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Polonia, la Corte Costituzionale nega il diritto all’aborto in caso di malformazione del feto

Scattano le proteste in piazza a Varsavia
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Manifestazione in piazza a Varsavia per protestare contro la sentenza della Corte costituzionale che ha fortemente limitato il diritto all’aborto in Polonia. All’incirca un migliaio di persone si è dapprima riunito di fronte alla sede della Corte, per poi marciare in direzione della sede del partito di maggioranza Diritto e giustizia (PiS). Le forze dell’ordine hanno però sigillato via Nowogrodzka, in cui si trova il quartier generale di PiS. Le persone scese in piazza con bandiere, candele e ombrelli neri – simbolo della protesta contro gli antiabortisti e in generale a favore dei diritti delle donne – si sono quindi diretti verso l’abitazione del leader di Pis, il vicepremier Jaroslaw Kaczynski, nel quartiere di Zoliborz. Davanti alla casa di quest’ultimo la polizia ha formato ben due cordoni e ha utilizzato gas lacrimogeno contro i manifestanti. Gli agenti hanno richiamato la folla a disperdersi – le norme attuali vietano gli assembramenti a Varsavia, che è zona rossa in relazione alla pandemia di coronavirus – e hanno arrestato una persona che ha lanciato una bottiglia. In direzione della polizia sono state lanciati anche dei sassi e sono avvenuti altri arresti. I manifestanti hanno annunciato un altro corteo di protesta per stasera alle 19.

La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente incostituzionale la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Si tratta delle norme su quello che in Polonia è stato soprannominato «aborto eugenetico», ovvero quello che si dà nel caso ci sia il sospetto fondato di malformazioni del feto. La Corte ha così deciso in merito a una questione di costituzionalità sollevata nel 2019 da 119 deputati. Secondo gli estensori della questione, nella sua forma attuale la legge è incostituzionale perché consente l’aborto già nel caso di «seria probabilità», e non semplicemente in presenza effettiva, di una malattia o malformazione. Ricordano poi che già nel 1997 il giudice costituzionale ha dichiarato che «dal momento in cui emerge, la vita umana è un valore tutelato dalla costituzione. Riguarda un fatto prenatale». Dal momento in cui la sentenza di ieri produrrà i suoi effetti, il diritto all’aborto in Polonia resterà esercitabile soltanto nei casi di stupro, incesto o di pericolo per la vita e la salute della madre. Si calcola che gli aborti legali motivati da gravi malformazioni del feto che avvengono in Polonia ammontino al 98 per cento del totale.

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