Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Coronavirus: seconda ondata o endemia sotto controllo?

I casi di coronavirus tornano a salire e i virologi si dividono tra ottimisti e pessimisti. Chi teme la seconda ondata e chi parla di situazione sotto controllo
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Seconda ondata o endemia sotto controllo? Virologi e affini – ma questa non è una novità – si dividono mentre i casi di Coronavirus continuano a salire costantemente in Europa, Italia compresa. E per spiegare le “nostre distrazioni”, un articolo della Bbc – L’errore alla base del Covid  scomoda addirittura gli strani scherzi della nostra mente incapace di distinguere tra crescita lineare e crescita esponenziale: «Immaginate che la vostra banca vi offra un piano che preveda la duplicazione del valore depositato ogni tre giorni, con un investimento iniziale di un euro – scrive la Bbc-. Quanto tempo vi occorrerebbe per diventare milionari: un anno? Sei mesi? 100 giorni?».  La risposta alla domanda – per molti di noi sorprendente — è che occorrono molto meno di 100 giorni: ne bastano 60, e a quel punto il conto corrente mostrerebbe un saldo di 1.048.576 euro. Un mese più tardi, la cifra avrebbe superato il miliardo; un anno dopo, avremmo la spaventosa cifra di 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000 di euro (sì, è un uno seguito da 36 zeri).Se le tue stime fossero fuori luogo, non sei solo.  “Molte persone  – conclude l’articiolo – sottovalutano costantemente la velocità con cui il valore aumenta – un errore noto come “bias di crescita esponenziale” – e sebbene possa sembrare astratto, potrebbe aver avuto conseguenze profonde sul comportamento delle persone quest’anno.

L’ottimismo del professo Silvestri

Fatto sta che Covid, a poche settimane dalla riapertura delle scuole – è tornato a far paura. Ma tra gli inguaribili ottimisti c’è Guido Silvestri  – intervistato dal Dubbio qualche giorno fa – che da mesi inonda facebook con le sue “pillole di ottimismo”. Silvestri, professore ordinario e capo dipartimento di Patologia all’Università Emory di Atlanta, direttore della Divisione di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center, insomma, non uno qualsiasi, continua a ripetere quanto segue:

primo, se è vero che il numero dei nuovi casi, 574 (una settimana fa erano 552), è il più alto da oltre due mesi, è anche vero che al momento non ci sono assolutamente segni di stress ospedaliero, con 56 ricoveri in TI (1.4% del picco a 4.068) e 771 ricoveri totali (8 in meno della settimana scorsa, 779, mentre al picco erano 29.010).
Secondo: le morti sono ancora ai minimi: ieri sono state 4, uno dei dati più bassi in assoluto da molti mesi, e questo è un dato certamente positivo.
Terzo: il fatto che i casi vengano scoperti ed isolati, con tracciamento dei contatti è la differenza fondamentale tra adesso e il febbraio/marzo 2020. Questa operazione di monitoraggio è esattamente quello che si deve fare in una situazione come questa.
Quarto: un numero di nuovi casi nell’ordine di 10-20 per 1M di abitanti riflette una circolazione virale di tipo endemico che è esattamente quello che tutti ci aspettiamo nel momento in cui le misure generali di contenimento, le cosiddette “chiusure”, sono state allentate. (ricordiamo sempre la metafora dei due scogli!!).
Quinto: questa circolazione endemica può assumere il connotato di piccole ondate, come osservato in Spagna, Francia, UK, Belgio, Germania, etc, senza che al momento si segnalino aumenti significativi di mortalità o sovraccarico ospedaliero.
Sesto: Il fatto che l’età media dei casi sia molto più bassa che in passato (38 anni vs 61 anni in Italia) rende meno frequenti i casi severi di COVID-19 per semplici ragioni demografiche (ed al di là di ogni possibile adattamento virale).

Lo scontro Zangrillo-Crisanti

E mentre il professor Silvestri prova a mettere un po’ d’ordine nel caos pandemico, continua lo scontro tra tra Alberto Zangrillo e Andrea Crisanti. Il direttore della Terapia intensiva del San Raffaele di Milano replica al virologo Crisanti, che nelle scorse ore aveva definito “pericolose” alcune sue recenti dichiarazioni, pronunciate nel corso della trasmissione ‘In Onda’ su La7. “Fa bene il governo ad adottare con le regioni tutte le norme per cercare di identificare precocemente i contagiati. Non dobbiamo però confondere il contagiato con il malato. Il contagiato ha un’evidenza sierologica per cui è venuto a contatto con un virus e nel 99% dei casi non manifesta una sintomatologia clinica”, aveva detto Zangrillo. E ancora: “Ci sono appuntamenti che potrebbero creare disagio e preoccupazione, come la riapertura delle scuole, ma non dobbiamo creare confusione: essere contagiati non significa essere malati, non ha alcun significato dal punto di vista clinico-sanitario”.A distanza di qualche ora, sempre davanti alle telecamere di La7, era giunto il commento di Crisanti: “Secondo i dati dell’Istat, in piena epidemia c’erano il 50-60% di asintomatici. Il professor Zangrillo ha detto che non entrano più malati in rianimazione? Forse si riferisce al suo ospedale, non è vero. Non si può fare un’affermazione del genere su scala nazionale. A Padova abbiamo decine e decine di malati in reparto e in rianimazione. Non capisco su che base faccia queste affermazioni, sono affermazioni estremamente pericolose”. Il virologo aveva aggiunto: “I casi sono in aumento da un paio di settimane e aumenteranno. Quello che vediamo oggi è il risultato di quello che è accaduto un paio di settimane fa. Penso che vedremo questa tendenza all’aumento nelle prossime settimane”.

Ultime News

Articoli Correlati