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Covid, lezione coreana: chiuse tutte le scuole di Seul

I contagi crescono di 320 unità in Corea. Ma tanto basta per decidere di chiudere le scuole di ogni ordine e grado di Seul
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I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) della Corea del Sud hanno riferito oggi 320 nuovi casi, di cui 307 trasmessi a livello locale e 13 importati. Il numero e’ tornato ad aumentare dopo i 280 di ieri e i 266 di lunedi’. Il totale e’ salito a 18.265 mentre le vittime sono 312. Dei nuovi casi trasmessi localmente, la stragrande maggioranza, 229, e’ stata registrata nella regione metropolitana di Seul: 110 nella capitale, 92 nella provincia di Gyeonggi, che la circonda, e 27 a Incheon. Al di fuori dell’area di Seul, i casi sono stati segnalati in tutte le principali citta’ e province eccetto Sejong, Chungcheong Settentrionale e Gyeongsang Meridionale.

Le scuole di ogni ordine e grado di Seul e dell’area metropolitana, 7.826, sono state chiuse. La chiusura e’ stata disposta anche per altre 6.480 scuole nel resto del paese. L’Assemblea nazionale, il parlamento unicamerale, sara’ chiuso da domani, a causa dell’individuazione di un caso di contagio riguardante un giornalista. Il recente aumento dei contagi e’ legato a un focolaio riconducibile alla setta religiosa Sarang Jeil, guidata dal pastore conservatore Jun Kwang-hoon, anche lui tra i positivi. Il numero di casi a Seul e’ arrivato a 933. Il 15 agosto migliaia di fedeli della congregazione hanno partecipato a una manifestazione antigovernativa, che ha portato in piazza Gwanghwamun, nel centro della capitale, circa 20 mila persone.

I funzionari sanitari hanno visitato la sede della chiesa di Sarang Jeil in cerca di ulteriori informazioni sui membri e lamentato una scarsa collaborazione. La setta a sua volta ha minacciato azioni legali contro l’amministrazione di Seul per aver imposto il tracciamento dei contatti. I rappresentanti della chiesa hanno accusato la polizia di essere “entrata con la forza” nella sua sede e il governo di minacciare la liberta’ di culto dei fedeli. Il reverendo e politico Jun sostiene che il virus sia stato diffuso di proposito con l’intento di reprimere la liberta’ religiosa. al 23 agosto le linee guida anti-assembramento sono state portate dal livello 2 al livello 3 in tutto il territorio nazionale; erano gia’ in vigore nella regione metropolitana della capitale, a Busan e in parte della provincia di Jeolla Settentrionale. Le misure comprendono il divieto di riunioni all’aperto con oltre cento persone e di quelle al chiuso con oltre 50 (a Seul sono vietate anche le manifestazioni con piu’ di dieci partecipanti) e la chiusura delle spiagge e degli esercizi appartenenti a dodici categorie a rischio, come locali notturni, sale per karaoke, ristoranti a buffet e internet caffe’. Il divieto riguarda anche le funzioni religiose, mentre sono previste limitazioni dell’attivita’ scolastica: frequenza a turno di un terzo degli scolari nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie e di due terzi nelle superiori e lezioni online nelle aree dei cluster.

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