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Bce: Weidmann, ‘scelte fiscali mettono a rischio politica monetaria’

Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - "Continuo a ritenere che la il ruolo dominante delle scelte fiscali possa rappresentare un grave rischio per la politica monetaria" di una banca centrale come la Bce. Lo ha sottolineato il presidente uscente della Bundesbank, Jens Weidmann, nel discorso in occasione del [...]
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Roma, 11 gen. – (Adnkronos) – “Continuo a ritenere che la il ruolo dominante delle scelte fiscali possa rappresentare un grave rischio per la politica monetaria” di una banca centrale come la Bce. Lo ha sottolineato il presidente uscente della Bundesbank, Jens Weidmann, nel discorso in occasione del passaggio di consegne con il suo successore Joachim Nagel definito “senza dubbio, la persona giusta per affrontare le sfide” che attendono la banca centrale tedesca. Weidmann, noto per le posizioni da ‘falco’, ricorda di avere “più volte sottolineato i rischi e gli effetti collaterali delle misure non standard” adottate dalla Bce – come da altre banche centrali – dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2008: una opposizione dettata dalla preoccupazione che questi interventi non convenzionali “potessero minacciare” il mandato di perseguire la stabilità dei prezzi “rendendo sempre più strettamente collegate politica monetaria e politica fiscale”.
Weidmann ha riconosciuto come “le discussioni in seno al Consiglio direttivo della Bce non sono state sempre facili e talvolta sono state anche controverse. Una delle ragioni di ciò è che non esisteva un progetto per rispondere alle varie crisi. Un altro è che l’unione monetaria, con la sua politica monetaria unica e 19 politiche fiscali nazionali indipendenti, è una struttura sui generis molto diversa” da altre aree monetarie, che hanno un riferimento nazionale.
“È stato un periodo difficile in cui, a volte, è stato necessario prendere decisioni difficili sotto pressione e con conseguenze di vasta portata. Non solo abbiamo discusso tra di noi, ma ci siamo anche tormentati per la strada giusta da seguire” ha aggiunto, ricordando in particolare che proprio per questo, come presidente della Bce, “Mario Draghi non ha avuto vita semplice nel suo mandato e le posizioni che ha adottato non lo hanno facilitato. Posso confermarlo per le molte discussioni” avute con lui. Weidmann ha quindi elogiato la capacità dell’attuale presidente della Bce Christine Lagarde di “creare una atmosfera costruttiva, aperta e orientatata alla ricerca di soluzioni”.

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