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Matteo Renzi indagato per finanziamento illecito. Lui: «L’ho saputo da un giornalista…»

Il leader di Iv indagato insieme al manager dei vip Lucio Presta. Nel mirino della procura di Roma, secondo il Domani che ne dà notizia, ci sarebbero i bonifici del documentario "Firenze secondo me"
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«Chi va controcorrente non ha paura di niente e di nessuno. Ai giustizialisti rispondiamo con la forza dei fatti, delle carte, della verità». Così Matteo Renzi commenta su Twitter la notizia diffusa dal quotidiano Domani secondo cui lui e il manager dei vip Lucio Presta sono indagati dalla procura di Roma per finanziamento illecito e false fatturazioni.

«L’indagine», spiega il giornale di De Benedetti, «verte sui rapporti economici e i bonifici da quasi 750mila euro versati dall’agente delle star all’ex premier per il documentario Firenze secondo me e alcuni contratti per la cessione di diritti d’immagine». L’accusa: «Fatture relative a operazioni inesistenti, Presta e il figlio Niccolò (anche lui indagato, ndr) hanno realizzato risparmio fiscale usando costi occulti del finanziamento della politica». Ma il leader di Italia viva non ci sta a recitare la parte del furbetto e a stretto giro contrattacca: «Oggi alle cinque e mezza mi chiama un giornalista, Emiliano Fittipaldi, e mi dice “senatore, ti comunico che sei indagato dalla procura di Roma”. Di solito queste comunicazioni le fanno i magistrati o la polizia giudiziaria, in Italia l’informazione viene data da un giornalista…», dice Renzi in un video su Facebook.

«Questo avviso di garanzia non so in che cosa possa sostanziarsi, si parla di una mia attività professionale che sarebbe finanziamento illecito cosa che non sta né in cielo né in terra. Quando arriveranno gli atti, e non i tweet dei giornalisti, potremo confrontarci nella sede del processo», prosegue l’ex presidente del Consiglio, convinto che la diffusione della notizia nel giorno dell’uscita del suo libro non sia frutto di una casualità: «Quello che mi colpisce è che qualcuno pensa forse che io mi possa fermare di fronte a certe cose» dice. «Sono casualità che si ripetono. L’altra volta quando ho fatto la presentazione del libro hanno arrestato mio babbo e mia mamma, stavolta si sono limitati a un avviso di garanzia…».

 

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