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Vaccinazioni: Speranza rassicura, ma in Lombardia è caos

Si dice ottimista il ministro della Salute sulle vaccinazioni, mentre non si placano le polemiche per i disagi in Lombardia
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Da una parte le rassicurazioni del governo per il piano vaccinale che dovrebbe dare i suoi frutti entro l’estate, dall’altra le notizie che arrivano dalla Lombardia che destano preoccupazioni. Nel mirino la piattaforma di prenotazioni di Aria Lombardia che continua a creare disagi alle persone prenotate per le vaccinazioni anti Covid. Disguidi si sono verificato nel corso della giornata nei centri vaccinali di Como, Cremona e della Brianza. Medici e infermieri erano pronti a vaccinare, ma i pazienti in coda erano molti meno rispetto alle prenotazioni effettuate tramite la piattaforma Aria, che pare non abbia mandato gli sms di conferma agli interessati.In particolare, A Cremona in mattinata sono arrivati solo una sessantina dei 600 prenotati. Il personale si è subito attivato per contattare chi, tra over 80, insegnanti, militari e forze dell’ordine, era in lista d’attesa e a fine giornata si contavano 1100 vaccinazioni, 638 con Pfizer e 472 con AstraZeneca.A Como inizialmente in coda cerano solo poche persone, ma grazie alle convocazioni d’urgenza sono state eseguite tutte le 772 vaccinazioni programmate per i cittadini lariani over 80, di cui 136 prime dosi e 212 dosi AstraZeneca.Anche la ASST Monza, dopo il caos iniziale, è riuscita a portare a termine le 1300 somministrazioni programmate, di cui 400 con AstraZeneca destinate al personale scolastico.Da quanto si è saputo, la causa del malfunzionamento del servizio di prenotazioni potrebbe essere stata causata da un «overbooking». Anche questa mattina all’hub della Fiera si sono presentate molte meno persone rispetto a quelle previste.

Ritardi che si sono trasformati in polemiche politiche. Durissimo su Facebook il deputato M5S Stefano Buffagni: «Lo schifo che sta succedendo in Regione Lombardia sulla gestione delle vaccinazioni e la totale inadeguatezza dei suoi dirigenti di Aria Spa è sotto gli occhi di tutti. La Moratti e Fontana sono fermi a difendere un sistema evidentemente inadeguato: vanno cacciati gli incapaci che stanno facendo un disastro dopo l’altro». E la segretaria metropolitana del Pd Milano Silvia Roggiani rilancia: «Facciamo un appello al generale Figliuolo: la macchina politica etecnica è nel caos più totale, venga qui e prenda in mano la situazione. Questa giunta sta umiliando gli sforzi immensi di medici, infermieri e operatori sanitari, per non parlare di quelli di tutte le cittadine e di tutti i cittadini lombardi, che hanno davvero perso la pazienza».

Il ministro  Speranza: «Faremo un’estate diversa»

«Penso che faremo un’estate diversa rispetto alle giornate che stiamo attraversando di oggi ancora con le restrizioni». Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a Domenica In. «Sono ottimista – ha aggiunto – in questi mesi sono stato quello più duro chiedendo le misure più rigorose, credo che ora ci siano le ragioni per guardare con più fiducia alle prossime settimane. Con il passare delle settimane e l’aumentare del numero delle persone che hanno preso il vaccino la situazione andrà a migliorare».

Sul caso AstraZeneca, Speranza ha sottolineato: «Già da 48 ore le vaccinazioni sono riprese in tutta Italia e la risposta risposta è buona. La stragrande maggioranza delle persone è consapevole che e l’unico strumento che abbiamo se vogliamo uscire da questa stagione».

«Venerdì abbiamo approvato una norma che consentirà la vaccinazione anche nelle farmacie italiane” ha annunciato il ministro. “In Italia cio sono oltre 19mila farmacie useremo anche le farmacie appena avremo un numero di dosi di vaccino più significanti”. Speranza ha sottolineato che i farmacisti per vaccinare “svolgeranno dei corsi con il ministero della Salute». Su Astrazeneca non ha dubbi nemmeno il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, che intervenuto su Rai Tre in “Mezz’ora in Piu'” ha detto: «Il vaccino AstraZeneca è un vaccino sicuro, dai 18 anni in su, e non c’è alcun motivo di avere riluttanze e diffidenza».

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