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Clima, Draghi: «I soldi non sono un problema, usiamoli in fretta»

L'intervento del premier al summit di Glasgow: «La crisi climatica influisce sulla pace e sulla sicurezza». L'impegno di Biden: «Questo è il decennio decisivo»
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Nemmeno il tempo di salutare l’ottobre romano che i leader impegnati nel G20 italiano dello scorso weekend si sono ritrovati alla Cop26, la conferenza Onu sul clima, iniziata oggi a Glasgow e copresieduta da Regno Unito e Italia. A fare gli onori di casa dunque il premier britannico Boris Johnson e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che nel suo intervento all’avvio dei lavori ha puntato l’accento sulle risorse da spendere per contrastare la crisi climatica.

«Dobbiamo far lavorare insieme il settore pubblico e quello privato, in modi nuovi – ha scandito l’ex presidente della Bce – Il Principe Carlo ci ha fornito una road map e il primo ministro Johnson ha evidenziato quanto denaro disponibile ci sia: parliamo di decine di migliaia di miliardi di dollari, ma ora dobbiamo utilizzarli». L’obiettivo, secondo Draghi è «trovare modi intelligenti per spenderli, e spenderli velocemente» e per farlo c’è solo una via. «Abbiamo bisogno, innanzitutto, che tutte le banche multilaterali di sviluppo, e soprattutto la Banca Mondiale, condividano con il settore privato quei rischi che esso non può sostenere da solo – ha aggiunto il presidente del Consiglio – Abbiamo bisogno di programmi specifici per i paesi, in cui la Banca Mondiale e le altre banche multilaterali di sviluppo possano realmente condividere le azioni e rendere tutto questo denaro utilizzabile ai fini di uno sforzo positivo: i soldi non sono un problema, se vogliamo usarli bene».

Ma ai lavori della Cop26, che proseguirà per i prossimi dieci giorni, non sono presenti né il presidente cinese Xi Jinping né quello russo Vladimir Putin. E sarà con loro che, prima o poi, si dovrà trattare per avere un mondo più pulito. «I giovani devono essere al centro di questo processo – ha concluso Draghi – Le generazioni future ci giudicheranno per quello che riusciamo a fare, o per ciò che non riusciamo a fare: dobbiamo coinvolgerli, ascoltarli e, soprattutto, imparare da loro».

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