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Presunti pestaggi nel carcere di Piacenza, il gip chiede nuove indagini

Per il magistrato alcune dichiarazioni dell’indagato, l’ispettore capo Giovanni Marro, sarebbero contraddittorie. L’agente è anche a processo per le violenze consumate nei confronti di Rachid Assarag nel 2016 sempre a Piacenza
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Il gip rigetta la richiesta di archiviazione per il presunto pestaggio avvenuto nel carcere di Piacenza nei confronti di Saidi, un detenuto tunisino. Le indagini dovranno proseguire, allargando gli interrogatori per approfondire alcune dichiarazioni dell’indagato, l’ispettore capo Giovanni Marro, che il gip stesso valuta contraddittorie.Il presunto pestaggio nei confronti di Saidi sarebbe avvenuto il 20 luglio 2017.

Il pm di Piacenza aveva richiesto l’archiviazione

Il pm di Piacenza ha richiesto l’archiviazione a febbraio del 2020, ma il gip, tenendo conto dell’opposizione del difensore del detenuto, l’avvocato Luca Sebastiani, ora assegna tre mesi di tempo agli inquirenti, chiedendo di approfondire alcune questioni. «Non appare pienamente credibile, in assenza di adeguati riscontri, – scrive il gip nel provvedimento – la versione dei fatti resa proprio da Marro Giovanni, segnatamente alla luce delle contraddizioni evidenziate efficacemente dall’opponente e rimaste a tutt’oggi fonti di interrogativi, pur a fronte delle argomentazioni esposte nella memoria depositata dal difensore dell’indagato».

Per questo motivo, il gip chiede di estendere l’attività di assunzione di informazioni sulle circostanze attinenti alla presenza di Marro sul luogo del fatto e ai suoi spostamenti nel corso della giornata, «escutendo – indica sempre il gip nel provvedimento – le persone allora presenti presso la Casa circondariale e non sentite dagli inquirenti, tra cui in particolare gli altri partecipanti al Consiglio di disciplina riunitosi in tale data». Sì, perché dalle carte non risulterebbe la presenza dell’indagato al consiglio.

Il gip ordine di approfondire anche compatibilità tra le lesioni riportate da Saidi e la mera permanenza nella cella di isolamento

Non solo. Il gip ordina di approfondire un altro aspetto che risulta controverso, «visto che non è – si legge sempre nel provvedimento – risolvibile, sulla base dei soli elementi emersi nel corso delle indagini è costituito dal tema della compatibilità tra le lesioni riportate da Saidi e la mera permanenza dello stesso nella cella di isolamento». Secondo il gip, la risoluzione di tali questioni problematiche appare necessaria «al fine di valutare la completezza dell’attività di indagine sino ad ora svolta e assumere le necessarie determinazioni in ordine alla sostenibilità dell’accusa in giudizio».

Per questo motivo il gip ha ordinato la prosecuzione delle indagini, con identificazione e assunzione di dichiarazioni dalle persone presenti al Consiglio di disciplina riunitosi il 20 luglio 2017 presso la Casa circondariale di Piacenza, allo scopo di accertare se l’indagato fosse presente in tale sede e comunque presso l’istituto penitenziario quel giorno. Inoltre dovrà essere effettuato un approfondimento di carattere medico-legale in risposta ai rilievi critici sollevati dal consulente della difesa, con riguardo al tema della compatibilità tra le lesioni riportate dal detenuto Saidi e la sua collocazione in una cella di isolamento.

L’ispettore capo Giovanni Marro è a processo nche per i presunti pestaggi a Rachid Assarag

Per la cronaca, l’odierno indagato, ovvero l’ispettore capo Giovanni Marro, è imputato assieme a un alto collega in un processo in corso per un altro caso di presunto pestaggio avvenuto l’anno precedente sempre nel carcere di Piacenza ai danni di un detenuto. Parliamo del caso di Rachid Assarag. Il fatto risalirebbe al 2016. Anche in quella circostanza il pm aveva richiesto archiviazione, poi rigettato dallo stesso gip. Assarag nel maggio 2016 aveva denunciato di aver subìto violenza da parte del personale della casa circondariale piacentina. Partì l’inchiesta e il sostituto procuratore indagò per lesioni aggravate tre agenti della penitenziaria intervenuti dopo la protesta del detenuto che si era barricato in cella.

Nel 2017 però il pm chiese l’archiviazione per tutti e tre, ma l’avvocato Fabio Anselmo si oppose e il fascicolo finì al gip il quale rigettò due delle tre richieste del pm. Arriviamo quindi al processo che è iniziato il 22 febbraio scorso e che vede come imputato l’odierno indagato per l’ennesimo presunto pestaggio, per il quale il Pm dovrà proseguire le indagini per dipanare le contraddizioni indicate dal gip.

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