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Ermini: «Momento difficile, ma il Csm ha voglia di riscatto»

Le parole del vicepresidente del Csm in apertura del plenum
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Un «momento difficile per la magistratura» che, come «anche il Csm», «ha voglia di grande riscatto, sente l’orgoglio di riscatto». Con queste parole il vicepresidente del Csm David Ermini ha aperto il plenum di questa mattina, il primo dopo la nuova “bufera” che si è scatenata sulle toghe con i verbali di Amara e i dossier al
Csm. Ermini, in particolare, ha iniziato il suo intervento in plenum ricordando il magistrato Pietro Scaglione, ucciso dalla mafia il 5 maggio del 1971, e il giudice Rosario Livatino, che sarà beatificato domenica prossima. «Scaglione e Livatino – ha sottolineato Ermini – sono figure a cui fare riferimento».
Il pm Paolo Storari, intanto, indagato dalla procura di Roma in merito all’inchiesta sui verbali secretati di Piero Amara, ex avvocato esterno dell’Eni che ha svelato la presunta loggia Ungheria con nomi noti, si è dichiarato pronto a chiarire e a parlare nelle sedi opportune e a farlo con carte alla mano. Nessuna paura di spiegare – sabato prossimo quando è atteso davanti ai pm di Roma – cosa è successo negli uffici al quarto piano della procura di Milano, dove il presunto immobilismo dei vertici ha portato Storari a consegnare all’allora consigliere del
Csm Piercamillo Davigo verbali coperti da segreto, verbali poi diffusi dalla segretaria di Davigo (lei è indagata per calunnia e ora è sospesa) ad alcune testate giornalistiche. 

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