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L’insostenibile mega Rems con le logiche di un manicomio

Le osservazioni critiche del Garante sulla struttura dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, composta da un insieme di moduli, formalmente separati, con ben160 posti letto
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Risolto un primo problema urgente riguardante la “mega” Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Castiglione delle Stiviere. Grazie alla segnalazione del Garante nazionale delle persone private della libertà, la direzione della struttura ha predisposto un ambiente idoneo e dedicato per la pratica religiosa islamica degli ospiti.

Il Garante ha visitato la Rems di Castiglione delle Stiviere il 14 dicembre scorso

Il 14 dicembre scorso, il Garante nazionale ha visitato la Rems di Castiglione delle Stiviere e tra le varie criticità che elaborerà nel prossimo rapporto, ha formulato una raccomandazione urgente perché si renda effettivo il diritto alla propria professione religiosa e alla sua espressione, così come sancito dall’articolo 9 della Convenzione europea per i diritti umani e dall’articolo 19 della Costituzione italiana.

Il Garante ha raccomandato che si predisponga un ambiente idoneo e dedicato alla pratica religiosa islamica

Il Garante segnala che le persone ospitate di religione islamica posso pregare, nei tempi stabiliti dalla propria religione, all’interno di un grande ambiente (il modulo “Aquarius”). Ma è un ambiente dove però si svolge una rumorosa socialità (biliardino ed altro) che non consentono il dovuto rispetto nei confronti della pratica religiosa. Per questo motivo, il Garante ha raccomandato che si predisponga al più presto un ambiente idoneo e dedicato che garantisca il rispetto della pratica religiosa degli attuali internati di religione islamica e che si provveda, più in generale, alla predisposizione di appositi spazi per la riflessione individuale e il culto qualora persone di altre religioni possano venire ospitate nei moduli di Castiglione delle Stiviere. Il Garante nazionale ha ritenuto di formulare questa specifica raccomandazione con urgenza per evitare che si possa «prefigurare una percezione soggettiva di non considerazione dei propri bisogni religiosi da parte di persone fragili nella definizione della propria individualità, che vivono un momento di difficoltà già nell’essere privati della libertà personale e che potrebbero elaborare negativamente tale percezione anche per la comunità ospitata nel suo complesso». Osservazione accolta dalla direzione della struttura.

L’ex Opg è stato riconvertito in “Sistema polimodulare di Rems provvisorie”

Resta però il problema principale. La struttura dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) Castiglione delle Stiviere è composta da un insieme di moduli, formalmente separati, ma – come osserva il Garante – «concettualmente e praticamente connessi per persone raggiunte da una misura di sicurezza sanitaria». E ciò è un male. Le Rems sono nate per essere piccole comunità. In mancanza di quelle, nella regione Lombardia l’ex Opg è stato riconvertito in “Sistema polimodulare di Rems provvisorie”. Quindi, di fatto, è un’unica mega Rems che ospita un totale di 160 posti letto. Come scrive il Garante nazionale, tale situazione si riverbera «in modo preoccupante sulla qualità dei percorsi terapeutici offerti alle persone ristrette negli otto moduli e in special modo per coloro accolti nel modulo denominato “Aquarius”».

La Rems di Castiglione ha aspetti ancora aspetti di tipo manicomiale

Resta, quindi, il problema della Rems di Castiglione delle Stiviere in termini di presenza per numero di persone ospitate e per la qualità della struttura caratterizzata da aspetti ancora di tipo manicomiale. Secondo il dottor Franco Corleone, ora garante dei detenuti di Udine, ma che nel febbraio del 2016 è stato nominato commissario unico per il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), si tratta principalmente di un discorso di allocazione corretta delle risorse. «Le risorse non possono essere utilizzate solo per fare padiglioni più belli e puliti che permangono concentrati in un luogo periferico rispetto alla Lombardia», afferma Corleone. L’ex commissario unico per il superamento degli Opg, ricorda che bisogna “aggredire” il doppio binario del proscioglimento per incapacità di intendere e di volere. «C’è una legge 81 da applicare nel modo migliore ma serve anche pensare a risolvere il problema alla radice, attraverso una riforma, perché ad oggi sommando le 568 persone in lista di attesa, quelle ad oggi presenti in Rems e quelle che ne sono uscite, si ottiene un numero totale che supera del doppio il numero degli ospiti degli Opg negli ultimi anni. Occorrerebbe verificare se sono aumentati i proscioglimenti per incapacità di intendere e di volere», conclude Corleone.

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