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Superbonus, Vettore (Assoproprietari): “Forte rallentamento per stop cessione crediti”

Roma, 17 giu. (Labitalia) - "Il forte impulso che il settore ha ricevuto dalle misure agevolative sta rallentando molto per il blocco che le banche stanno praticando nei confronti delle imprese che hanno ceduto i loro crediti". Così, con Adnkronos/Labitalia, Bruno Vettore, responsabile centro studi [...]
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Roma, 17 giu. (Labitalia) – “Il forte impulso che il settore ha ricevuto dalle misure agevolative sta rallentando molto per il blocco che le banche stanno praticando nei confronti delle imprese che hanno ceduto i loro crediti”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Bruno Vettore, responsabile centro studi Assoproprietari, sull’andamento del superbonus e dei diversi bonus edilizi.
“Con il recente provvedimento del 10 giugno 2022, l’Agenzia delle Entrate ha modificato il documento dello scorso 3 febbraio, relativo alla facoltà di eseguire due ulteriori cessioni dei crediti d’imposta, a favore di banche ed intermediari finanziari iscritti all’albo. Tale documento aveva stabilito la possibilità, per il beneficiario del Superbonus, di scegliere di usufruire, invece della detrazione, di un contributo anticipato sotto forma di sconto da parte dei fornitori impegnati nei lavori o della cessione del credito corrispondente alla detrazione, spiega Vettore.
“Nello specifico L’Agenzia delle Entrate ha modificato il contenuto degli articoli 119 e 121 del Dl n. 34 del 2020, riguardanti le alternative per il rimborso in caso di lavori di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica. L’art. 121 del Decreto Legge n. 34 del 2020, in particolare, sancisce: la facoltà di richiedere due ulteriori cessioni dei crediti a favore di banche ed intermediari finanziari iscritti all’albo; che i crediti oggetto di precedenti opzioni (prima cessione del credito o sconto in fattura), comunicate all’Agenzia delle Entrate dal 1° maggio 2022, non possono interessare le successive cessioni. A tal fine, ogni credito possiede un codice identificativo unico, da riportare nelle comunicazioni relative alle cessioni”, sottolinea ancora Vettore.
Secondo l’esperto “l’articolo 14 del Decreto Legge 17 maggio 2022, n. 50, inoltre, ha ulteriormente modificato l’articolo 121 del D.L. n. 34 del 2020, prevedendo la possibilità, per le banche e le società appartenenti ad un gruppo bancario iscritto all’albo, di effettuare la cessione a favore dei clienti professionali privati. È necessario, però, che questi ultimi abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca. La smobilitazione dei crediti incagliati contribuirà certamente a far procedere la situazione in maniere più fluida, restituendo “ossigeno” a quelle imprese, talvolta di piccole e medie dimensioni, che sono in estrema difficoltà”, spiega ancora.
Secondo Vettore inoltre “la recente pubblicazione dei dati Istat indica previsioni al ribasso per la crescita economica conseguente al rialzo dei tassi, all’aumento dei prezzi ed all’incertezza degli equilibri internazionali derivanti appunto dalla guerra in corso. Al momento, come risulta anche dal nostro osservatorio del Centro studi Assoproprietari, appare comunque evidente la tenuta del mercato immobiliare che nel 2021 ha superato le 740.000 compravendite, con un +30% rispetto all’anno precedente che aveva chiuso con 557.000 in ambito residenziale, e per il prossimo biennio dovrebbe comunque mantenersi intorno alle 700.000 compravendite, dato comunque significativo”.
Per il responsabile del centro studi di Assoproprietari “le politiche della Banca Centrale Europea e la crescita dello spread spingono al rialzo i tassi sui nuovi mutui che si avvicinano, a maggio, mediamente al tasso del 2% circa. E’ quanto emerge dal nostro Centro Studi Assoproprietari. In dettaglio, nel mese scorso si segnala un aumento dei tassi medi all’1,93% contro l’1,81% di aprile. Nelle ricerche sui motori di ricerca, tuttavia, i mutui a tasso fisso veleggiano già fra il 2,50% e il 2,75%%, con punte anche oltre il 3%”.
“I variabili -continua- sono ancora tra l’1% e l’1,5% ma questa differenza sembra destinata a ridursi velocemente viste le misure derivanti dalla stretta monetaria che incide anche sui tassi di mercato. Le conseguenze per le famiglie italiane saranno comunque limitate poiché oltre l’80% dei mutui contratti, ad oggi, sono a tasso fisso”.
“Ovviamente avranno un rincaro quelli a tasso variabile o chi si appresta a sottoscriverne un nuovo mutuo. Inoltre più che l’aumento dei tassi, è di fondamentale importanza la politica creditizia degli istituti bancari che, ad oggi, rimane favorevole alla concessione di mutui per l’acquisto casa. Il mercato comunque è ancora piuttosto vivace. Anche grazie alle norme a favore dei giovani under 36, l’acquisto delle prime case mostra andamenti in aumento”, aggiunge ancora.
E per Vettore “L’economia nazionale ed il nostro Prodotto interno lordo continueranno comunque a crescere, ma con maggiore lentezza rispetto a quanto si prospettava nel periodo post pandemia. Il tasso di inflazione dovrebbe arrivare al 6% circa, prevalentemente in relazione, appunto, all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Parallelamente anche i consumi delle famiglie cresceranno, sospinti anche dalle limitazioni che la pandemia ha provocato per un almeno 12/18 mesi”.
“Non a caso nel recente periodo -conclude- i risparmi sui conti correnti sono aumentati e quindi le famiglie torneranno a spendere in vacanze, viaggi e con tutta probabilità anche nel settore auto, visti i bonus agevolativi introdotti. Per quello che afferisce i piccoli proprietari, i costi energetici saranno un aggravio in più, ma non tale da cambiare l’affezione che le famiglie hanno per la casa. In Italia oltre il 75% delle famiglie sono proprietarie della loro casa, secondi solo alla Spagna e davanti a tutti gli altri paesi europei”.

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