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Kung: il teologo ribelle che contestò l’infallibilità papale/ Adnkronos (4)

(Adnkronos) - Dal 1996 è Küng era professore emerito, avendo lasciato l'insegnamento per raggiunti limiti di età. Non per questo ha rinunciato a far sentire la sua voce, continuando ad essere tra i principali critici dell'autorità papale (ripetute le sue prese di posizione sui pontefici Karol Wojtyla [...]
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(Adnkronos) – Dal 1996 è Küng era professore emerito, avendo lasciato l’insegnamento per raggiunti limiti di età. Non per questo ha rinunciato a far sentire la sua voce, continuando ad essere tra i principali critici dell’autorità papale (ripetute le sue prese di posizione sui pontefici Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger) e del culto mariano. Ha proseguito la sua battaglia affinché la Chiesa cattolica, sulla base del Concilio Vaticano II, si apra all’ammissione delle donne a ogni ministero, favorisca la partecipazione dei laici alla vita religiosa, incentivi il dialogo ecumenico e interreligioso e si apra al mondo, abbandonando l’esclusivismo teologico e l’eurocentrismo. In materia bioetica ha sostenuto che secondo la dottrina ufficiale, nei casi di utilizzo di “mezzi straordinari” per il mantenimento della vita, la loro sospensione non si configuri come eutanasia.
Küng è passato ad occuparsi della teologia delle religioni non cristiane con il fine di riconoscere i valori comuni delle diverse religioni e rafforzare la cooperazione fra queste ultime in numerosi libri, mentre con “Teologia in cammino. Un’autobiografia spirituale” (Mondadori, 1987) si era dedicato ad analizzare i diversi modelli interpretativi della teologia nella storia. Contemporaneamente, le sue posizioni sono rimaste molto critiche nei confronti dell’immobilità delle gerarchie ecclesiastiche (dubbi sull’infallibiltà del papa, auspicio per l’ammissione delle donne e dei laici a ogni ministero), posizioni che ha ribadito in “Perché sono ancora cristiano” (Marietti, 1988), “Cristianesimo. Essenza e Storia” (Rizzoli, 1997), “La Chiesa Cattolica. Una breve storia” (Rizzoli, 2001), “Etica mondiale per la politica e l’economia” (Queriniana, 2002).
Nel 1993 ha creato la Fondazione Weltethos (Etica mondiale), impegnata a sviluppare e rinforzare la cooperazione tra le religioni mediante il riconoscimento dei valori comuni e a disegnare un codice di regole di comportamento universalmente condivise. Tra i numerosi riconoscimenti la Medaglia Otto Hahn per la Pace della Società Tedesca per le Nazioni Unite nel 2008 e il Premio internazionale Nonino nel 2012. Nel 1994 aveva ricevuto la Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca.

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