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Mattarella: «Nazionalismi non ritardino i fondi europei»

La lotta al virus, spiega il capo dello Stato, «richiederà a tutti noi ancora serietà, sacrifici e unità»
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«L’Unione europea è stata capace di un salto di qualità, per qualcuno inatteso ma che trae origine proprio dai suoi valori costitutivi e fondativi». Sergio Mattarella coglie l’occasione della cerimonia per l’XI edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione “Premio dei Premi” Cotec per sottolinearlo. Ma il Presidente della Repubblica aggiunge anche che «Next Generation e Recovery Fund offrono grandi opportunità che non possiamo disperdere, così come – scandisce – non possiamo accettare che riflussi nazionalistici fuori tempo ne rallentino o intralcino il cammino».

La lotta al virus, spiega il capo dello Stato, «richiederà a tutti noi ancora serietà, sacrifici e unità. Ma, anche grazie alle risorse morali e materiali che siamo riusciti a mobilitare, possiamo e dobbiamo guardare al dopo, dobbiamo cominciare a costruirlo».

«I giovani dovranno essere non solo i beneficiari ma anche i protagonisti della stagione post covid», aggiunge. «Università e scuola – sottolinea il Presidente della Repubblica – hanno sofferto per il confinamento, necessitato dal propagarsi dell’epidemia, eppure la comunità nazionale si è resa conto come mai è avvenuto prima del loro immenso valore sociale, per la formazione dei ragazzi e per la crescita complessiva della comunità».

 

 

 

«È una sfida per le risorse del Recovery plan», è il richiamo di Mattarella. «Non è un caso – annota in un altro passaggio del suo intervento – che il Recovery plan sia stato affiancato nella progettualità e nel bilancio comunitario al New Green deal, in coerenza tra l’altro con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite». «Ho fatto riferimento – è un altro dei messaggi che arrivano dal Colle – a responsabilità condivise nel perseguimento di un futuro migliore. Innovazione e ricerca sono centrali, ma altrettanto significativa è la capacità che avremo di trasferire e far acquisire questi paradigmi in tutti gli ambiti del sistema educativo, dei servizi pubblici e privati, nei vari settori produttivi».

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