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Pareschi (Ass. parchi permanenti italiani): “Ridurre cuneo fiscale e aumentare busta paga stagionali”

Il problema del reperimento dei personale stagionale non si può risolvere avvalendosi di extracomunitari.
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Roma, 20 giu. (Labitalia) – “Siamo convinti che per rispondere alla mancanza di personale nel settori dei parchi divertimento c’è bisogno di intervenire sui contratti stagionali, riducendo il cuneo fiscale e dando la possibilità a ragazzi che vogliono lavorare anche studenti, di essere occupati anche 3-4 mesi”. Lo dice all’Adnkronos/Labitalia Luciano Pareschi, presidente Associazione parchi permanenti italiani, aderente a Confindustria.
“Bisogna aumentare – auspica Pareschi – le buste paga dei dipendenti, che non possono più pesare sul datore di lavoro perché abbiamo raggiunto i massimi livelli: aumento continuo e costante di tutta una serie di costi dall’energia elettrica alle materie prime. E’ un settore che sta soffrendo e che occupa 25mila addetti diretti fino ad arrivare a 60mila con l’indotto”.
“Come associazione – precisa – al ministro Garavaglia abbiamo fatto presente che il problema del reperimento dei personale stagionale non si può risolvere avvalendosi di extracomunitari, perché abbiamo bisogno di persone che sappiano parlare ottimamente l’italiano e almeno altre due lingue straniere”.
“La difficoltà di reperire personale stagionale – puntualizza – non riguarda solo Gardaland, ma tutti i parchi in generale. Anzi, riguarda tutti i settori del turismo, dai ristoranti agli hotel”. “Nel mio parco Caribe Bay, a tema acquatico di Jesolo – spiega – di 220 persone sono riuscito a reperirne un 70%, mi mancano circa 50 persone. Questa situazione crea grossissimi problemi, perché mi ritrovo con 5 punti di ristoro chiusi su 12, creando disservizi ai nostri ospiti”.
“Eppure, il parco acquatico tematizzato in chiave caraibica – ricorda – ha compensato il 50% delle proprie emissioni di anidride carbonica attraverso un progetto che coinvolge direttamente anche i visitatori. L’obiettivo è di diventare a breve termine il primo parco divertimenti italiano completamente ‘carbon neutral’, entrando così nel novero di imprese italiane a ‘impatto zero’, che oggi sono meno dell’1% del totale”.
I biglietti venduti online sono abbinati ad un sistema di crediti tracciabili su blockchain: un link consente di scoprire i dettagli di ciascun progetto e quindi di scegliere quale supportare, direttamente dal proprio smartphone. Lo scopo è duplice: ridurre l’impatto del parco e sensibilizzare il consumatore finale sulla necessità di un atteggiamento più responsabile nei confronti del pianeta.

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