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Scuola, Pacifico (Anief): “vaccino o niente stipendio? Paradossale se si guarda a Rdc e vessatorio perché esclude universitari”

Roma, 25 nov. (Adnkronos) - "Incostituzionale, vessatorio, illogico, inutile". Con quattro parole, Marcello Pacifico, presidente dell'Anief Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, liquida in un colpo solo il nuovo decreto super green pass con cui il Governo impone l'obbligo vaccinale al personale [...]
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Roma, 25 nov. (Adnkronos) – “Incostituzionale, vessatorio, illogico, inutile”. Con quattro parole, Marcello Pacifico, presidente dell’Anief Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, liquida in un colpo solo il nuovo decreto super green pass con cui il Governo impone l’obbligo vaccinale al personale scolastico e la terza dose, anche detta di richiamo. “E non da meno anche paradossale – aggiunge all’Adnkronos – se si guarda ai percettori del reddito di cittadinanza per cui chi non lavora percepisce qualcosa e chi non lavora no. Oggi abbiamo avviato il ricorso d’urgenza. Vogliamo sospendere gli atti attuativi della norma. Ed il 10 dicembre sarà sciopero generale, dato che nella manovra non sono state messe le risorse promesse per mettere la scuola al centro del Paese”.
“In primo luogo – prosegue il sindacalista – la vaccinazione obbligatoria è palesemente incostituzionale e vessatoria se effettuata solo nei confronti del personale scolastico e non verso quello universitario. Inoltre è illogica perché gli studenti vanno a scuola senza obbligo di green pass. E poi è inutile: si va verso la chiusura di sempre più classi e plessi. In Campania l’8 dicembre si discute di mettere in dad tutte le secondarie superiori ed in Lombardia ci sono già 900 classi in quarantena”. Non da ultimo, secondo Pacifico “il governo non può pensare di dare il reddito di cittadinanza a chi non lavora e non è vaccinato e allo stesso tempo privare dello stipendio, perché non è vaccinato, chi un lavoro lo ha. E’ un sistema aberrante. Inconcepibile. Noi percorreremo la strada giudiziaria a tutti i livelli – conclude – con ricorso alle istituzioni comunitarie e ai tribunali del lavoro”.
(di Roberta Lanzara)

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