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Tutti pazzi per il vaccino russo. Sputnik sbarca a San Marino

L'arrivo di 7.500 dosi del vaccino Sputnik V nella Repubblica di San Marino fa gola a tutti. Il sindaco di Rodi Garganico vuole mettere mano al portafogli per metterlo a disposizione dei suoi cittadini. Intanto Vienna chiama Mosca per un'eventuale produzione congiunta
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Sono 7.500 le dosi vaccino Sputnik V arrivate oggi nella Repubblica di San Marino attraverso un volo internazionale da Mosca con arrivo, ieri, all’aeroporto di Milano e rapido superamento delle operazioni doganali. La fornitura di vaccini, una volta varcati i confini di Stato – riferisce una nota – è stata scortata dalle Forze dell’Ordine sammarinesi ed è stata consegnata al Centro farmaceutico dell’ospedale di Stato, dove sarà conservato inattesa dell’utilizzo. Nei prossimi giorni – si legge ancora nella nota – saranno comunicatele date e le modalità per l’avvio della vaccinazione agli assistiti, partendo dai sanitari, che già dai prossimi giorni potranno iniziare a vaccinarsi. «Oggi per San Marino è una giornata molto importante – dichiara il Comitato Esecutivo dell’Istituto per la sicurezza sociale -. L’arrivo del vaccino Sputnik V consentirà di procedere già nei prossimi giorni con le prime somministrazioni così da iniziare a vaccinare il nostro personale sanitario e socio sanitario, gli anziani e le persone con priorità di rischio alta, come abbiamo evidenziato nel nostro Piano vaccinale nazionale».

E ora spunta il primo cittadino che vuole comprare lo Sputnik e vaccinare tutti i suoi compaesani. A Rodi Garganico, comune del Foggiano con 3600 anime, l’idea di Carmine d’Anelli è l’argomento del giorno. Il vulcanico primo cittadino, eletto in una lista civica nel 2017, è pronto a metterci del suo: «Ho visto in tv l’arrivo dello Sputnik a San Marino – dice all’AdnKronos – e mi si è accesa la lampadina, sono pronto ad investire quanto mi spetterebbe per compensi e missioni da sindaco, soldi che non ho mai incassato». D’Anelli, primo cittadino nel comune del Gargano dal 2002 al 2012, e poi di nuovo con fascia tricolore dal 2017 fa i conti: «Dovrei avere un credito di 300-400 mila euro dall’amministrazione, tra stasera e domani mattina sto vedendo di attivare dei canali personali, per capire cosa posso fare, ci voglio provare». «Io – sottolinea – ho delle conoscenze da precedenti esperienze di lavoro, di alcuni anni fa, ma non posso dire di più, sto aspettando delle risposte entro domani».  Il sindaco spiega la sua mossa: «Qui non sappiamo nulla,qui, nel mio paese, dovremmo partire il 7 marzo, con la vaccinazione degli ultraottantenni – ci sarebbero 238 vaccini che dovremmo fare -non sappiamo neanche se poi toccherà agli insegnanti, alle forze dell’ordine». «Io ero simpatizzante del centrodestra nel passato -ricorda – poi sempre a capo di liste civiche, ora penso solo alla mi agente, senza guardare a destra o a sinistra». Intanto sulla pagina Facebook di D’Anelli impazza il dibattito. «Sarebbe fantastico!!!! Carmine, passeresti alla storia», plaude Anna. Mentre un altro concittadino scrive: «Sindaco come hai gestito la situazione pandemica dall’inizio fino ad oggi deve essere da esempio a tanti politici, grande». Qualcuno spiega che ci sarebbero «problemi giurisprudenziali», altri che il vaccino russo non ha il via libera dell’Aifa. Nicola però ci crede: «Se un cittadino italiano compra privatamente un vaccino a San Marino e lo somministra nessuno lo può impedire».

Intanto, il presidente russo, Vladimir Putin, e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, hanno parlato al telefono di un possibile invio a Vienna del vaccino russo Sputnik V e di un’eventuale produzione congiunta del siero. Lo ha riferito il Cremlino, precisando che la chiamata è avvenuta su richiesta di Vienna. I due leader «hanno sostanzialmente discusso contromisure contro la diffusione dell’epidemia di coronavirus, comprese opportunità di trasferimento del vaccino russo Sputnik V all’Austria e l’organizzazione di una produzione congiunta», ha fatto sapere il Cremlino, aggiungendo che sono stati concordati «ulteriori contatti da parte delle rispettive agenzie di riferimento». Il vaccino russo non ha ricevuto l’autorizzazione da parte delle autorità europee (Ema), l’unico Paese che finora ne fa uso è l’Ungheria.

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