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Tumori: cancro seno, algoritmo italiano prevede rischio metastasi

UniMi, identifica pazienti con carcinoma triplo negativo più aggressivo e per cui strategia immunologica produce dati incerti
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Milano, 20 giu. (Adnkronos Salute) – ‘Ariadne’, una piattaforma basata su algoritmi progettata da un gruppo di ricercatori dell’università Statale di Milano, è in grado di identificare i pazienti ad alto rischio di metastasi da tumore al seno triplo negativo, per i quali la strategia immunologica fornisce risultati incerti. Lo studio è pubblicato su ‘Scientific Reports’, rivista del gruppo Nature.
La stima del rischio che una paziente affetta da tumore al seno sviluppi un tumore metastatico è di fondamentale importanza per decidere la migliore strategia terapeutica nel quadro della medicina personalizzata, spiegano da UniMi. Questo è particolarmente vero per il trattamento del carcinoma mammario triplo negativo, per il quale non sono disponibili farmaci specifici e la chemioterapia è l’unica opzione di trattamento sistemico. Sarebbe quindi particolarmente importante trovare ‘firme molecolari’ in grado di suddividere le pazienti in gruppi ad alto e basso rischio, utilizzando una strategia personalizzata per evitare il sovratrattamento e i conseguenti effetti collaterali. Recentemente sono state proposte due strategie di questo tipo: la prima è appunto Ariadne, sviluppata da scienziati del Centro di complessità e biosistemi (Cc&b) dell’università degli Studi meneghina e commercializzata dallo spin-off Complexdata, e si basa sul calcolo del rischio di metastasi a partire dai dati di espressione genica ottenuti da biopsia; la seconda è stata messa a punto da colleghi canadesi e si basa sul ruolo del microambiente immunitario del tumore.
Nell’articolo su Scientific Reports, i ricercatori Cc&b hanno dimostrato che Ariadne è in grado di identificare pazienti ad alto rischio, le cui cellule tumorali sono più aggressive poiché si trovano in uno stato ibrido – tra quello mesenchimale, altamente mobile, e quello epiteliale, più simile al tessuto – e per cui la strategia immunologica fornisce risultati incerti.
“Ci siamo resi conto che il punto di forza di Ariadne è che è in grado di far luce sul rischio di metastasi in tumori che si trovano in una ‘zona grigia’, dove altri metodi non forniscono indicazioni – afferma Caterina La Porta, del Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali della Statale di Milano, che ha coordinato la ricerca – Questo punto è particolarmente importante quando si studia il ruolo del sistema immunitario nel cancro, un ambito di ricerca molto importante in questo momento”.
Il lavoro degli scienziati Cc&b ha combinato diverse competenze, dalla biologia del cancro alla fisica computazionale e statistica, evidenzia una nota UniMi. “Questo lavoro dimostra ancora una volta come la combinazione di punti di vista molto diversi possa portare a scoperte inaspettate”, commenta Stefano Zapperi, docente di Fisica teorica del Dipartimento di Fisica ‘Aldo Pontremoli’ dell’ateneo, coautore del lavoro.

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