esempio una donna chiama il servizio di telemedicina dal Texas, dove l’aborto è vietato, può farsi mandare la pillola in Colorado, dove è legale, e da lì i servizi di inoltro postale lo fanno arrivare a destinazione. Inoltre, chi conduce il consulto telefonico sta ben attento a non fare molte domande sulla residenza effettiva della paziente. L’importante è che sia in grado di fornire un indirizzo in uno stato dove l’aborto è legale.
“‘Don’t ask, don’t tell”, ha detto Wells nei giorni scorsi al ‘Washington Post’ – citando il famoso mantra ‘non chiedere, non dire’, con cui negli anni ’90 il Pentagono si relazionava con i militari gay – spiegando come sul sito Plan C sia possibile verificare tutti i tipi di pillole abortive sicure, cioè autorizzate dalla Fda. Solo nei giorni immediatamente successivi alla sentenza della Corte Suprema, il sito aveva ricevuto oltre mezzo milione di visite.
Gli esperti sottolineano come, con questo boom di richieste di pillole abortive online, ci sia il rischio di incappare in siti che non offrono medicinali sicuri o che sono delle vere e proprie truffe. “I truffatori vanno dove c’è la domanda. Questa crea opportunità per i criminali e mette a rischio la sicurezza delle pazienti”, sottolinea a ‘Politico’ Libby Baney, della Alliance for Safe Online Pharmacies, un altro gruppo per la commercializzazione online delle pillole abortive.

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