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Draghi: «Lavoriamo per mettere il Paese in sicurezza»

Passaggio di testimone tra "l’avvocato del popolo" Giuseppe Conte e "Super Mario", dopo il giuramento del nuovo governo
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«Il nostro sarà un governo ambientalista». Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Mario Draghi nel corso del primo Consiglio dei ministri. «Pensiamo gli interessi del Paese. Lavoriamo insieme per metterlo in sicurezza», ha aggiunto. Il premier – secondo quanto viene riferito da alcuni partecipanti alla riunione – ha insistito sulla necessità di puntare sulle urgenze, a partire dal tema dell’emergenza sanitaria e quella del lavoro.

Oggi a mezzogiorno ha giurato da presidente del Consiglio nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nasce così il terzo Governo dopo il voto del 2018, che ha visto due volte Giuseppe Conte guidare l’esecutivo, prima con M5s e Lega, poi con M5 e Pd. Dopo il giuramento, senza strette di mano e senza la presenza di parenti e giornalisti, alle 13 è prevista la cerimonia della campanella, con il passaggio di testimone tra l’avvocato del popolo e “Super Mario”.

 

Hanno conversato tra loro nel salone delle feste del Quirinale, i ministri del governo Draghi in attesa dell’arrivo del Presidente della Repubblica e dell’inizio della cerimonia di giuramento del nuovo esecutivo. Giancarlo Giorgetti, Luigi Di Maio e Stafano Patuanelli – a debita distanza l’uno dall’altro nel rispetto delle regole Covid – hanno parlato per alcuni minuti, così come Vittorio Colao con Luciana Lamorgese, mentre Mara Carfagna ha scambiato opinioni poco lontano con Andrea Orlando che poi si è avvicinato a Lorenzo Guerini e a Roberto Speranza.

Il salone è chiuso ai cronisti e ai fotografi. Le telecamere ammesse hanno inquadrato volti distesi, anche se coperti dalle mascherine di protezione. E anche la nuova “scenografia”, dettata dalle norme di sicurezza. Sono sparite le due lunghe file di sedie riservate ai ministri, solitamente sistemate lungo il lato lungo della sala. Le poltrone sono state sistemate al centro del salone, a una notevole distanza l’una dall’altra. Al termine della cerimonia di giuramento, i nuovi ministri con il premier Draghi e il presidente Mattarella si sposteranno nel salone dei Corazzieri per la foto di rito, anche lì saranno distanziati in tre file.

 

L’ex presidente della Banca centrale europea sarà al vertice di un governo al cui interno ci sono sia personalità tecniche “di alto profilo”, come chiesto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che esponenti politici provenienti da gran parte dell’arco parlamentare a sostegno della futura maggioranza. Braccio destro dell’ex governatore di Bankitalia, in qualità di sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, sarà Roberto Garofoli.

Tecnici fedelissimi di Mario Draghi prenderanno inoltre la guida dei ministeri che si occuperanno in prima linea della gestione del Recovery plan. E allora ecco Daniele Franco, già direttore generale di Bankitalia e ragioniere generale dello Stato al ministero dell’Economia; Roberto Cingolani, fisico già direttore dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova e attualmente responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo, guiderà il ministero per la Transizione ecologica ed energetica; Vittorio Colao, manager già amministratore delegato di Vodafone e autore del piano di spesa dei fondi europei nel Conte bis, sarà ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale.

Vi sono poi altri ministri tecnici, tra i quali Enrico Giovannini, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti; Marta Cartabia, prima donna presidente della Corte Costituzionale e ora ministro della Giustizia; Luciana Lamorgese, confermata rispetto al precedente esecutivo al ministero dell’Interno; Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione; Cristina Messa, ministro dell’Università.

Molti anche i nomi provenienti direttamente dal Conte bis, su alcuni temi in continuità con le richieste del Quirinale data l’emergenza pandemica, in altre materie come punto d’equilibrio tra le diverse forze politiche. E dunque Roberto Speranza è confermato al ministero della Salute, Luigi Di Maio sarà ministro degli Esteri, mentre Federico D’Incà rimane ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Lorenzo Guerini continuerà a guidare la Difesa, Elena Bonetti sarà ministro delle Pari opportunità e della Famiglia, Dario Franceschini guiderà il ministero della Cultura. Conferme anche per Fabiana Dadone, che sarà ministro per le Politiche giovanili con delega allo Sport, e Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura.

Entra invece il vicesegretario del Partito democratico, Andrea Orlando, che sarà ministro del Lavoro.

La Lega ottiene tre ministeri: il turismo, che viene quindi separato dalla Cultura e che va al de- putato Massimo Garavaglia; la Disabilità, al cui vertice va Erika Stefani; lo Sviluppo economico, alla cui guida andrà il vicesegretario del partito, Giancarlo Giorgetti. Tre ministri anche per Forza Italia: Renato Brunetta, alla Pubblica amministrazione; Mara Carfagna, al Sud e alla coesione territoriale; Mariastella Gelmini, agli Affari regionali e alle autonomie.

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