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Mostre: il Braille compie 200 anni, lo celebra ‘Pars costruens’ di Fulvio Morella

'L'arte può essere vista da tutti'- Al via oggi al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano
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Milano, 11 ott. (Labitalia) – Al via oggi al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano la mostra “Pars Construens” curata da Sabino Maria Frassà e dedicata ai quadri-scultura di Fulvio Morella. L’artista, selezionato dal progetto non profit Cramum, ha riflettuto sul significato di progresso e futuro in termini di inclusione attraverso il legno, il metallo, l’architettura, l’archeologia e la scrittura in Braille a 200 anni dalla sua ideazione. “L’arte può e deve essere vista da tutti, perché ognuno di noi è semplicemente unico e diverso nel modo in cui vive il mondo che ci circonda”, spiega Morella introducendo la mostra che è la prima tappa del progetto artistico “Blind Wood” in cui la scrittura in braille da un lato diventa elemento decorativo, dall’altro, la chiave per comprendere e interpretare le forme delle opere solo a prima vista astratte.
In realtà tutti i quadri scultura in mostra rileggono in ottica contemporanea noti monumenti, luoghi storici e simboli di un’antichità ancora viva ai giorni d’oggi: dagli Anfiteatri di Milano, Catania e Lucca, al Pantheon, all’Arena di Verona alle rosse cupole di Palermo. Il Braille diventa così il ponte che unisce il passato al futuro, facendo comprendere come i limiti siano i punti di partenza per crescere. “Il progresso è assimilazione” ripete l’artista e le sue opere sono un racconto multisensoriale, olistico e inclusivo su come l’umanità evolva in modo corale, assimilando e rielaborando il proprio passato, senza mai negarlo né cancellarlo del tutto.
L’origine del titolo della mostra Pars construens è da ricercarsi nella nota locuzione latina impiegata per la prima volta da Bacone nel XVI secolo per indicare un’attitudine costruttiva e propositiva nell’affrontare ogni aspetto dell’esistenza. Come spiega il curatore, Sabino Maria Frassà, “Morella impiega la storia dell’architettura e del braille per mostrarci l’attualità della riflessione del filosofo inglese Bacone, per cui nell’uomo coesistono una “pars destruens”, che critica e demolisce, e una “pars construens” in grado di discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ovvero di elaborare il passato e ciò che ci circonda per farne qualcosa di nuovo”.
“Le nostre città sono del resto frutto di una stratificazione architettonica, di un’operazione secolare di assimilazione integrativa, che i più ignorano: dalle piante delle città di origine romana, alle chiese costruite sui templi pagani, alle chiese costruite su altre chiese precedenti, agli edifici costruiti con il materiale degli edifici preesistenti. Fulvio Morella realizza così opere che celebrano i luoghi-simbolo: il ciclo degli anfiteatri (Verona, Milano, Lucca e Catania) ma anche i luoghi di culto rivissuti nei secoli (dal Pantheon alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti a Palermo)”, osserva Frassà.
L’importanza “dell’altro” e di “ciò che ci circonda” è il fulcro della mostra di Morella. L’artista introduce questo concetto nel suo lavoro in modo esplicito attraverso il braille, che per la prima volta compare nelle sue opere a fianco del legno tornito e delle superfici metalliche che hanno caratterizzato le opere precedenti. Solo attraverso la lettura delle “decorazioni in braille”, stampate in 3D su tutte le opere, si potrà comprendere cosa rappresentino realmente. Queste opere multisensoriali potranno essere così pienamente comprese solo attraverso la condivisione dei linguaggi (visivo, tattile e braille) e, come ripete sempre l’artista, “aiutandosi gli uni con gli altri. Perché le mie opere premiano la diversità, anche fisica. Il futuro, del resto, non è mai autoreferenziale e non nasce da un ripiegarsi su noi stessi, quanto dal dialogo con ciò che è diverso nel tempo e nello spazio”.
“Pars Construens” (aperta fino al 25 febbraio con chiusura dal 23 dicembre al 9 gennaio) è la terza mostra del ciclo “Extraordinario”, il progetto artistico di Gaggenau e Cramum che nel corso di tutto il 2021 anima, attraverso un percorso dinamico e ispirato a un futuro di materia, bellezza e progresso, gli spazi Gaggenau DesignElementi di Roma e Milano. “Extraordinario” si ispira agli elementi alla base del successo e del design di Gaggenau: la luce e l’invisibilità – punti di partenza della ricerca estetica del brand – e l’utilizzo di materiali come vetro, metallo e legno – che da sempre rappresentano la storia del marchio tedesco. Per informazioni sulla mostra: [email protected]

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