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Farmacie private, rinnovato contratto a 60 mila addetti

Aumento salariale 80 euro al mese - Intesa su Covid prevede 2 euro a vaccinazione o 200 euro l'anno
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Milano, 13 set. (Labitalia) – “Rinnovato il contratto nazionale applicato ai circa 60mila addetti delle oltre 18mila farmacie private” italiane. “A 8 anni dalla scadenza, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – annunciano in una nota – hanno siglato con l’associazione datoriale di settore Federfarma l’ipotesi di accordo che punta a valorizzare le professionalità, oltre a riconoscere un giusto adeguamento salariale”. “Il settore a regime conta complessivamente circa 20mila farmacie, comprese le farmacie pubbliche, e più di 6mila parafarmacie”, ricordano i sindacati che, “tenuto conto delle posizioni espresse da Federfarma nel corso di questi anni e delle caratteristiche della presenza sindacale nel settore”, esprimono “una valutazione complessivamente positiva sull’ipotesi di accordo, che consente di concludere una difficile vertenza e di riaffermare la funzione del contratto nazionale di lavoro quale fondamentale tutela per i lavoratori e le lavoratrici”. I sindacati rivendicano la “mobilitazione” e l'”impegno” dei lavoratori “nella difficile fase della trattativa, chiusa grazie anche alle azioni di lotta e rivendicazione messe in campo in questi anni”. E sintetizzano i contenuti dell’ipotesi di accordo che prevede, fra le altre cose, un “aumento salariale pari a 80 euro mensili, a decorrere dal 1 novembre 2021, in unica soluzione”.
Il nuovo contratto scadrà il 31 agosto 2024. A latere dell’ipotesi di accordo, informano le sigle, “è stata sottoscritta anche l’intesa relativa all’affidamento alle farmacie del Piano nazionale vaccinale e delle attività di screening per Covid-19 mediante tamponi antigenici rapidi e test sierologici. Prevede la costituzione di un Osservatorio nazionale e di Comitati regionali paritetici cui è assegnato il compito di individuare e suggerire, anche attraverso apposite linee guida, adeguate soluzioni al fine di dirimere eventuali problematiche; inoltre, si conviene il riconoscimento di un compenso aggiuntivo non inferiore a 2 euro lordi per ciascuna vaccinazione effettuata dal farmacista; quest’ultimo potrà, in alternativa, optare per un compenso forfettario annuale nella misura di 200 euro lordi”.In merito al capitolo “professionalità – dettagliano i sindacati – si introduce una nuova figura professionale nell’area Quadri che, nell’ambito della ‘farmacia dei servizi’, svolga attività di gestione di uno specifico settore o area, oppure assuma la responsabilità del coordinamento dei servizi nelle farmacie organizzate per svolgere pluralità di servizi”.
Quanto ai “permessi retribuiti, confermato il diritto per i lavoratori in forza e si introduce un criterio di maturazione progressiva per i nuovi assunti: per coloro che saranno assunti dal primo novembre 2021 dai titolari di farmacie fino a 40 dipendenti, le ore di permesso aggiuntive alle ex festività (40 ore) verranno riconosciute in misura pari al 50%, decorsi 3 anni dall’assunzione e in misura pari al 100% decorsi 6 anni dall’assunzione. A tal fine si terrà conto anche del servizio prestato presso altre farmacie e del periodo prestato in contratto a tempo determinato o di apprendistato”. Capitolo “assistenza sanitaria integrativa: si introduce il diritto alla prestazione a totale carico del datore di lavoro nella misura di 13 euro mensili. Ove non sia individuato il Fondo bilaterale per l’erogazione delle prestazioni, il lavoratore percepirà un importo retributivo di pari importo”. Ancora, “si prevede la riforma dell’Ente bilaterale, secondo criteri di efficienza e certezza di prestazioni. Il suo finanziamento sarà ripartito tra datori di lavoro e dipendenti e decorrerà al momento di completamento del predetto cambiamento”.

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