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Gregoretti, la linea Bongiorno: «Evitiamo di fare processi guardando dal buco della serratura»

Conclusa l'udienza preliminare nell'aula bunker Bicocca a Catania: il premier Conte sarà sentito il prossimo 28 gennaio a Palazzo Chigi
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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà sentito il prossimo 28 gennaio a Palazzo Chigi. Lo ha stabilito il gup del Tribunale di Catania, Nunzio Sarpietro, durante l’udienza preliminare del processo sul caso dei migranti della nave Gregoretti.

«Il 28 gennaio Palazzo Chigi si trasformerà aula bunker dove Conte sarà interrogato. Il premier ha deciso di non andare a Catania, ma di far venire Catania a Palazzo Chigi… scelte sue», ha commentato Matteo Salvini, in conferenza stampa, a Catania, dopo l’udienza preliminare nell’aula bunker di Bicocca. In aula ha reso dichiarazioni spontanee: «Ho ricordato due passaggi del presidente Conte», che in alcune occasione «ha detto “abbiamo lavorato noi per la ricollocazione e poi lo sbarco”; noi e poi sono due paroline che per quanto mi riguarda mi fanno dire che il processo finisce qui. Conte ha detto pure che lui e Mogavero hanno lavorato ai ricollocamenti e poi consentito lo sbarco: se ne sono presa la responsabilità, pensava di farmi un torto, invece mi ha favorito». «Mi aspetto dal Presidente Conte la verità, non mi aspetto complimenti o favori, o bugie ma la verità che, peraltro, ha già espresso diverse volte dicendo “io ricollocavo” e “io facevo sbarcare”. Mi aspetto che dica quello che è successo non barricandosi dietro dei tristi non ricordo come qualche mio collega ha fatto oggi», ha aggiunto l’ex inquilino del Viminale.

Che poi passa all’attacco di Toninelli: «Il senatore Toninelli non ricordava praticamente nulla, spero che ricordi almeno dove abita», commenta Salvini sottolineando i tanti “non ricordo” pronunciati in Aula dall’ex ministro Dario Toninelli, chiamato a testimoniare. «Il ministro Toninelli – ricorda – con me firmava i divieti di sbarco, i decreti sicurezza e adesso voterà per cancellarli, ma non commento le sue parole. Lui ha una concezione della coerenza e della dignità personale».

«Sono orgoglioso di quello che ho e abbiamo fatto – ha spiegato. Ho fornito al giudice i numeri che parlano di vite: nell’estate 2018-estate 2019, estate pre Salvini ed estate post Salvini, abbiamo ridotto del 55% i dispersi, da 1.694 a 757, azzerato il numero dei cadaveri in mare, da 83 a 4, riducendo dell’80% gli sbarchi, da 42 mila a 8 mila: i numeri ci danno ragione, abbiamo salvato vite». «Rivendico e non dimentico – come Toninelli con i suoi “non ricordo” che hanno occupato un’ora e mezza delle sue due ore di dichiarazioni – non torno indietro e non mi dimentico quello che ho fatto con i miei colleghi. Il successo nelle nostre operazioni sull’immigrazione è reso evidente dai numeri e mai combatterò gli avversari politici nelle aule di tribunale».

«Ho provato oggi tanto imbarazzo, anzi tantissimo imbarazzo per Toninelli. Tutto mi aspettavo tranne che sentirmi dire ’non partecipavo o non ricordò», ha detto Giulia Bongiorno parlando della deposizione di Danilo Toninelli all’udienza preliminare di oggi. «Ho provato tanto imbarazzo perché io c’ero in quel governo – dice – ricordo quello che succedeva, io mi ricordo benissimo che i ministri competenti andavano con Conte a discutere con Salvini di queste vicende al Cdm e noi ministri che non eravamo interessati a queste questioni stavamo ore e ore ad aspettare mentre». «Il gruppetto era formato da Toninelli e Salvini e Di Maio». E conclude: «Ho invece apprezzato la Trenta». «Quello che dobbiamo dimostrare è che questa legittima linea non era una scelta estemporanea di Salvini ma la linea politica del governo, non siamo contro Toninelli o Conte o ministri che hanno preso decisioni ma vogliamo evitare che si facciano processi guardando dal buco della serratura», ha aggiunto la legale di Salvini.

«Oggi sono in grado di documentare che la documentazione che sono riuscita a ottenere sulla redistribuzione dei migranti mentre le navi erano in mare, non è stata trasmessa al gup – ha spiegato. Questo è un fatto che nn può essere accettato». «Ci hanno consegnato dai ministeri solo delle schede ma non hanno inviato ciò che è importante, cioè le interlocuzioni tra i ministri competenti, il ruolo della Presidenza del consiglio e del Ministero degli Esteri. È importante perché Salvini ha sempre detto di rivendicare la linea politica seguita durante il governo Conte 1 che era condivisa da tutti i ministri competenti», ha concluso Bongiorno.

Infine, l’ex inquilino del Viminale ha risposto alle domande dei giornalisti sulla crisi di governo: «L’attuale compagine di governo è dannosa per l’Italia, priva della capacità di rilanciare questo Paese. Ma ritengo improbabile che si torni a votare a febbraio o a marzo, in piena campagna vaccinale. Prima si vota meglio è… usciti dal Covid. Piuttosto sono preoccupato sui vaccini perchè rischiamo di arrivare ultimi». «Non si può votare con gli ospedali pieni, non sarebbe una cosa intelligente», ha proseguito, «non penso a governoni e governicchi, a un Conte Ter… prima si vota meglio è…», ribadisce, «certo, se ci fosse una squadra più competente ne sarei felice da italiano, ma nessuna voglia di governare con Renzi e compagni simili. Non si può votare in emergenza sanitaria, ma se ad accompagnare al voto, invece di Conte, Azzolina Renzi e Bellanova, ci fosse una squadra più seria e coerente, sarebbe meglio per gli italiani».

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