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Bombe sul carcere con i soldati dell’Azov: 53 vittime. Ma Mosca accusa Kiev

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Scambio di accuse tra Russia e Ucraina. Per il capo dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk le forze ucraine avrebbero sferrato l'attacco per mettere a tacere i soldati sotto custodia dei filorussi
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Il numero dei soldati prigionieri ucraini morti durante il bombardamento della prigione di Yelenovka è salito a 53 persone e 75 feriti. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Interfax, citando fonti della difesa territoriale dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

«A seguito del bombardamento notturno da parte dell’esercito ucraino della colonia correzionale di Volnovakha, nel villaggio di Yelenovka, dove sono tenuti prigionieri di guerra ucraini, 53 persone sono state ucciso e altri 75 sono rimasti feriti», afferma il rapporto della Dnr. In precedenza, il ministero della Difesa russo aveva riferito che le forze ucraine avevano lanciato un attacco missilistico dal sistema di missili a lancio multiplo Himars contro il centro di detenzione preventiva dove erano tenuti i militari ucraini catturati, compresi quelli del reggimento Azov.

Per il capo dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk, Denis Pushilin, secondo quanto riferisce Interfax, il bombardammento sul centro di detenzione Olenivka sarebbe stato effettuato dalle forze ucraine «deliberatamente», per evitare le «testimonianze» dei soldati del battaglione Azov sotto custodia dei filorussi. Il bombardamento è stato deliberato per impedire che i componenti del battaglione Azov testimoniassero in merito ai crimini commessi», ha detto Pushilin aggiungendo che, al momento del bombardamento, erano presenti 193 persone nell’edificio.

Il consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, accusa a sua volta i russi spiegando che lo scopo dell’attacco alla struttura correttiva di Olenivka è quello di interrompere gli accordi relativi al loro scambio e di cercare di nascondere le prove sull’entità dei crimini di guerra russi. «Lo scopo di questo attacco, attentamente pianificato – ha spiegato su Telegram – è nascondere le prove della crescente portata dei crimini di guerra e della tortura russi, interrompere gli accordi di scambio, screditare le forze armate dell’Ucraina per l’uso di alcuni tipi di armi straniere che terrorizzano gli occupanti russi». Secondo i russi l’attacco alla prigione sarebbe stato compiuto dagli ucraini per mezzo del sistema missilistico americano Himars.

Il leader dell’unità Azov Andriy Biletsky ha annunciato invece che darà la caccia a tutti i russi coinvolti. Si stanno raccogliendo informazioni sulle vittime e sugli autori di questo crimine di guerra, ha scritto su Telegram. «Nell’attacco alla colonia di Olenivka – ha aggiunto – dove si trova la nostra gente di Azovstal, la scorsa notte i russi hanno ucciso alcuni dei cittadini dell’unità Azov catturati. Il comando russo ha inquadrato l’uccisione di massa di prigionieri come “azione dell’esercito ucraino”. Ma come era già ovvio, si è trattato di un atto premeditato, il Paese aggressore non conosce il concetto di onore, né il rispetto della Convenzione di Ginevra, delle regole, delle leggi e dei costumi di guerra». «La Russia – ha detto ancora – non potrebbe sconfiggere Azov in una lotta leale, quindi sta cercando di distruggerlo con il tradimento. A nome dell’unità Azov, io annuncio una caccia a tutti coloro che sono coinvolti nell’omicidio di massa. Ogni esecutore e ogni organizzatore, indipendentemente dalla sua posizione e ubicazione, sarà ritenuto responsabile».

 

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