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Usa, i “dreamer” tornano a sperare

Dichiarata non valida la decisione di sospendere e limitare il programma Daca
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Tornano a sperare in Usa decine di migliaia di “dreamer”, i sognatori, gli immigrati portati illegalmente in Usa da bambini. Un giudice federale di New York ha stabilito che il capo del Dipartimento per la Sicurezza interna, Chad Wolf, non occupava legittimamente il suo incarico e che pertanto non è valida la sua decisione di sospendere e limitare il programma Daca, Deferred Action for Childhood Arrivals, che protegge i giovani che sono stati portati in Usa da bambini.

La sentenza, scritta dal giudice Nicholas Garaufis, del tribunale del distretto orientale di New York, arriva dopo che lo scorso luglio Wolf aveva emesso un’ordinanza in cui si affermava che le nuove richieste alla Deferred Action for Childhood Arrivals non sarebbero state accettate e che i rinnovi erano limitati a un anno invece di due.

L’amministrazione Trump aveva cercato di porre fine al programma Daca nel 2017, ma la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva bloccato il tentativo a giugno. Il promemoria invalidato sabato era, dunque, un modo per tentare di guadagnare tempo mentre l’amministrazione decideva i passi successivi. Il presidente è riuscito limitare fortemente l’immigrazione, ma non è stato in grado di smantellare in modo significativo il Daca, programma ormai vecchio di otto anni. La sentenza di sabato sarà impugnata se il governo degli Stati Uniti deciderà di farlo.

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