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Pnrr, Csel: “Nel 2021 varati 25 mld in bandi per comuni”

Roma, 2 gen. (Adnkronos) - Nel 2021 sono stati varati bandi del Pnrr, che riguardano gli enti territoriali, per un totale di circa 25 miliardi. Tra le voci più pesanti, in termine di volume d’affari, ci sono i 3 miliardi del Piano per gli Asili nido e le Scuole dell’infanzia, i 3,2 miliardi [...]
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Roma, 2 gen. (Adnkronos) – Nel 2021 sono stati varati bandi del Pnrr, che riguardano gli enti territoriali, per un totale di circa 25 miliardi. Tra le voci più pesanti, in termine di volume d’affari, ci sono i 3 miliardi del Piano per gli Asili nido e le Scuole dell’infanzia, i 3,2 miliardi stanziati per infrastrutture idriche, sviluppo Zes e Piste ciclabili urbane e turistiche, i 2,6 miliardi messi in campo dai 7 bandi del Mite per Regioni, Province e Comuni che riguardano la gestione dei rifiuti, i 2,5 miliardi circa destinati ai Progetti relativi a Piani urbani integrati e i 1.020 milioni riconducibili al Bando sulla rigenerazione culturale e sociale dei piccoli Borghi storici. Lo sottolinea il Centro studi enti locali (Csel) in uno studio elaborato per l’Adnkronos, ricordando che sono passati meno di 6 mesi dall’approvazione definitiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Nonostante il breve periodo trascorso dall’avvio del Programma ”l’imperativo è fare presto (e bene) per non rischiare di vedere andare in fumo buona parte delle risorse che l’Italia si è aggiudicata, almeno sulla carta, nell’ambito della concertazione con le autorità europee”.
Il Pnrr, infatti, è stato approvato a avviato nel 2021 e rappresenta un programma ”epocale” che il Csel auspica ”impatterà sull’intero Paese in maniera forte e la cui attuazione ha scalato rapidamente anche l’agenda delle priorità delle amministrazioni comunali, piazzandosi ai primi posti”.
Il Centro studi ripercorre le tappe principali che hanno portato a oggi, partendo dal Consiglio dell’economia e delle finanze dell’Unione europea, che ha ufficialmente approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano il 13 luglio 2021, insieme ad altri 11 piani presentati da altrettanti Paesi membri. Questo passaggio, che ha fatto seguito all’approvazione da parte della Commissione europea dello scorso 22 giugno 2021, ha rappresentato il via libera definitivo, indispensabile per sbloccare l’erogazione del prefinanziamento pari al 13,9% dell’importo totale del Pnrr.
”L’implementazione del Pnrr è ormai decisamente entrata nel vivo”, sottolinea il Csel. Tutti i bandi che riguardano direttamente gli enti locali, stando a quanto assicurato sia dai vertici del Mef che dall’Anci, dovranno essere varati entro il 30 giugno 2022. Questo perché un eventuale slittamento in avanti renderebbe improbabile che si arrivi, entro il 30 giugno 2026, all’effettiva realizzazione degli interventi da questi previsti. L’obiettivo è avviare tutti i cantieri entro dicembre 2023. Se si mancherà questo appuntamento, la messa a terra dei progetti, i cui soggetti attuatori sono gli enti locali, potrebbe essere irrimediabilmente compromessa e destinata a fallire.

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