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In Calabria arriva il turismo giudiziario: l’inchiesta di Gratteri diventa un’attrazione

Chi arriva all'aeroporto di Lamezia trova un originale segnale di "benvenuto" in un gigantesco poster pubblicitario sul processo Rinascita Scott. Questa volta ci siamo: il turismo è pronto a decollare
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Questa volta ci siamo: il decollo del turismo calabrese sembra assicurato. Contrariamente a tutte le previsioni, il volano non sarà il mare azzurro e neanche le montagne incantate della Sila o dell’Aspromonte e neppure i Bronzi di Riace, le “rovine” di Capo Colonna e della civiltà greca. Chi arriva all’aeroporto di Lamezia trova un originale segnale di “benvenuto” in un gigantesco poster pubblicitario sul processo Rinascita Scott.

Sembra un invito a visitare l’aula bunker più grande d’Italia in cui si sta celebrando il processo nel disinteresse generale dei calabresi. Ed è più che verosimile immaginare che in un prossimo futuro ci saranno le guide pronti ad invitare i turisti appena arrivati a Lamezia a fare un tour della “Calabria criminale”. Guide esperte in grado di cogliere al volo l’atteggiamento spavaldo del capo cosca, la subalternità degli uomini di sgarro e dei picciotti di giornata. Particolare attenzione sarà dedicata ai “massoni-santisti” che, sia pur senza prove, sono ascesi nell’olimpo della ‘ndrangheta.

Già i ristoranti calabresi si stanno attrezzando con piatti adeguati: “tagliolini alla Rinascita Scott con carciofi di Limbadi”, “costolette di capra alla Mancuso”, “antipasto dei picciotti”, torta alla “massomafia” bagnata con “vino delle cosche” fatto invecchiare da vecchi latitanti. Provenienza dei prodotti assolutamente doc e rigorosamente certificata. Basterà pagare un supplemento e si potrà scorgere sia pure da lontano la “Guida Suprema”, non solo della Procura di Catanzaro ma della Calabria intera. Anche se solo per pochi minuti i turisti vedranno “la gloria di Colui che tutto muove e nella Calabria penetra e si espande”.

La Calabria non è la Corea del Nord dove Kim Jong governa con crudele ferocia mentre i coreani lo acclamato come “figlio del Cielo”. La Calabria è la solo una regione in cui media e potere, hanno costruito con grande abilità il culto della Personalità. L’immagine della Suprema Guida. Cosa che non s’è mai fatto verso Falcone o Borsellino mentre erano in vita. Il culto della Personalità serve, eccome serve, al potere per collocare e governare la Calabria e tenerla nel terzo mondo a livello dell’Iran, della Corea del Nord, o dell’Iraq di Sadam.

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