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Bombardieri (Uil): «Il green pass non serve per lavorare»

Referendum anti-green pass, parte la raccolta firme
Bombardieri, segretario Uil, a tutto campo. «Il green pass necessario per gli eventi, non per lavorare». Il sindacalista approva la riforma del lavoro del ministro Orlando.
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«Io sono vaccinato e sono favorevole al green pass per l’accesso agli eventi, ai concerti. Ma per tornare al posto di lavoro non serve, bastano già tutti quei protocolli di sicurezza usati finora». Così, Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil, in un’intervista al Corriere della Sera in cui definisce «comportamenti al limite» i casi di imprenditori pronti a non far entrare personale senza certificazione.

Bombardieri chiede tamponi gratuiti

«Se non posso entrare a lavorare, allora mi paghi il tampone – prosegue Bombardieri – Ma io penso che su questo sia il parlamento a dover intervenire, è la politica che deve assumersi le proprie responsabilità, non scaricandola sulle parti sociali». Per il segretario Uil, l’obbligo per le mense aziendali «è assurdo. Nelle mense aziendali i protocolli di sicurezza sono già molto rigidi, non è come un ristorante, c’è una turnazione e i lavoratori mangiano da soli».

La riforma degli ammortizzatori sociali

«Se qualcuno sostiene che la riforma degli ammortizzatori sociali debba essere universale e quindi fatta con la finanza pubblica, sbaglia di grosso» perché «servono risorse importanti e investimenti consistenti» ma «c’è qualche associazione che pensa già di scaricare tutto sui lavoratori, magari facendo slittare di anni il rinnovo del contratto. Non si può ragionare così, soprattutto dopo tutto quello che è successo in questo anno e mezzo» afferma Pierpaolo Bombardieri.

La riforma Orlando

«La riforma degli ammortizzatori sociali riguarda tutti, lavoratori e aziende e ognuno deve contribuire per far ripartire il Paese, ognuno deve fare la sua parte, senza pensare di scaricare i costi sui lavoratori». Per il sindacalista, la riforma del ministro Orlando «è buona perché copre tutti i lavoratori. È una risposta positiva alle nostre richieste», anche se «è necessario avviare anche un grande piano di riqualificazione e formazione professionale per tutti quei lavoratori che oggi prendono la Naspi». (Lapresse)

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